Il CEO Philipp Navratil: l'azienda è coperta per la prima metà dell'anno ma non esclude rincari mirati per trasporti, imballaggi e fertilizzanti
Il conflitto in Medio Oriente potrebbe riaccendere la pressione inflazionistica e costringere Nestlé, il più grande gruppo alimentare del mondo, a ritoccare nuovamente i prezzi dei suoi prodotti già a partire dal prossimo anno. L'allarme è stato lanciato oggi dal CEO Philipp Navratil nel corso di una conferenza con gli investitori a Parigi.
L'azienda sta monitorando con attenzione l'evoluzione dei prezzi dell'energia e i loro effetti sui costi, ha dichiarato il 50enne. Negli ultimi mesi le quotazioni di materie prime chiave come caffè e cacao sono scese, offrendo un certo sollievo. Il pericolo, però, è che il conflitto in corso, attraverso un rincaro dell'energia, inneschi nuovi aumenti a cascata. Questi potrebbero colpire trasporti, imballaggi e fertilizzanti, generando ulteriore pressione inflazionistica lungo l'intera catena del valore.
Nel breve termine Nestlé non prevede comunque conseguenze significative. L'impresa si è ampiamente protetta dagli aumenti dei costi e risulta coperta per la prima metà dell'anno. Un eventuale rincaro dei fertilizzanti si vedrebbe però nel corso del 2026, ha precisato Navratil. Per questo motivo il presidente della direzione non esclude ulteriori rincari sui prodotti finiti.
Gli aumenti verranno però applicati "mercato per mercato e categoria per categoria", senza interventi generalizzati. Secondo il dirigente occorre infatti agire in modo delicato. "Riconquistare i consumatori dopo che li hai persi perché il rapporto qualità-prezzo non era più adeguato costa molto di più". La cautela è dunque d'obbligo.
Quanto agli effetti diretti del conflitto sulle vendite, per ora Nestlé non rileva scossoni. Nella regione mediorientale, che contribuisce per circa il 3% al fatturato globale, "non abbiamo constatato grandi cambiamenti della domanda". In alcuni paesi emergenti del Sud-Est asiatico, come le Filippine, il gruppo osserva però una modifica dei comportamenti di consumo: i rincari del carburante spingono le persone a stare più spesso a casa, fare la spesa vicino all'abitazione e consumare più pasti in famiglia. Una tendenza che, secondo Navratil, potrebbe addirittura favorire i marchi del gruppo.
Come noto il manager svizzero-austriaco con studi all'università di San Gallo è stato chiamato alla testa del gruppo nel settembre 2025 per rilanciare le vendite. Oggi in borsa l'azione Nestlé si presenta in rialzo frazionale; dall'inizio di gennaio il titolo ha guadagnato il 2%, mentre negative sono le performance su uno (-10%) e cinque anni (-31%).