Vienna sollecita un accordo politico entro marzo 2027 per contrastare algoritmi dannosi e cyberbullismo, lamentando ritardi sulla proposta di età minima per i social.
L'Austria chiede di accelerare i negoziati sullo European Kids Act, fissando come obiettivo la conclusione dei lavori in Consiglio entro la fine di gennaio 2027 e il raggiungimento di un accordo politico entro marzo. È quanto emerge da una lettera inviata alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen, nella quale Vienna sollecita un intervento rapido delle istituzioni Ue per rafforzare la tutela dei minori online.
"In ogni vita di un bambino ogni mese, ogni anno conta", si legge nella lettera, che definisce "urgente e decisiva" la necessità di agire contro l'esposizione dei più giovani ad "algoritmi che creano dipendenza, cyberbullismo e abusi". Vienna sostiene la necessità di una cornice europea, ma rivendica anche la possibilità di adottare misure nazionali temporanee in attesa dell'entrata in vigore della normativa Ue. Il governo austriaco lamenta in particolare la decisione della Commissione di estendere fino a 12 mesi il periodo di sospensione della propria proposta legislativa, che prevede un'età minima, 14 anni, per l'accesso ai social media.
Se Bruxelles ritiene che le soluzioni nazionali non siano necessarie, "deve essere l'Europa a dare risultati, e deve farlo ora", è il messaggio di Vienna. L'Austria chiede inoltre un'applicazione rigorosa della legge sui servizi digitali (Dsa) e una rapida diffusione a livello europeo degli strumenti di verifica dell'età. "Le piattaforme conoscono già oggi i loro obblighi. È il momento che li rispettino".
La Commissione europea ha confermato di aver ricevuto la lettera. "Siamo tutti favorevoli a un programma ambizioso per il nostro Kids Act e lavoriamo in stretta collaborazione con tutti i nostri Stati membri per portare a termine questo progetto il più rapidamente possibile" ha dichiarato il portavoce dell'esecutivo Ue Thomas Regnier, ribadendo la necessità di "non frammentare il mercato" e di "tutelare tutti i minori".