Mons. Heiner Wilmer, presidente della Conferenza episcopale tedesca, interviene dopo il voto in Sassonia e ribadisce l'incompatibilità dell'AfD con i valori del Vangelo e la dignità umana.
"È dimostrato che il partito dell'AfD ha uno stampo etno-nazionalista. Non c'è posto per questa ideologia basata sul nazionalismo etnico né dentro né fuori dalla casa di Dio, né nel Cristianesimo, né nell'Ebraismo, né nell'Islam". Lo dice chiaramente il presidente della Conferenza episcopale tedesca e vescovo di Münster, mons. Heiner Wilmer, nella prima uscita pubblica di rilievo dopo le elezioni in Sassonia che hanno visto l'affermazione dell'ultradestra di Alternative für Deutschland.
Il suo discorso, intitolato programmaticamente "Il futuro della libertà inizia con la verità. Da cosa dipende la nostra democrazia", segue la nota diramata "a caldo" congiuntamente dalle Chiese tedesche, evangelica e cattolica, che già avevano espresso tutta la loro preoccupazione per la pace sociale e per la convivenza dei cittadini.
"Le elezioni nella Sassonia-Anhalt - esordisce mons. Wilmer - hanno mostrato, senza mezzi termini, come un partito radicale è stato legittimato democraticamente dalla volontà degli elettori ottenendo la maggioranza. Sono rimasto senza parole di fronte a questo risultato elettorale, in un primo momento. Ma sono determinato nel prosieguo del mio operato".
"Mi auguro vivamente - ha quindi proseguito - che la verità ci liberi anche in questo caso, decifrando slogan fumosi e smontando promesse elettorali del tutto prive di un fondamento realistico. Come Chiesa non ci tiriamo indietro. Al contrario: ci opponiamo quando la paura viene messa contro la solidarietà. Ci opponiamo quando le persone vengono schierate l'una contro l'altra. Ci opponiamo quando le istituzioni democratiche vengono indebolite".
"Questo non è né di sinistra, né di destra - puntualizza -. Il nostro metro non è né la politica di partito né l'ideologia, ma il Vangelo e la dignità inalienabile di ogni essere umano che da esso emana. E, sì, talvolta possiamo e dobbiamo anche essere scomodi".
Nel suo discorso, il capo dei vescovi tedeschi ha anche puntato il dito contro le "interpretazioni religiose" e le "visioni del mondo che promettono risposte facili alle grandi questioni culturali del nostro tempo", che costruiscono, addirittura "un nuovo Anticristo" e "non si fanno scrupoli a strumentalizzare la ricerca di orientamento e il bisogno di protezione di molte persone".
"Noi, in quanto Chiesa/Chiese, ci opponiamo fermamente a queste tendenze - conclude quindi -. Laddove la fede diventa ideologia e il linguaggio religioso serve a fomentare la paura e ad istigare gli uomini gli uni contro gli altri, questa perde la propria verità".