Musica

La cantante bernese Leila debutta con un album che esplora le sfide dei vent'anni

L'artista 25enne, già nota per successi in streaming, presenta "20 Something Is A F*cking Strange Place", un'opera che combina pop, punk ed elettronica.

14 settembre 2026
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Nell'area germanofona, la musicista bernese Leila, astro nascente del pop, ha già calcato numerosi palchi. Venerdì pubblica il suo primo album "20 Something Is A F*cking Strange Place".

Si sente nell'aria che qualcosa sta per accadere: Leila avverte che si avvicina un momento importante. Lo racconta a Keystone-ATS durante un incontro nel cortile interno della Reitschule di Berna, poco prima dell'uscita del suo album d'esordio. Ha così tante cose da fare che quasi non riesce a stare dietro a tutto. E questo nonostante siano già successe molte cose belle che sono sfociate nell'imminente pubblicazione del suo primo disco.

Tre anni fa la malinconica canzone di Leila "Gun to my Head" è diventata un successo sulle piattaforme di streaming. Da allora, Leila Šurković, oggi 25enne, ha pubblicato diversi EP. Con la sua band, composta dal batterista Rico Baumann e dalla bassista Nuria Kräuchi, canta e suona la chitarra. Ha firmato un contratto con la Grönland Records, l'etichetta discografica del cantautore tedesco Herbert Grönemeyer, con la quale pubblica ora il suo primo album.

Per la prima volta ha lavorato seguendo un vero e proprio concetto, scrivendo canzoni appositamente per un'opera più ampia. Ne è nato un album pop i cui brani portano tutti la sua firma inconfondibile: chiara, ribelle, spesso inquieta e al tempo stesso tenera. L'artista combina stati d'animo malinconici a beat ballabili, energia punk e melodie orecchiabili. Tra brani dominati dalle chitarre e tracce dalle sonorità elettroniche, succedono molte cose, proprio come accade quando si ha vent'anni.

In "Twenty Something", Leila affronta il modo in cui le persone si allontanano e prendono strade diverse in questa fase della vita: c'è chi mette su famiglia e cerca casa, mentre altri - tra cui l'io narrante - bevono vino a buon mercato. La canzone, con una strofa musicalmente più semplice, esplode in un ritornello pop-rock.

"Per me è decisamente un'età strana. Mi accorgo che ho sempre meno tempo per uscire, anche se è una cosa che ho sempre fatto volentieri."

Nell'opening rallentato "Tattoo", un brano che richiama il lato malinconico del pop degli anni 2000, Leila canta con una voce insolitamente acuta. Altrettanto sorprendente è "Freckles", caratterizzata da un arrangiamento strumentale molto basico. Probabilmente nessuno dei due sarebbe la prima scelta per una programmazione radiofonica; proprio per questo, però, hanno il potenziale di diventare i brani preferiti dell'album per alcuni.

Il singolo "The One That Got Away", dedicato al fatto di lasciar andare, propone invece una melodia articolata sulla quale Leila canta in modo diretto e vulnerabile, senza cadere nel kitsch e con un buon potenziale da tormentone. In generale, una delle ricette di Leila sembra essere quella di trasformare la delusione amorosa in voglia di ballare, come accade nel brano successivo, "Break my Heart again".

Il punto di partenza sono solitamente i testi, che nascono dai suoi pensieri. "Non è che creda di avere pensieri profondissimi", dice ridendo. Il testo delle canzoni e la melodia vocale, che la bernese elabora con la chitarra, rappresentano per lei i passaggi creativi più importanti.

In studio dà vita ai brani insieme agli altri musicisti. "La produzione non fa tanto per me, non sono una fan dello stare ore a scegliere le batterie perfette", racconta la grafica di formazione.

I concerti, invece, le piacciono molto di più. "Sono una ragazza da live", dice Leila, che da sempre ammira Amy Winehouse - "con lei mi sarei sicuramente trovata bene". Billie Eilish e il fratello Finneas O'Connell la ispirano perché non si curano delle convenzioni del pop. Lola Young è per lei un modello quando si tratta di rompere con sicurezza gli stereotipi legati all'immagine. Leila, tuttavia, non vuole paragonarsi a questi grandi nomi: "Hanno spianato la strada per me, ma io faccio le cose a modo mio".

I brani dell'album sono nati in tre città. Oltre a Berna, a Sarajevo, da dove suo padre emigrò in Svizzera alla fine degli anni '90, anche a New York, che considera come la sua seconda patria. La Svizzera, e in particolare Berna, è musicalmente "incredibilmente stimolante". Ma ogni tanto fa bene evadere e cercare nuovi stimoli.

Diventare famosa è il suo obiettivo e Leila non ne fa mistero. Nel singolo "Small Town Big Mouth", realizzato a New York, canta: "You talk shit cause I wanna be famous / Why don't you go and put this fucking song on a playlist". Attualmente Leila riscuote successo soprattutto nell'area germanofona e dall'autunno sarà in tournée anche in Germania, oltre che in Svizzera.

La cantante non riesce però ancora a vivere della propria musica. Grazie ai lavori di grafica e al sostegno dei genitori, riesce a mantenersi. Le entrate della musica vengono invece reinvestite in questo ambito, dagli stipendi della band ai videoclip. "Si tende a dimenticare che nel settore musicale e nella cultura si dipende dalla benevolenza degli altri." Il suo desiderio è quindi riuscire a decollare insieme alle persone che le hanno dato fiducia. "Per poter restituire quello che ho ricevuto."

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni