laRegione
frankenstein-non-e-fra-noi
ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
2 ore

Plantu, storico disegnatore, lascia Le Monde

Dopo cinquant'anni di collaborazione in prima pagina. Il caso della vignetta sull'incesto del collega Gorce 'non c'entra'
Spettacoli
6 ore

Vanno all'asta i gioielli di Franca Valeri, signorina snob

Per la casa d'asta Christie's 'è un orgoglio poter essere scelti per la vendita di gioielli di un personaggio così iconico per l'Italia'.
Arte
21 ore

Covid, Art Basel spostata a settembre

La grande fiera dell'arte ha deciso di rimandare di qualche mese la sua edizione 2021
Spettacoli
22 ore

Addio a Juan Carlos Tabio, sorriso serio del cinema cubano

Morto nei giorni scorsi, il regista e sceneggiatore è stato più di ogni altro autentico testimone di un’epoca
Rock e Brexit
1 gior

‘Won’t get fooled again’, la musica contro Boris Johnson

Sting, Elton, Ed Sheeran, e anche il pro-Brexit Roger Daltrey (The Who) contro i visti per suonare in Europa. Ne parliamo con due inglesi del settore.
Archeologia
1 gior

'Cristo figlio di Maria': antica lastra affiora in Galilea

La scritta risale a 1500 anni fa. È stata trovata durante gli scavi archeologici condotti nel piccolo villaggio di Taibe
Società
1 gior

Il New York Times online spegne 25 candeline

'Per allargare il pubblico e creare opportunità nell'industria dei media elettronici', si leggeva il 22 gennaio del '96 a pagina 7 del cartaceo
Libri
1 gior

Nessuno ha venduto più libri di James Patterson

84 milioni di unità in formato cartaceo ed e-book: è l'autore più venduto al mondo nell'ultimo decennio.
Musica
1 gior

Osi: annullato Ogrintchouk, il 28 gennaio Maurice Steger

Giovedì 21 gennaio, al posto del Play&Conduct dell'oboista russo, ReteDue trasmette il meglio di ‘Osi in Auditorio’. Si riprenderà all'insegna del flauto.
Culture
2 gior

Joker: il lockdown, il dolore, l'amore

Storia di un mal de vivre e di due ragazzini lombardi in cerca di un sorriso 'non convenzionale'.
Musica
2 gior

Sanremo avanti tutta, e col pubblico all'Ariston

Confermato a marzo, ma sembra tramontare l'idea della nave. L'idea di una platea di operatori sanitari già vaccinati al vaglio degli organizzatori
Cinema
2 gior

Al via Soletta, dove il cinema è molto ticinese

Iniziano domani, mercoledì 20 gennaio, le Giornate cinematografiche n.56. L'apertura è affidata ad ‘Atlas’ di Niccolò Castelli (anche su La2).
Musica
2 gior

900presente, l'Oriente Immaginario è in streaming

Domenica 24 gennaio alle 20.30. Senza pubblico, dall'Auditorio Stelio Molo di Lugano, in live streaming e in diretta su Rete Due.
Arte
2 gior

WopArt 'Virtual Fair', i numeri del gradimento

Successo di pubblico, vendite e trattative per l'edizione 2020 della fiera luganese dedicata alle opere su carta, svoltasi in forma digitale
Scienze
3 gior

Si chiama Wasp-107b, è il pianeta 'di zucchero filato'

Individuato alla distanza di 212 anni luce, il pianeta dimostra per la prima volta che i pianeti gassosi si formano più facilmente del previsto.
Spettacoli
3 gior

JazzAscona guarda a New Orleans e al 24 giugno-3 luglio

La speranza, scrivono gli organizzatori, è dar vita a un festival completo e proporre il programma pensato per il 2020
Libri
3 gior

'Mein Kampf' esce in Polonia, l'editore: 'Omaggio alle vittime'

La critica insorge. Per Zbigniew Czerwinski, invece, è 'un monito a quanto sia facile smantellare la democrazia e costruire una dittatura in modo invisibile'.
Culture
4 gior

Demo dei Radiohead all'asta a Londra

Con etichetta scritta a mano dal frontman Thom Yorke, conterrebbe tre inediti, risalenti ai tempi in cui la band si faceva chiamare On A Friday
Scienze
4 gior

Virgin Orbit, l'aereo che manda in orbita il razzo

Per la prima volta nella storia, il lancio avviene dall'ala di un velivolo, un Boeing 747, aprendo all'invio nello spazio 'low cost' dei satelliti
Video
Musica
4 gior

Wagner, revolver e muri del suono: è morto Phil Spector

In carcere per omicidio, inventò il 'Wall of Sound'. Dalle Crystals alle Ronettes, dai Beatles agli ex Beatles, da Cohen ai Ramones, influenzò Springsteen.
Scienze
4 gior

In Cina, boom dei servizi tramite droni nel 2020

Il Paese ha aumentato l'uso dei droni in vari campi come agricoltura e protezione dell'ambiente, anche per precipitazioni artificiali
Spettacoli
4 gior

I nuovi sguardi della critica cinematografica, oltre le stelline

Anita Hugi, direttrice delle Giornate cinematografiche di Soletta: “I critici non sono personal shopper”
Spettacoli
5 gior

Oscar, la short list per i film stranieri passa a 15

Record di candidature per il miglior film non in lingua inglese. Secondo Variety sono ben 93 e la lista che anticipa le candidatura passa da 10 a 15
Spettacoli
23.10.2019 - 06:200

Frankenstein non è fra noi

Intervista al chimico Gianfranco Pacchioni, autore di ‘Ultimo Sapiens’ e ospite domani di PiazzaParola

La paura del diverso, del mostro, la bellezza e l’orrido, il bisogno d’amore: questo, e altro ancora, è Frankenstein, il romanzo di Mary Shelley al centro della nona edizione di PiazzaParola (info: www.piazzaparola.ch), al Lac di Lugano da oggi fino a domenica. Domani alle 18 Gianfranco Pacchioni, chimico e autore di ‘L’ultimo Sapiens. Viaggio al termine della nostra specie’ dialogherà con Giovanni Pellegri sul tema “Frankenstein tra noi”.

Professor Pacchioni, il suo intervento sarà su come scienza e tecnica stanno cambiando la natura umana. Tuttavia, manca poco al trentennale della caduta del Muro e so che lei ha studiato a Berlino negli anni della Cortina di ferro…
Sì, è una storia che in parte racconto in un altro libro su come è cambiata la scienza negli ultimi decenni. Io ero alla Freie Universität, quindi Berlino Ovest, però avevo messo in piedi una collaborazione con gente di Berlino Est. Tra cui Joachim Sauer che è il marito di Angela Merkel, e ancora adesso collaboro con lui: proprio settimana scorsa ero a Berlino a festeggiare il suo settantesimo compleanno.

Eravate a pochi chilometri di distanza. Ma immagino non fosse semplice collaborare.
Per nulla. Ero arrivato dall’Italia all’inizio degli anni Ottanta e ricevevo delle richieste di reprint, degli stampati di miei lavori scientifici. Alla terza volta che mi arrivavano queste cartoline – così si usava – dall’Accademia delle scienze di Berlino Est, ho scritto una lettera: guardate, sono a Berlino Ovest, posso passare a trovarvi. Ma non ottenni nessuna risposta. Un anno dopo, a un congresso a Praga, mi si avvicina un tipo con fare circoscritto. “Sono quello che ti ha mandato le richieste di reprint”. “Ma ti ho scritto una lettera!”. “Guarda, noi non possiamo rispondere a una lettera in busta chiusa…”.
E avete iniziato una collaborazione.

Sì, mi hanno invitato ufficialmente, ho cominciato ad andarci regolarmente, prendendo la metropolitana, scendendo a Friedrichstraße, al check-point – cose che ormai nessuno sa più che fossero esistite. Era molto complicato, ma loro ci tenevamo tantissimo perché ero l’unico punto di contatto con l’occidente. Abbiamo pubblicato dei lavori insieme: scrivevo una lettera e passavano settimane prima di avere una risposta, ed eravamo a pochi chilometri di distanza. È stato un periodo intenso. E nessuno – nessuno – pensava che sarebbe potuto cadere il Muro e avvenire la riunificazione.

Una storia che, oltre alla situazione politica dell’epoca, fa capire quanto sia cambiata la scienza: lettere, cartoline di reprint…
È cambiato tutto. Infatti in questo libro che ho scritto – in italiano è ‘Scienza quo vadis’ – racconto quello che è accaduto nella comunicazione scientifica: i mezzi tecnici imponevano un ritmo lento, mentre adesso abbiamo un ritmo iperrapido ma con conseguenze non sempre positive. Si pensa di meno, si pubblica di più – due milioni, due milioni e mezzo di lavori scientifici all’anno, nessuno riesce a leggere tutto quello che esce, neanche nel suo specifico settore di ricerca.

Questa scienza più attenta alla quantità che alla qualità ci porta al tema della sua conferenza di Lugano, la ‘scienza di Frankenstein’.
Secondo me sono due problemi differenti, seppur con qualche punto di contatto. La scienza, quella eccellente, va avanti e produce quei cambiamenti profondi che adesso i giornalisti amano tradurre nel “Frankenstein tra noi”. La scienza opera per il bene dell’umanità e ha prodotto dei cambiamenti in meglio che sono indiscutibili: la qualità della vita è migliorata enormemente. Ma lo sviluppo della scienza sta andando così rapidamente che si aprono degli scenari un po’ più complessi e per certi versi inquietanti – che è il tema del mio libro ‘Ultimo Sapiens’. Poi c’è il rapporto tra scienza e società: dove possiamo attingere a quel sapere rigoroso che è la conoscenza scientifica? Ci sono le riviste scientifiche, ma questa inflazione – legata anche alla forte competizione – rende difficile capire dove sono le cose buone e dove le sparate.

Abbiamo parlato di scenari inediti e complessi. Ma non imprevedibili, visto che nel suo libro ha una ‘guida’ d’eccezione, Primo Levi.
Sì. Il mondo sta cambiando con una rapidità enorme, siamo nella parte ripida di una curva esponenziale. Alcuni di questi sviluppi sono stati previsti da Primo Levi in questi racconti degli anni Sessanta. Levi descrive tutto questo con grande intelligenza e umorismo, ma anche con una punta di preoccupazione. Poi nel mio libro non parlo del futuro: non voglio fare il futurologo o il fantascienziato: dico quello che è accaduto, come le cose che Levi racconta, e che sembravano assolutamente fantascientifiche, sono diventate realtà. Troviamo ad esempio, l’esatta descrizione delle stampanti 3D. O anche il ‘machine learning’: Levi racconta di una rete telefonica che impara dalle lingue che intercetta e sviluppa un suo linguaggio.

Diceva con un po’ di preoccupazione.
Sarà certamente un mondo diverso da quello che conosciamo ma quello che cerco sempre di dire è che questo non ci deve inquietare più di tanto. Alcune cose, tuttavia, potrebbero richiedere un minimo di controllo da parte nostra, perché se si parla di genetica, di rapporto cervello-macchina, intelligenza artificiale, io sono di quelli che pensa che qualche rischio possa esserci.

Ma questo controllo, come lo possiamo esercitare?
Una cosa su cui bisogna essere chiari è che la scienza – anche se la gente a volte la vede come uno spauracchio – è sempre animata per fini positivi. Nei giorni scorsi è stato annunciato che una persona paraplegica riesce, solo con gli impulsi cerebrali, a comandare un esoscheletro, riesce a camminare e a muovere le braccia. Un’impresa straordinaria possibile con un computer collegato direttamente a un cervello. La finalità è chiaramente positiva: ridare funzioni a persone che le hanno perdute. Il passo successivo è far acquistare alle persone normali funzionalità che non hanno e qui è chiaro che si aprono scenari interessanti ma anche un po’ inquietanti su cui è bene fare qualche riflessione.

Scenari che ci porteranno a essere gli ultimi Sapiens…
Ma non perché arriverà la catastrofe e scompariremo: è l’ultimo Sapiens così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi duecentomila anni. Le tecnologie – non una in particolare, ma nell’insieme – ci renderanno esseri diversi: vite più lunghe, microchip integrati nel corpo, potremo rimpiazzare gli organi con tessuti biostampati. Diventeremo qualcosa di abbastanza diverso da quello da cui proveniamo.

Mi pare di capire che il problema, più che la tecnica in sé, sia come viene utilizzata.
Certamente: non c’è tecnologia che non abbia un lato positivo e uno negativo. Pensiamo alla plastica: i lati negativi sono oggi sotto gli occhi di tutti, ma non sarebbe pensabile rinunciare alle materie plastiche.

Quindi, più che avere paura, dobbiamo essere consapevoli delle tecnologie che ci sono e ci saranno, per essere pronti.
Per essere pronti o, se ci sono casi in cui è meglio mettere qualche limite, farlo – che poi era il messaggio di Primo Levi. L’uomo deve mantenere il controllo. E la società deve essere attenta: il compito di vigilare non può essere lasciato agli scienziati.

Però talvolta gli scienziati si lamentano di alcuni limiti posti alla ricerca.
Mi permetta un’aggiunta: una società consapevole e informata deve prendere delle decisioni. Purtroppo viviamo in un mondo dove le decisioni sono prese in maniera disinformata, inconsapevole, emotiva. Chissà, in questo caso l’intelligenza artificiale potrebbe esserci di aiuto: non credo che la Brexit, data in mano a un computer, sarebbe andata così male… Sto scherzando, ma rimane il punto: la società deve avere il controllo, ma deve essere un controllo informato.

© Regiopress, All rights reserved