Keystone
Economia
29.01.2019 - 09:000
Aggiornamento : 09:53

Incertezze? Non conosco. Anno record per il commercio svizzero

Esportazioni ed importazioni hanno fatto segnare nel 2018 i più alti tassi di crescita dal 2010. Brexit, l'antipasto è già servito.

Il commercio estero svizzero nel 2018 ha stabilito nuovi valori record in entrambe le direzioni di scambio e ciò nonostante le incertezze economiche a livello mondiale. Le esportazioni sono aumentate in termini nominali del 5,7%, a 233,1 miliardi di franchi, facendo registrare il più alto tasso di crescita dal 2010. Lo ha comunicato oggi l'Amministrazione federale delle dogane (Afd). Lo stesso è avvenuto per le importazioni che con un incremento dell'8,6% hanno superato la soglia di 200 miliardi di franchi (201,8).

Nel corso dell'anno, tuttavia, l'andamento è stato altalenante. Per quanto riguarda l'export, la crescita registrata nella prima metà del 2018 ha lasciato spazio a una netta diminuzione nel terzo trimestre; poi nel quarto trimestre vi è stata una ripresa, del 6,3%. Anche la crescita delle importazioni è dovuta al balzo nel primo semestre; in seguito vi è stata una flessione a livelli comunque elevati. L'eccedenza della bilancia commerciale (esportazioni meno importazioni) ha raggiunto 31'320 milioni di franchi (-3'489 milioni rispetto al 2017).

Tutti i principali settori (chimico-farmaceutico, macchine ed elettronica, orologeria, ecc.) hanno contribuito alla crescita delle esportazioni. Da segnalare l'ottimo risultato nella vendita di farmaci (+8,9%).

L'export è andato ovunque a gonfie vele. Storico l'aumento fatto segnare nell'America del Nord (+11,6%), grazie soprattutto alle esportazioni verso gli Stati Uniti (+4,2 milliardi). In progressione anche Europa e Asia (+4,2, rispettivamente +4,4%). 'Pecora nera' la Gran Bretagna, dove l'export si è contratto come non avveniva da 30 anni a questa parte (-23%!). I prodotti elvetici invece hanno il vento in poppa in America latina, in particolare in Brasile (+17,8%).

Anche alla crescita delle importazioni hanno contribuito parecchi settori (tra questi, quello della bigiotteria-gioielleria), che confermano così un dinamismo in atto dal 2015. Da segnalare l'esplosione degli acquisti elvetici negli Emirati arabi uniti (+3,5 milliardi, in particolare gioielli in oro da fondere), Cina (+1,2) e Regno Unito (+27,3%). Si registra per contro una contrazione degli acquisti sul mercato statunitense (-1%).

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