laRegione
Nuovo abbonamento
Un concerto a Castelgrande (Archivio Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
2 ore
Canetta: giudicate l’offerta musicale, non gli organigrammi
Il direttore della Rsi risponde alle critiche del musicologo Carlo Piccardi sulla marginalizzazione della musica all'interno del servizio pubblico
Culture
12 ore
Il doppio Strega di Sandro Veronesi
Dopo ‘Caos calmo’ nel 2006, ‘Il colibrì’: lo scrittore toscano ha conquistato per la seconda volta il premio in una cerimonia con gaffe sessista
Arte
12 ore
I premi svizzeri d'arte e di design 2020
Il Prix Meret Oppenheim è andato a Marc Bauer, Koyo Kouch e la coppia Barbara Buser e Eric Honegger
Scienze
15 ore
L'eccezione diventa la regola
Le estati ritenute 'estreme' sino a trent'anni fa sono ormai la norma
Scienze
15 ore
Un buco nero insaziabile
Il 'cannibale cosmico' scoperto nel 2018 al centro della galassia J2157 è più grande e vorace del previsto
Culture
1 gior
Secondo 'Strega' per Sandro Veronesi
Già dato per superfavorito, come nel 2006 lo scrittore toscano sbanca il Premio con 'Il colibrì'
Spettacoli
1 gior
Due produzioni del Lac alla Biennale
‘Bye Bye…’ di Alessio Maria Romano e ‘I Cenci’ di Giorgio Battistelli in scena a Venezia a settembre
Spettacoli
1 gior
Amanda Sandrelli a Chiasso sabato anziché venerdì
Rinviato di un giorno a causa del maltempo ‘Alfonsina y el mar: storia di tango e passioni’, a Chiasso per la rassegna Voci e Not(t)e
Spettacoli
1 gior
Festival, una Locarno 2020 non solo virtuale
Edizione ibrida: oltre all'online vi saranno proiezioni in tre sale, con tanto di "appuntamento al buio" con la direttrice Lili Hinstin
Culture
1 gior
Rsi dopo-Canetta, abbiamo un concorso
Pubblicato il bando per il nuovo direttore della Rsi. Pedrazzini: cerchiamo una persona in grado di guidare l'azienda in tempi difficili
Spettacoli
2 gior
Ascona, tre serate di Jammin’ for New Orleans
Una cinquantina di concerti organizzati da JazzAscona con band ticinesi, svizzere e italiane da giovedì 2 a sabato 4 luglio
Culture
2 gior
Covid-19, da Suisa un aiuto da 1,5 milioni
La società di diritti d'autore ha istituito un fondo per compositori, autori ed editori musicali per compensare le perdite dell'annullamento di eventi
Arte
2 gior
I sei artisti vincitori del Premio culturale Manor 2020
Il riconoscimento a sostegno dei giovani artisti svizzeri è andato anche alla ticinese Marta Margnetti che a novembre esporrà al Masi di Lugano
Spettacoli
2 gior
Da Piazza Grande alla Ssr, il Pardo a casa
Il Locarno film festival porta dodici film, passati negli ultimi anni in Piazza Grande, alla Rsi
Scienze
2 gior
Cern, osservata una nuova particella esotica fatta da 4 quark
La scoperta, che potrebbe aiutare a comprendere la forza che tiene assieme i nuclei degli atomi, effettuata nell'ambito dell'esperimento LHCb
Scienze
3 gior
Seimila anni buttati via
L'aumento accelerato della temperatura media cancella millenni di clima temperato
Spettacoli
29.06.2020 - 21:490

The show must go on. Nonostante la pandemia

Le difficoltà per il settore degli eventi rimangono, come ci spiega Gabriele Censi: Senza il pubblico il settore degli eventi morirebbe.

Permessi gli eventi fino a mille persone e, da settembre, anche questo limite cadrà: prosegue l’allentamento delle misure sanitarie decise dalle autorità ma la situazione per chi organizza concerti e spettacoli rimane grave, come dimostra il calendario degli appuntamenti estivi nel quale mancano non solo i grandi festival che avrebbero superato i mille partecipanti – Piazza Grande a Locarno è otto volte tanto –, ma anche appuntamenti più “contenuti”. Un vuoto solo in parte colmato dalle nuove iniziative, come Voci e Not(t)e a Chiasso o Lac en plein air a Lugano: delle incertezze e difficoltà del settore ci parla Gabriele Censi di GC Events.

Come sono stati questi mesi?

All’inizio si è iniziato rinviando i vari eventi di qualche settimana o mese, perché non era ancora chiaro quanto l’epidemia – allora non era ancora una pandemia – sarebbe andata avanti. Poi ci si è resi conto della gravità della situazione e i rinvii hanno iniziato a essere, in alcuni casi, di un anno. Con tutti i problemi che ne derivano: l’attività promozionale già partita – organizzando circa 60-70 eventi l’anno in tutta la Svizzera, abbiamo dei “pacchetti” pubblicitari con i vari media che non possiamo utilizzare ma che dobbiamo comunque pagare –, e tutto il lavoro organizzativo da rifare. Non tutti gli artisti sono, soprattutto adesso, nella condizione di dare la propria disponibilità a lungo termine e inoltre, molti concerti sono legati all’uscita di un album e riproporli un anno dopo non avrebbe senso, per l’artista.

Gli allentamenti delle misure sanitarie non hanno cambiato molto la situazione?

Stavamo organizzando degli eventi estivi, in pratica una sorta di teatro all’aperto fino a mille persone. Ma a inizio giugno il limite massimo è stato portato a 300 persone: per il nostro settore è impossibile lavorare con questi numeri è semplicemente impossibile. Contando anche lo staff e gli artisti, rimarrebbero forse 200, 250 posti per il pubblico.

Economicamente insostenibile.

Per società private come noi, no. Per un ente pubblico ovviamente il discorso è diverso.

Adesso però il limite è stato portato a mille, anche se divisi in gruppi di al massimo 300.

Ma per noi è troppo tardi: abbiamo bisogno di almeno due mesi di prevendita, senza dimenticare che occorre contattare gli artisti, se parliamo di eventi all’aperto allestire il palco, organizzare la sicurezza. E l’attività promozionale: devi riuscire a informare le persone che ci sarà quello spettacolo, non puoi portare un artista in piazza dall’oggi al domani.
Adesso potremmo partire da metà agosto, ma ormai l’estate è passata.

La stagione è persa.

Esatto. E non tutti si rendono conto della situazione. Cerchiamo di inventarci qualcosa ma è difficile: eventi privati non ne vengono organizzati e cose più in piccolo sarebbero, come detto, solo un costo.

A settembre la situazione cambierà, ma sempre con l’incertezza di un possibile peggioramento della situazione.

Buona parte delle persone non vede l’ora di ricominciare, di andare a uno spettacolo o a un concerto – come del resto non vedeva l’ora di andare in bar e ristoranti, come vedo in questi giorni. Però altri preferiscono non andare a un concerto per paura di contagiarsi. E se si deve tenere un metro o un metro e mezzo dagli altri, non lo si vive allo stesso modo…

Distanze che riducono la capienza di teatri.

Da Zurigo mi hanno appena chiesto cosa vogliamo fare con un evento organizzato per novembre: al momento possono vendere un posto ogni due, riducendo di metà la capienza. Ma in molti casi se non hai un’occupazione del 60, 70 per cento della sala non pareggi neanche i costi.

Quando pensate di ripartire?

Noi ci siamo parzialmente riorientando sul settore delle mostre, per il quale almeno nella nostra regione è difficile avere più di mille persone contemporaneamente ed è più semplice organizzare l’affluenza, evitare i contatti. Adesso abbiamo il Dinosaurs Park a Locarno, un grosso investimento e speriamo sia il nostro “salvagente per l’estate”.

Per quanto riguarda gli spettacoli, quello che abbiamo in programma in autunno o era già previsto da prima della pandemia, o si tratta di eventi previsti in primavera e rinviati. Li lasciamo, sperando in un ritorno alla normalità – sia per quanto riguarda le autorità con le norme sanitarie, sia per quanto riguarda il pubblico con le sue abitudini.
Il resto sarà tutto dal 2021 in avanti – e con un po’ di scetticismo: diciamo che al momento, prima di contattare il grande nome, ci pensiamo un po’, perché al momento c’è troppa incertezza e dobbiamo fare ancora più attenzione a non fare passi falsi.

Il nuovo coronavirus ha cambiato qualcosa, nei contratti con gli artisti?

Io sto iniziato adesso a inserire che, in caso di impossibilità di tenere l’evento per decisione delle autorità, si possa rinviare la data senza costi. Ma si tratta di costi artistici: i costi organizzativi e di promozione restano.

In conclusione, ottimista o pessimista sul futuro? Torneremo ad avere spettacoli e concerti come un tempo?

Io sono sempre stato un ottimista. Nell’immediato bisognerà trovare delle soluzioni, ma se i contagi resteranno bassi mi aspetto che il pubblico ci sosterrà e capirà che andare in una sala per un concerto o uno spettacolo è sicuro quanto andare a un bar o a un ristorante.
Senza il pubblico il settore degli eventi morirebbe.

Ingrandisci l'immagine
© Regiopress, All rights reserved