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07.10.2021 - 08:33
Aggiornamento: 11:07

Vent Negru, trent’anni di musica popolare

L’Euroradio Folk Festival, le Riflessioni musicali, l’ultimo cd ‘Serenada’ e molto altro, dal 1991. A colloquio con Mauro Garbani

di B.D.
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Da sinistra, Mauro Garbani, Mattia Mirenda ed Esther Rietschin: il 9 ottobre a Locarno, il 16 a Bedigliora (foto: Julien Garbani)

“Conoscono le radici, coltivano giorno per giorno la loro arte presentando sulla piazza i loro frutti migliori: al pubblico non resta che assaporarli”. Rubiamo dal sito di Vent Negru tra gli apprezzamenti di trent’anni di storico sodalizio all’insegna della musica popolare. È dal 1991 che i Vent Negru sono impegnati nella ricerca, riproposta e diffusione del nostro patrimonio popolare, da interpretarsi nell’attento e costante equilibrio tra rigore stilistico e gusto personale, alla maniera dei cantastorie. In tre decenni di musica, la posizione di rilievo nel panorama della musica popolare in Svizzera, ma anche all’estero, è certificata dai molti concerti, registrazioni e presenze: in nome di queste ultime, l’invito della Ssr a rappresentare la Svizzera all’Euroradio Folk Festival di Cesky Krumlov nella Repubblica Ceca, correva l’anno 2017.

Segno distintivo dei Vent Negru è anche la rassegna ‘Riflessioni Musicali’, proposta in chiese e oratori del Cantone, ‘processione’ in musica che si tiene ormai ininterrottamente dal 1999, con l’eccezione dell’edizione 2020, ridotta nella forma per i motivi che hanno rallentato le vite di tutti, non soltanto quelle degli artisti.

Passaggio di consegne

Scorrendo nella produzione discografica, dopo le tre realizzate in formazione di terzetto con Gabriele Martini, nel gruppo dal 1992 al 1999, altre cinque se ne sono aggiunte, due delle quali prodotte in collaborazione con la Rsi: ‘Eternità d’amur’ (2004), poesie del poeta dialettale Fernando Grignola trascritte e interpretate in musica e ‘Viaggio a Betlemme’ (2008). Ora è arrivato il tempo per il nuovo lavoro ‘Serenada’, il nono cd, giunto a celebrare i trent’anni di storia e consolidare ulteriormente la nuova formazione: dal 2017, infatti, ai fondatori Mauro Garbani (voce, organetto diatonico, chitarra, piva) e Esther Rietschin (voce, sassofoni, fisarmonica, flauti, ocarina, piva e percussioni) si è aggiunto il giovane polistrumentista e cantautore Mattia Mirenda (voce, chitarra, organetto diatonico e mandolino), per quello che pare un passaggio di consegne capace di garantire continuità al lavoro svolto sino a oggi. A sancire il compleanno, l’inserimento del sito di Vent Negru nell’Archivio Web Svizzera, riconoscimento giunto in aprile dalla Biblioteca Nazionale, operante su mandato della Confederazione.

Saranno due i concerti di presentazione del cd ‘Serenada’ (ordinabile scrivendo a ventnegru@protonmail.com): quello di sabato 9 ottobre al Teatro Paravento di Locarno alle 19 e quello di sabato 16 ottobre a Bedigliora, al Teatro di Banco alle 21. Tutto il resto, attività e concerti, è su www.ventnegru.ch. E in attesa della musica, una chiacchierata attraverso il tempo con Mauro Garbani…

Mauro Garbani, trent’anni di storia quali sensazioni provocano?

La sensazione rassicurante di essere sulla strada giusta, certezza che ho sempre avuto. In trent’anni abbiamo attraversato un po’ di tutto, e ci sono stati anche dei momenti difficili. Però siamo contenti di essere arrivati sin qui senza aver mai avuto il bisogno di fare scelte “comode”, magari a scapito della qualità del lavoro svolto ma anche delle ottime relazioni che abbiamo mantenuto con tutti gli operatori del settore, gli organizzatori e le persone con le quali siamo in contatto.

Come e dove inizia questa storia?

Ho conosciuto Esther al Teatro Paravento a Locarno, eravamo stati ingaggiati per lo spettacolo ‘Dan Auta’. Venivamo da esperienze quasi opposte: lei con un percorso accademico con varie formazioni, scuola Lecoq a Parigi, scuola e compagnia Dimitri a Verscio e altre formazioni, e io falegname e all’epoca suonatore ‘empirico’ ma appassionato. Abbiamo capito subito che c’era del buono unendo capacità e talenti, e dopo 30 anni siamo qui...

Scegliendo tra i momenti più belli?

Sono molti. Non ci saremmo più se non ce ne fossero stati. Uno, il più recente, l’arrivo di Mattia Mirenda, all’inizio mio allievo di organetto diatonico, poi entrato dopo qualche tempo nel gruppo adempiendo appieno al suo compito. Dando a noi due ‘vecchi’ la grande soddisfazione di essere riusciti a dare continuità a una espressione, quella della musica popolare, che ha bisogno di essere trasmessa alle giovani generazioni per poter continuare a vivere.

Domanda d’obbligo: quale effetto ha avuto su di voi l’emergenza sanitaria?

Abbiamo potuto mantenere una buona energia e forza creativa: abbiamo approfittato della ‘magra’ per concentrarci sulla produzione del nuovo cd, registrato in casa presso la nostra sede di Locarno. Solo noi tre, con la presenza del giovane tecnico Mirko Wallimann che ci ha viziati con la sua perizia e professionalità. Abbiamo passato bellissimi momenti e non abbiamo mai avuto paura. Con questa esperienza sulle spalle possiamo continuare con rinnovato entusiasmo e siamo molto fiduciosi.

E dopo il compleanno?

Ora siamo concentrati sulla presentazione del cd, poi aggiorneremo il sito, che ha bisogno di un lifting... le idee non mancano, abbiamo in vista nuovi progetti e attività, ma siccome non ragioniamo in termini di ‘progetti’, continueremo sul nostro cammino.

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