Un rapporto di The Lancet evidenzia la diffusione di misoginia e mascolinità tossica sui social, paragonandola alla propaganda dell'industria del fumo e chiedendo una risposta coordinata dei governi.
Il fenomeno della "manosfera", ossia il dilagare di una certa subcultura maschile sui social media, va ormai considerato come un'emergenza globale e come un problema di "salute pubblica", non dissimile nello stile dalla propaganda più o meno surrettizia dell'industria del fumo. Lo denuncia un rapporto pubblicato da The Lancet, rivista medica britannica d'impatto internazionale.
Lo studio fa riferimento alla diffusione giudicata allarmante nella comunità del web di contenuti che promuovono "mascolinità tossica, misoginia e vittimizzazione del maschio". Mentre incolpano il femminismo della 'crisi del maschio contemporaneo', dell'incremento dei problemi di salute mentale fra gli uomini e persino di alcuni casi di violenza sulle donne. Un approccio che – sottolineano i ricercatori – spinge uomini e ragazzi a cercare alibi invece di cercare "l'aiuto", medico e psicologico, di cui talora hanno bisogno.
"Riqualificando la 'manosfera' (traducibile in italiano come 'manosfera' oppure 'uomosfera' o 'androsfera', ndr) alla stregua di una questione di salute pubblica, noi puntiamo a coinvolgere le leve politiche che anche approcci sanitari possono fornire", ha sottolineato a BBC Radio 4 la professoressa Sarah Hawkes, docente alla University College London e co-autrice del rapporto. Aggiungendo che occorre "una risposta coordinata ed emergenziale" dei governi, oltre all'individuazione di profili professionali ad hoc nei servizi di salute mentale. Hawkes ha quindi denunciato come ci sia gente in grado di guadagnare "un sacco di denaro" inducendo sui social uomini e ragazzi a reagire alla supposta concorrenza femminile con il ricorso a integratori e "terapie" ormonali non regolati né testati.
Sulla stessa linea un altro autore, Kent Buse, ex docente all'Imperial College e ora professore di Health Policy alla Monash University, in Malaysia, secondo il quale i messaggi promossi online dalla "manosfera" riflettono trucchi comunicativi analoghi a quelli dell'industria del tabacco: "dare la colpa agli individui e bollare ogni tentativo di regolazione come un attacco alla libertà".