Aumentano per il sesto mese consecutivo le esportazioni giapponesi, un dato che riflette il flusso costante in uscita delle merci del Made in Japan, in particolare il comparto auto e dell'elettronica, in anticipazione dell'entrata in vigore dei dazi Usa.
In marzo, secondo i dati del ministero delle Finanze, l'export nipponico segna una crescita del 3,9%, comunque inferiore alle previsioni del 4,5% degli analisti. Le importazioni hanno visto un incremento del 2%, risultando in una espansione del surplus della bilancia commerciale a 544 miliardi di yen (3,12 miliardi di franchi).
L'amministrazione Trump il 2 aprile ha introdotto dazi del 25% sulle importazioni di auto provenienti dall'estero e ha minacciato una tariffa basata sulla reciprocità del 24% su tutti i prodotti giapponesi, per poi ridurla al 10% per una durata di 90 giorni, in attesa di un negoziato con Tokyo.
Ad essere sotto pressione principalmente il mercato auto e il suo indotto che dà lavoro ad oltre 5,5 milioni di persone in Giappone. Le case automobilistiche giapponesi ogni anno producono nove milioni di auto in patria e ne esportano circa 1,5 milioni in America, oltre ad esportare negli Stati Uniti più di 1,4 milioni di veicoli da Messico e Canada.