arisa-il-tempo-e-troppo-poco-per-non-essere-felici
«Quando ho visto per la prima volta Chris Martin dei Coldplay mi sono detta: 'È l’uomo che voglio sposare' (foto: Bogdan Plakov)
ULTIME NOTIZIE Culture
Spettacoli
24 min

Netflix licenzia per far fronte al rallentamento della crescita

Si tratta di circa 150 dipendenti, la maggior parte negli Usa. Poche settimane fa l’azienda aveva annunciato per la prima volta una perdita di abbonati.
Culture
13 ore

Peter Sloterdijk, sulla fobocrazia nell’Aula Magna Usi

In presenza, giovedì 19 maggio alle 20.30 a Lugano, la conferenza ‘Paura di uscire dalla fobocrazia’
Spettacoli
13 ore

A Chiasso il Mullener-Hernandez-Giovanoli Trio

‘Le Stanze dell’arte’ vanno in archivio all’insegna del jazz giovedì 19 maggio alle 20.30 nel Cinema Teatro
Spettacoli
14 ore

‘Le robe di Adriano’, un libro sul Molleggiato

Per i 65 di carriera di Celentano, con prefazione di Vincenzo Mollica e interventi di Mogol e Teocoli
Spettacoli
15 ore

Newark sarà la nuova Hollywood, Lionsgate ci farà gli Studios

La città portuale del New Jersey diventerà presto un hub per produzioni televisive e cinematografiche
Spettacoli
20 ore

Il ticinese Nolan Quinn vince lo Swiss jazz award

Il premio gli verrà conferito il 25 giugno nell’ambito della 38esima edizione di JazzAscona
Spettacoli
1 gior

Cannes 75, il cinema torna in sala

Un Fuori concorso con ‘Top Gun’ e George Miller, un Concorso con i Dardenne, David Cronenberg, Kelly Reichardt, Ethan Coen
Culture
1 gior

Scuola di Musica Conservatorio, torna la ‘Passeggiata musicale’

A Riva San Vitale, Locarno, Lugano e Bellinzona, da giovedì 26 maggio a sabato 11 giugno.
Spettacoli
1 gior

Una locomotiva pardata per legare Festival e Ffs

Inaugurata alle Officine di Bellinzona la locomotrice che per un anno porterà Locarno in giro per la Svizzera
Spettacoli
1 gior

Giornata della lettura ad alta voce

Il 18 maggio si terrà la quinta edizione di questa popolare iniziativa
Spettacoli
1 gior

Eric Clapton ha il Covid: niente concerti a Zurigo e Milano

‘SlowHand’ è risultato positivo dopo l’esibizione alla Royal Albert Hall di Londra. I concerti dovrebbero essere recuperati entro l’anno
Scienze
1 gior

Astronomia, osservata la riaccensione di una stella

Rilevata per la prima volta una violenta esplosione di raggi X avvenuta sulla superficie di una nana bianca
Spettacoli
2 gior

Eurovision, provaci ancora Marius

Marius Bear è un talento che va preservato. E ‘Boys Do Cry’ non ha colpe. Anzi
Spettacoli
2 gior

Netflix prepara il suo ingresso nelle trasmissioni ‘live’

Diversi i progetti nel cassetto del colosso dello streaming, che dovrebbe iniziare con un reality show con comici dal vivo
Scienze
2 gior

Appuntamento con l’eclissi. Ma sarà una levataccia per vederla

Domani in cielo ci sarà la ‘Superluna’ rossa: il fenomeno inizierà alle 5.29 e raggiungerà il suo apice alle 6.14
Video
Spettacoli
2 gior

Eurovision, Kalush: ‘Ci vediamo nel 2023, nell’Ucraina libera’

All’alba, dopo la vittoria, la conferenza stampa. Oleh, il leader: ‘Pronto a tornare a combattere’. Zelensky su Telegram: ‘L’anno prossimo a Mariupol’
Spettacoli
3 gior

L’Ucraina ha vinto l’Eurovision Song Contest 2022

Straripante il televoto per la Kalush Orchestra di ‘Stefania’. Gran Bretagna al secondo posto. Poi la Spagna
Video
Spettacoli
3 gior

Madonna dell’Eurovision pensaci tu (la scaletta della finale)

C’è Sanremo, ci sarà anche una santa protettrice dell’Eurosong. Che stasera ci faccia vincere Marius (attenzione: contiene video di Cristiano Malgioglio)
Aspettando Sanremo
16.02.2021 - 17:42

Arisa: 'Il tempo è troppo poco per non essere felici'

In gara al Festival con ‘Potevi fare di più’, brano sugli amori tossici scritto per lei da Gigi D'Alessio: ‘Giusto fare Sanremo, per i lavoratori dello spettacolo'

Dal divano di casa, davanti a un discreto plotone di giornalisti musicali resi quadratini da Zoom, il Festival di Sanremo si è presentato sottoforma di Arisa, protagonista di uno dei riti di Sanremo, la presentazione della canzone in gara. Canzone che, nel caso della due volte vincitrice di Festival – nei Giovani e nei Big, in anni diversi – è ‘Potevi fare di più’. A scrivere è Gigi D’Alessio, che per lei ha confezionato una cosa non troppo soul: «Vengo da Pignola (Potenza, Basilicata - ndr), mica posso mettermi a fare la cantante nera!», scherza Rosalba a chi le chiede i contenuti sonori del pezzo. E a chi le chiede perché D’Alessio, Rosalba risponde: «È un maestro, ha girato il mondo, è persona sensibile e poi mi voglio avvicinare alla mia terra. Visto che non posso cantare in lucano, che cambia accento da una contrada all’altra, canto il sud attraverso uno stampo napoletano, molto vicino alla mia famiglia». La verità è anche che D’Alessio le ha scritto un brano sugli amori tossici che pare cucito su misura: «Gli amori tossici possono accadere anche più volte nella vita. Anzi, può essere che ce li andiamo a cercare tutta la vita», commenta la cantante, che dice di esorcizzare i capitolo della sua esistenza attraverso le canzoni: «Quando sarò una nonnina, racconterò la mia vita ai miei nipoti cantando». Di napoletano in napoletano, Arisa – che durante il lockdown ha scritto canzoni in napoletano – dichiara di avere preso in considerazione ‘’O scarrafone’ di Pino Daniele per la serata del giovedì, quella dei duetti, su grandi classici del canzoniere italico. «Ma poi ne ho scelta una molto più bella». Malgrado l’embargo Rai su cosa accadrà quella sera – quasi svela il nome dell’ospite – tutti hanno capito che Arisa canterà Pino Daniele.

Microfono aperto

La domanda di rito: perché Sanremo? «Perché quando una cosa ti dà tanto, devi restituire. Noi siamo intrattenitori e io vado a fare il mio lavoro». Con altrettanto pragmatismo e onestà intellettuale, a chi le chiede che gran casino sarà il Festival tra i 150 tamponi al giorno, i baci proibiti e le interviste a distanza, l’artista risponde: «Siamo persone privilegiate e non abbiamo le difficoltà di chi si alza tutte le mattine per andare a lavorare. Quello che ci viene chiesto a Sanremo è di avere cautela, e non è la fine del mondo». Sanremo che «si deve fare, non si può fermare tutto. Parliamo tanto dei lavoratori dello spettacolo, del venire loro incontro: questa può essere occasione per rimettersi ‘in bolla’. Tirarsi indietro sarebbe stato un errore».

Arisa ama «la musica in tutte le sue forme», duetterebbe volentieri «con Stevie Wonder»; quando vide per la prima volta Chris Martin dei Coldplay disse «è l’uomo che voglio sposare», è contenta di ‘Amici’ (noi che la stimiamo tanto, molto meno), si sente fortunata («Non avessi fatto questo lavoro, non avrei suonato a Tokio, a New York, e tutte la altre cose meravigliose che ho fatto e quelle che verranno»). Tiene tanto alla tradizione melodica italiana («Noi italiani vogliamo sempre assomigliare all’America, ma abbiamo ancora tanto da dire e da dare») e le manca terribilmente il contatto con il pubblico: «Dopo il concerto alla Casa del jazz di Roma non ho potuto salutare le persone se non dalla finestra. Mi sono sentita il Papa». Senza riferimenti religiosi, «il fatto che la vita ti metta nelle condizioni che la tua voce venga ascoltata è un grandissimo privilegio. Io canterei ovunque, e l’ho sempre fatto, dal primo anno della mia carriera non mi sono mai tirata indietro. La gente è gente ovunque. Non vedo l’ora che si riparta, nel frattempo faccio quello che c’è. Anche perché a fare tutto il resto sono un disastro».

Uomini e donne

Crede nella bontà delle donne, Arisa, «in quanto madri anche se non partoriscono», le donne «che spesso fanno di tutto per complicarsi la vita», ma anche le donne che resistono all’ambiente discografico «che ai suoi vertici ha tanti uomini ed è molto difficile riuscire a uscirne fuori, soprattutto quando gli anni passano e ti fanno notare che prima eri una cosa e adesso sei un’altra» (dopo Warner e Sugar, Arisa è ufficialmente, finalmente, un’indipendente). Rispetta l'immagine – «‘Sincerità’ non avrebbe avuto il riscontro che ha avuto se non mi fossi presentata in occhialoni e calze bianche di filanca, è sempre importante vestire la canzone» – e a questo proposito si sente un po’ Bowie: «In un documentario disse che se si trovava con una persona con un determinato accento, dopo un po’ prendeva quell’accento, e se un tizio aveva i capelli lunghi, lui si faceva i capelli lunghi». Meccanismo che a noi, più che Bowie, ricorda Leonard Zelig.

Dopo un’oretta di vero buon umore e una buona, buonissima dose di saggezza da music business, la domanda che non è di rito, ma che lo diventerà per tutti: cosa ti mancherà di Sanremo? «La calca per la strada e il pubblico, che ti fa capire se stai facendo bene o male. Quando canto, io guardo le persone negli occhi. È dai loro occhi che capisco se le sto rendendo felici o meno».

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
arisa gigi d'alessio sanremo
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved