Sergio Marchionne (Keystone)
Economia
24.07.2018 - 22:030
Aggiornamento 23:56

Fca recupera in borsa, silenzio sulle condizioni di Marchionne

Il titolo ha chiuso in territorio positivo dopo il tonfo di ieri. Dall'ospedale di Zurigo nessuna novità sul manager italoamericano

Nel secondo giorno dell'era Manley, in attesa dei conti del secondo trimestre di Fiat Chrysler Automobiles (Fca), i titoli della galassia Agnelli recuperano a Piazza Affari. Dopo il difficile lunedì, prima giornata di contrattazione senza Sergio Marchionne, in cui hanno bruciato 1,5 miliardi di euro, tutti i titoli del gruppo hanno chiuso in rialzo: Fca guadagna il 2,39% a 16,55 euro, Cnh il 3,78%, Exor l'1,53% e Ferrari lo 0,4%.

Anche a Wall Street, all'avvio delle contrattazioni, Fca presenta un segno positivo dell'1,84% a 19,33 dollari per azione, mentre è in ribasso la casa di Maranello, al momento la più penalizzata dalla rivoluzione al vertice. D'altra parte la Rossa era l'azienda in cui il manager italoamericano avrebbe dovuto rimanere fino al 2022 presentando a settembre il nuovo piano industriale.

Il messaggio del gruppo Agnelli - mentre resta il silenzio sulle condizioni di Sergio Marchionne, ricoverato in terapia intensiva a Zurigo - è stato subito chiaro: la nomina di Mike Manley alla guida di Fca è all'insegna della continuità, l'azienda è in grado di andare avanti da sola e non è alla ricerca di un'alleanza.

Lo sbandamento iniziale sui mercati è stato comunque inevitabile, anche per il nuovo terremoto innescato dalle inattese dimissioni di Alfredo Altavilla, responsabile delle attività europee e in corsa per la successione a Marchionne: il manager non ha gradito la scelta fatta e ha abbandonato la squadra in un momento di difficoltà. Al momento le sue deleghe sono state assunte da Manley, che è anche responsabile dell'area Nafta, ma è evidente che resta un vuoto da colmare.

 

Silenzio sulle condizioni del manager

Intanto man mano che passano le ore si fa più denso il silenzio che avvolge la privacy sulle condizioni dell'ex amministratore delegato. Di ufficiale c'è ben poco. A stento l'ospedale conferma la presenza del "paziente" Marchionne. Non bollettini medici, né tanto meno comunicazioni dalla famiglia o dall'azienda. Nulla di nulla se non la curiosità che i media locali riservano alla stampa italiana arrivata in massa per raccontare la battaglia dell'uomo che ha trasformato il Lingotto in un gruppo mondiale.

Il top manager è arrivato a Zurigo alla fine di giugno per un intervento alla spalla destra che prevedeva poi una breve convalescenza. Non è stato così. La situazione è precipitata e le sue condizioni, per una complicazione seguita all'operazione, si sono aggravate tanto da essere definite irreversibili. Cosa mai confermata ufficialmente. Sulle cause circolano, senza sosta, tante supposizioni ma senza essere corroborate da evidenze ufficiali: chiaro che potrebbe essersi trattato di un'infezione post operatoria oppure di un embolo.

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