nanci-griffith-amazing-grace
Nanci Griffith, 1953-2021 (foto: Bryan Ledgard)
ULTIME NOTIZIE Culture
Musica
3 ore

Cyrille Aimée, gran finale di stagione al Jazz Cat Club

Dopo ben tre rinvii, lunedì 23 maggio ad Ascona per chiudere la 14esima stagione
Cinema
3 ore

Oscar 2023, cambiano le regole: i film devono uscire nelle sale

Il Board dell’Academy ha cambiato alcune regole. Nella categoria della miglior canzone originale abbassato da cinque a tre i brani presentabili
Spettacoli
3 ore

La Venere nera, thriller gotico a Losone

Basato sul racconto ‘La Venere d’Ille’ di Prosper Mérimée, sabato 21 maggio alle 20.30
Spettacoli
6 ore

LuganoMusica nel segno di György Ligeti e dei giovani

Presentata la stagione musicale 2022-23 del Lac, da Maurizio Pollini e la Concertgebouw ai giovani direttori Tjeknavorian e Mäkelä
Cinema
6 ore

Cannes festeggia i suoi 75 anni inneggiando al cinema

Brillano ‘Coupez!’ di Michel Hazanavicius, scelto da Thierry Fremaux per inaugurare l’edizione, e ‘For the Sake of Peace’, prodotto da Forest Whitaker
Società
7 ore

Roma, i carabinieri chiudono il Piper: ‘Risse e violenze’

Aperto nel 1965 nel quadrante Nord della capitale, ha rappresentato la risposta in salsa romana ai locali della ‘Swinging London’.
Musica
11 ore

L’Osi in San Biagio con Martijn Dendievel e Johan Dalene

Il 25enne direttore d’orchestra belga e il 21enne violinista svedese, il 16 giugno alle 20.30, si cimentano con Mozart e Mendelssohn
Musica
13 ore

Tra il Convento e Curzútt, in arrivo Monte Carasso in Jazz

Il 25 maggio all’Antico Convento delle Agostiniane i parigini ALT; il 2 giugno nel nucleo di Curzútt Danilo Boggini Hot Club de Suisse e i Lost in Swing
Spettacoli
14 ore

Festival Master Accademia Dimitri, la seconda settimana

Altre due tavole rotonde internazionali di teatro e altri spettacoli, a partire da domani
Culture
16 ore

La vita in fuga di Ulas Samchuk, la morte per fame dell’Ucraina

Un contributo di Carlo Ossola sul romanzo del 1934 ‘Maria. Cronaca di una vita’, la cui traduzione italiana sarà presentata giovedì 19 maggio al Lac
Spettacoli
17 ore

Netflix licenzia per far fronte al rallentamento della crescita

Si tratta di circa 150 dipendenti, la maggior parte negli Usa. Poche settimane fa l’azienda aveva annunciato per la prima volta una perdita di abbonati.
Culture
1 gior

Peter Sloterdijk, sulla fobocrazia nell’Aula Magna Usi

In presenza, giovedì 19 maggio alle 20.30 a Lugano, la conferenza ‘Paura di uscire dalla fobocrazia’
Spettacoli
1 gior

A Chiasso il Mullener-Hernandez-Giovanoli Trio

‘Le Stanze dell’arte’ vanno in archivio all’insegna del jazz giovedì 19 maggio alle 20.30 nel Cinema Teatro
Spettacoli
1 gior

‘Le robe di Adriano’, un libro sul Molleggiato

Per i 65 di carriera di Celentano, con prefazione di Vincenzo Mollica e interventi di Mogol e Teocoli
Spettacoli
1 gior

Newark sarà la nuova Hollywood, Lionsgate ci farà gli Studios

La città portuale del New Jersey diventerà presto un hub per produzioni televisive e cinematografiche
Spettacoli
1 gior

Il ticinese Nolan Quinn vince lo Swiss jazz award

Il premio gli verrà conferito il 25 giugno nell’ambito della 38esima edizione di JazzAscona
Spettacoli
1 gior

Cannes 75, il cinema torna in sala

Un Fuori concorso con ‘Top Gun’ e George Miller, un Concorso con i Dardenne, David Cronenberg, Kelly Reichardt, Ethan Coen
Culture
2 gior

Scuola di Musica Conservatorio, torna la ‘Passeggiata musicale’

A Riva San Vitale, Locarno, Lugano e Bellinzona, da giovedì 26 maggio a sabato 11 giugno.
Spettacoli
2 gior

Una locomotiva pardata per legare Festival e Ffs

Inaugurata alle Officine di Bellinzona la locomotrice che per un anno porterà Locarno in giro per la Svizzera
Musica
laR
 
21.08.2021 - 17:54

Nanci Griffith, amazing grace

Dall'evergreen all'album del Grammy, all'addio: breve storia di una misurata stella, sospesa tra folk e il miglior country

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

Una delle esperienze più frustranti per gli appassionati del genere Country è stato per molti anni andare da MediaMarkt, cercare le novità nell’apposito scaffale e trovarvi soltanto Dolly Parton e Johnny Cash. Accadeva anche nei negozi di dischi che non distinguevano tra country e folk. Dolly Parton e Johnny Cash in tutte le salse, ‘Collection’, ‘Platinum Collection, ‘Greatest Hits’, ‘The Best Of’. A volte si trovavano anche Kenny Rogers e John Denver. Oggi il problema è risolto: da Mediamarkt i cd non ci sono più e i negozi di dischi hanno chiuso. Restano gli stores digitali, dove Nanci Griffith, forse perché oggi quel particolare songwriting va sotto una più generale macrocategoria chiamata ‘Americana’ (è al femminile, ma vale anche per gli uomini), è ancora catalogata come ‘pop’ (a volte), ‘country’ (altre volte), o ‘cantautori’ (raramente, ma è ciò che è), categoria quest’ultima nella quale, per la moderna e bizzarra sete di classificazione, convivono James Taylor e Jennifer Love Hewitt, la Melinda Gordon della serie ‘Ghost Whisperer’, colei che accompagnava le anime inquiete nel transito verso l’aldilà (che comunque ha una bella voce).

Eddie e Rita

Scriviamo però di Nanci Griffith, graziosa stella per nulla vistosa del folk americano, spentasi lo scorso 13 agosto a Nashville all’età di 68 anni lontana da ogni clamore, dando ordine al proprio management di annunciare la sua dipartita la settimana successiva. Cresciuta a Austin Texas, a farsi le ossa dodicenne nei club locali, invaghita di Odetta e più tardi di Loretta Lynn, poi fattivamente a fianco di Lucinda Williams e Lyle Lovett, la sua carriera scorre nelle retrovie di etichette minori sino a una di quelle canzoni che cambiano la vita. La vita di altri.

‘Love at the Five and Dime’ è una piccola gemma contenuta sull’album ‘The Last of the True Believers’, con le armonie di Lyle Lovett, il banjo di Béla Fleck e il violino di Mark O’ Connor. Come ‘Anna e Marco’ nell’omonimo affresco di provincia di Lucio Dalla, ma più come Brenda ed Eddie, i sognatori di ‘Songs from an Italian Restaurant’ di Billy Joel, con il medesimo escamotage del viaggio indietro nel tempo per poi tornare al presente, anche in ‘Love at the Five and Dime’ c’è un Eddie, aspirante chitarrista professionista e valente ballerino che lavora in un negozio ‘five and dime’, una filiale della catena di supermarket Woolworths (così dice la copertina). La storia vuole che Eddie ami la 16enne Rita e che la porti con sé nei bar dove suona, fino a tardi; la madre di Rita osteggia il rapporto, i due si sposano, superano la perdita di un figlio fino a che tutto va a gambe all’aria per quella cosa che nelle band c’è sempre qualcuno che fa il filo alla tua ragazza (‘Rosie’, Jackson Browne, in quel caso è un batterista), e la coppia scoppia: Eddie fugge con la moglie del membro della band, ma in un presunto lieto fine i due si perdonano. Il salto nel tempo conclusivo, nella disillusione tipica dei sogni di provincia finiti male, ci porta all’oggi della canzone, con Eddie che ha l’artrite e non può più suonare una sola nota e adesso vende assicurazioni, e Rita che fa la casalinga e arrotonda part-time in un negozio, guarda caso, five and dime.

Altre voci, altre stanze

Negli anni della sua massima esposizione, qualcuno chiese a Nancy Griffith come si fosse sentita quando, nello stesso anno, la collega Kathy Mattea fece il botto con ‘Love at the Five and Dime’, da lei scritta; Griffith rispose, ironicamente, che si sentiva felice del fatto che la collega l’avrebbe potuta cantare per tutta la vita, e che lei non sarebbe stata obbligata a fare altrettanto. Per la legge che uno scricciolo non può sfondare le classifiche pop, la stessa cosa sarebbe accaduta nel 1987 con ‘From a distance’, ballad acustica che avrebbe dovuto fare da traino al passaggio di Griffith al colosso discografico MCA, divenuta tre anni più tardi un classico nella versione di Bette Midler, piena di piani elettrici, effetti speciali e un video con tutti i sacri crismi di Mtv.

Essere l’artista di un’etichetta convinta che la tua voce dia fastidio non dev’essere il massimo. E nei primi anni 90 in cui il country strizza l’occhio al pop, Nanci Griffith firma per la Elektra Records e pubblica nel 1993, con titolo dall’omonimo romanzo di Truman Capote, ‘Other Voices Other Rooms’, sentito tributo solo moderatamente pop a tutte le sue fonti ispiratrici, qua e là duettanti, come Emmylou Harris, Arlo Guthrie figlio di Woody, John Prine. Ai cori, nella conclusiva ‘Wimoweh’ (tradizionale sudafricano ‘rubacchiato’ dagli americani e diventato ‘The Lion Sleeps Tonight), c’è l’amata Odetta. Nel disco, Griffith canta Gordon Lightfoot, Townes Van Zandt, Woody Guthrie (‘Do Re Mi’), lo stesso Prine (‘Speed Of The Sound Of Loneliness’) e Dylan (‘Boots Of Spanish Leather’). Ne esce un misurato capolavoro acustico che vince un Grammy nel 1994 come Best contemporary folk album. Il seguito – ‘Other Voices, Too (A Trip Back to Bountiful)’ – avrà meno successo.

Tra blocchi della scrittrice e seri guai fisici, con la scrittura transitata dall’autodefinito ‘folkabilly’ fin dalle parti dell’impegno politico (‘The Loving Kind’, 2009, e in piazza per Occupy Wall Street), l’ultimo atto discografico di Griffith è ‘Intersections’, anno 2012, 20esimo e conclusivo atto liberatorio: “Ho messo in musica tutto quello che mi provocava dolore. È uscito tutto di getto. Forse doveva andare così”.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
album country storia
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved