Società

La Turchia blocca l'accesso ai profili X di Amnesty International e altre ONG

Un tribunale di Istanbul ha ordinato l'oscuramento, denunciato da EngelliWeb, mentre prosegue la repressione contro la comunità LGBTQI+ con arresti e perquisizioni.

14 settembre 2026
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La Turchia ha oscurato l'accesso nel Paese ad alcuni profili di organizzazioni non governative su X, tra cui quello della sezione locale di Amnesty International. Lo ha denunciato l'associazione per la libertà di espressione EngelliWeb, che si occupa di censura su internet.

Il profilo della sezione turca di Amnesty è al momento inaccessibile dalla Turchia, come anche quello della ONG turca specializzata in assistenza legale su questioni di libertà di espressione e di stampa Media and Law Studies Association (MLSA).

Il blocco all'accesso dei profili su X di Amnesty, MLSA e varie altre associazioni è stato deciso da un tribunale di Istanbul, riferisce EngelliWeb senza specificare la motivazione alla base della sentenza ma ricordando che sia sabato che ieri era già stato bloccato l'accesso ai profili su X di decine di associazioni, organizzazioni e attivisti LGBTI+.

Secondo i media locali, mentre X ha messo in pratica l'ordinanza che chiedeva il blocco degli account, Instagram non ha ancora oscurato in Turchia i profili. Parallelamente al blocco di decine di profili su X, sabato notte si è svolta a Istanbul, Ankara e Smirne un'operazione della polizia denominata "la mia famiglia è al sicuro" durante la quale le forze dell'ordine hanno perquisito sedi di associazioni che si occupano dei diritti degli omosessuali e vari locali ritenuti vicini alla comunità LGBTI+, arrestando almeno 63 persone mentre sono stati avviati procedimenti giudiziari in tutto contro 162 sospetti, per varie accuse tra cui promozione di "oscenità" e "sfruttamento della prostituzione".

La sezione locale di Amnesty International aveva contestato l'operazione di polizia, parlando di un "accanimento contro l'intero movimento LGBT+", mentre dal 2015 la parata del Pride di Istanbul è vietata. Anche il relatore per la Turchia presso il Parlamento europeo, Nacho Sanchez Amor, aveva contestato gli arresti, parlando di "un'escalation scioccante della repressione in Turchia".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni