Christine Lagarde (Keystone)
Economia
11.02.2020 - 22:050
Aggiornamento : 23:59

'I soli stimoli monetari non sono sufficienti'

Christine Lagarde, presidente della Bce, torna a pungulare i governi per stimolare al crescita che sta frenando dal 2018

Bruxelles – La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, torna a pungolare i governi perché si diano da fare e approfittino dei tassi bassi per stimolare la crescita che rallenta dal 2018.

E stavolta lo fa avvertendoli sui rischi delle misure non convenzionali adottate finora da Francoforte: più resteranno in campo e più sale la possibilità di danneggiare i risparmiatori. Intanto anche il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, come già la Lagarde la scorsa settimana, mette in guardia dall'impatto che il coronavirus può avere sull'economia mondiale.

Parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo per la prima volta dalla sua nomina, la presidente ha ricordato che "il nostro stimolo monetario ha sostenuto la crescita", ma ha anche avvertito che "non può e non deve essere l'unica azione sul campo". Perché "più a lungo restano le nostre misure, più sale il rischio che gli effetti collaterali diventino più pronunciati". Alla Bce, ha spiegato, "siamo pienamente consapevoli che l'ambiente di tassi bassi influisce sui redditi da risparmio, sulla valutazione degli asset, sull'assunzione di rischi e sui prezzi delle abitazioni. E stiamo monitorando attentamente i possibili effetti collaterali negativi per garantire che non superino l'impatto positivo delle nostre misure sulle condizioni del credito, sulla creazione di posti di lavoro e sui salari", ha detto Lagarde.

Per questo i governi devono fare la loro parte con "politiche strutturali e di bilancio che possono rafforzare la produttività", e che in ambiente di bassi tassi "possono essere molto efficaci". Del resto, la situazione è ancora critica: "Lo slancio della crescita della zona euro è rallentato dall'inizio del 2018, soprattutto a causa di incertezze globali e commercio internazionale più debole", cosa che ha portato anche a un "indebolimento della pressione sui prezzi, e l'inflazione resta distante dal nostro obiettivo", ha ricordato.

A questo scenario si aggiunge una nuova incertezza: il coronavirus. Anche gli Usa sono preoccupati dalle possibili conseguenze: "L'impatto dell'emergenza sull'economia cinese può estendersi all'economia globale", ha detto il presidente della Fed, Jerome Powell, nella sua audizione davanti al Congresso americano. "La Fed sta monitorando da vicino gli sviluppi della situazione", ha assicurato, convinto che Pechino farà la sua parte. "Ci aspettiamo che la Cina prenda delle misure per sostenere la sua economia colpita dall'emergenza" sanitaria, ha spiegato Powell.

La presidente della Bce ha richiamato i Governi anche sull'Unione economica e monetaria: "L'architettura della zona euro è incompleta, e mette a rischio la sua capacità di usare appieno il potenziale per i cittadini". Bisogna quindi completarla con "una piena Unione bancaria che comprenda lo schema comune di assicurazione dei depositi, una vera Unione del mercato dei capitali che convogli gli investimenti, e una funzione stabilizzatrice che difenda dagli shock".

© Regiopress, All rights reserved