29.07.2022 - 20:16
Aggiornamento: 23:56

Golden Globes: dopo polemiche diventano for profit

Nuovo tentativo per riacquistare rilevanza, l’Hfpa ha approvato un piano per trasformare lo show. I diritti intellettuali alla controllata di Todd Boehly.

Ansa, a cura di Red.Cultura
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Keystone
Todd Boehly

In un nuovo tentativo per riacquistare rilevanza e tornare in tv con la serata dei Golden Globes, la Hollywood Foreign Press Association (Hfpa) ha approvato un piano per trasformare lo show e i diritti intellettuali che ne conseguono in una nuova entità "for profit", controllata dal miliardario dell’entertainment Todd Boehly. Boehly, che ha quote importanti nella squadra dei Dodgers di Baseball e nel Chelsea, era già entrato in scena come Ceo ad interim della Hfpa, prima che i membri del board approvassero la sua proposta di creare una nuova società che farà capo a lui e controllerà i premi. La speranza è che la Nbc, che ogni anno a suon di milioni mandava in onda la serata dei premi, faccia marcia indietro.

Boicottata dall’establishment di Hollywood dopo le accuse di razzismo e di corruzione venute in luce alla vigilia dell’edizione 2020, quest’anno la cerimonia un tempo più glamorous di Hollywood è diventata un evento online strettamente privato dopo che la rete ha deciso di bloccare la trasmissione in attesa di riforme più profonde da parte dell’organizzazione.

"Questo è un momento storico", la presidentessa della Hfpa, Helen Hoehne, ha salutato così il voto dichiarando inoltre: "Abbiamo fatto un passo deciso per trasformarci e per adattaci a questo panorama economicamente sempre più competitivo, sia per i premi che per il mercato del giornalismo".

Fanno parte della Hollywood Foreign Press Association un centinaio di giornalisti stranieri nella mecca del cinema. Due anni fa, quando erano ancora 87, il ‘Los Angeles Times’ li aveva accusati di pratiche corporative e scarsa sostenibilità ai temi della razza: tra i membri dell’organizzazione non c’era un solo giornalista nero. Erano inoltre emersi rapporti troppo stretti tra i membri e le major di Hollywood che potevano prefigurare conflitti d’interesse.

Vane erano state le scuse dei vertici: "Così sarà il board a vigilare sulle riforme", aveva polemizzato la regista Ava DuVernay, aggiungendo: "Lo stesso board che sovraintende e si avvantaggia delle attuali pratiche e che ha consapevolmente perpetuato la corruzione e il razzismo della Hfpa per decenni?". ANSA

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