Un amico del Teatro Sociale, nel quale torna venerdì 1 e sabato 2 maggio alle 20.45 con il nuovo spettacolo

“Funambolo della parola” è una delle definizioni che gli sono state date. Da oltre 30 anni Massimo Rocchi gira con successo i teatri più prestigiosi portando i suoi spettacoli per l'Italia, la Francia, la Germania, l'Austria e la Svizzera. A Bellinzona è di casa e il Teatro Sociale, a due anni da ‘Carte blanche’, lo riabbraccerà venerdì e sabato alle 20.45, nuovamente in esclusiva per il Ticino e con il nuovo spettacolo ‘50 anni di palcoscenico’. Insieme ai nuovi elementi che Rocchi aggiunge a ogni replica, in questo nuovo programma l’artista ha inserito alcune esperienze personali nel viaggio dall'Italia, attraverso gli studi a Parigi fino alla Svizzera, nel consueto vortice di emozioni che vanno oltre i confini geografici.
“Massimo Rocchi scelse il teatro per vincere la timidezza. Erano gli Anni Settanta dell’adolescenza e del liceo a Cesena. La terapia del palcoscenico funzionò al punto da indicargli la via di quella che sarebbe stata la passione, oltre che la sua professione. E poiché la passione non conosce confini, lasciò ben presto la provincia romagnola per raccogliere le sfide nel mondo largo”. Inizia così la sua storia sul sito ufficiale, storia di chi dal corso di scienze teatrali dell’Università di Bologna si è spostato a Boulogne-Billancourt, in Francia, per studiare mimo con Étienne Decroux e frequentare poi l’École Internationale Marcel Marceau, dove ottiene il diploma nel 1982.
Una laurea honoris causa in filosofia conferitagli dall’Università di Friburgo e un elenco lunghissimo di altri premi, da oltre trent’anni Rocchi porta i suoi spettacoli di cabaret – come ‘Auä’, ‘Circo Massimo’ o ‘Rocchipedia’ – in Italia, Francia, Germania, Austria e Svizzera. I suoi lavori esplorano gli archetipi di diverse culture e giocano con le particolarità e le stranezze delle lingue europee e delle loro traduzioni. Nel 2012 ha debuttato come regista di opere buffe con Lo Speziale di Joseph Haydn, seguito nel 2014 da Don Pasquale di Gaetano Donizetti, entrambi messi in scena al Teatro d’Opera di Basilea. Da allora alterna il lavoro di autore e attore con quello di regista teatrale e d’opera, sia in Svizzera sia nel resto d’Europa.
Vive a Basilea, città di cui è anche cittadino. Per lui, la formazione e il talento sono la base, ma non bastano, bisogna soprattutto amare il pubblico. E il pubblico ricambia (prevendita aperta all’InfoPoint di Piazza Collegiata, su www.ticketcorner.ch e relativi punti vendita).