La sepoltura di Cedric Jessup Jr. rompe due secoli di tradizione, mentre nuove prove sul DNA confermano i figli di Jefferson con Sally Hemings e le tensioni politiche sullo Smithsonian.
Per la prima volta un discendente nero di Thomas Jefferson riposa nel cimitero di famiglia a Monticello, la tenuta sulle colline della Virginia del terzo presidente degli Stati Uniti, riservato per oltre due secoli ai suoi eredi bianchi.
Cedric Jessup Jr., morto nel 2020 per complicazioni del Covid, è stato interrato nei giorni scorsi in una cerimonia intima, ma dal peso storico enorme: per la prima volta, la storia bianca e quella nera della famiglia Jefferson si sono incontrate anche nel luogo destinato ai defunti, dove finora hanno trovato posto i discendenti in linea diretta delle due figlie che Jefferson ebbe dalla moglie Martha.
Jessup discendeva da un pronipote del presidente e non da Sally Hemings, la schiava il cui rapporto con Jefferson è stato oggetto di discussione per oltre due secoli. La sepoltura, approvata dalla Monticello Association sulla scorta di un albero genealogico convalidato dall'organizzazione, arriva mentre nuove ricerche sul DNA condotte da uno scienziato della Smithsonian Institution hanno prodotto quella che gli studiosi definiscono la "prova straordinaria" che Jefferson ebbe figli con la schiava.
La scoperta, pubblicata sul magazine dello Smithsonian, è arrivata nei giorni in cui il polo culturale della capitale – un secondo fronte dopo la battaglia sul Kennedy Center – è di nuovo nel mirino della Casa Bianca per come rappresenta la storia degli Stati Uniti.
Lo scontro sulla legacy della schiavitù riapre così una questione più ampia, che riguarda non solo la genealogia ma anche il modo in cui l'America racconta il proprio passato: non solo chi può essere considerato, oggi, un Jefferson.
La nuova ricerca fa leva sul genoma estratto da una ciocca di capelli prelevata dopo la morte al principale autore della Dichiarazione di Indipendenza: paragonato al DNA di 13 discendenti della Hemings ancora in vita, ha offerto la 'pistola fumante' delle loro ascendenze.
La scoperta coincide d'altra parte con un nuovo terremoto nella storia dello Smithsonian: l'istituzione di Washington a cui fanno capo, tra gli altri, il museo di Storia Americana e la National Portrait Gallery, è in cerca di un nuovo direttore dopo che gli attacchi di Donald Trump hanno costretto alle dimissioni il numero uno, Lonnie Bunch III.
Un tempo il posto di Bunch sarebbe stato ambitissimo nel mondo dell'arte, ma "chi mai vorrebbe farsi avanti per sobbarcarsi tutte queste pressioni politiche?", ha detto alla CNN una persona vicina al Board of Regents, l'organismo al quale il Congresso, fin da metà Ottocento, ha affidato la responsabilità ultima dell'istituzione.
Trump intanto continua a cingere d'assedio il castelletto sul Mall e i musei nazionali che ad esso fanno riferimento: l'amministrazione ha annunciato questa settimana l'intenzione di affiggere all'esterno del National Museum of American History cartelli di avvertimento ai visitatori per "correggere" contenuti delle mostre giudicati inesatti e 'woke'.