Si è spenta a 86 anni la fondatrice della Libreria delle Donne di Milano, autrice e traduttrice influente del pensiero della differenza
Una maestra non solo di scuola ma anche di filosofia e una delle voci storiche e più autorevoli del femminismo italiano. Si è spenta a 86 anni, li avrebbe compiuti domani, Luisa Muraro, tra le fondatrici della Libreria delle Donne a Milano. Lascia una vasta opera di libri, saggi, articoli, lezioni e interventi.
"Luisa era una maestra, lo è stata per i suoi studenti, dalla scuola media all'Università di Verona, dove ha insegnato tanti anni e dove ha dato vita con altre alla comunità filosofica Diotima, per le donne e gli uomini che l'hanno letta e ascoltata per chi ha avuto la fortuna di pensare con lei", si legge sul profilo Facebook della Libreria delle Donne dove ci sono tanti messaggi di cordoglio e affetto.
Luisa Muraro, nata a Montecchio Maggiore il 14 giugno 1940, si laurea in filosofia all'Università Cattolica di Milano e negli anni Settanta lascia la carriera accademica per insegnare nella scuola dell'obbligo; partecipa con Elvio Fachinelli e Lea Melandri all'esperienza antiautoritaria de "L'erba voglio".
Nel 1975 fonda con Lia Cigarini e altre la Libreria delle Donne di Milano ed è tra le autrici di "Non credere di avere dei diritti" (1987). Insegna per molti anni Filosofia all'Università di Verona, dove nel 1984 dà vita con Adriana Cavarero, Anna Maria Piussi, Elvia Franco e altre filosofe alla comunità Diotima ancora oggi attiva negli studi dedicati alle donne.
Traduce in italiano le opere principali di Luce Irigaray, filosofa e femminista belga. Tra i suoi tanti libri: Maglia o uncinetto (1981), Guglielma e Maifreda. Storia di un'eresia femminista (1985), L'ordine simbolico della madre (1991), Il Dio delle donne (2003), Non è da tutti. L'indicibile fortuna di nascere donna (2011), Dio è violento (2012) fino a Esserci davvero, conversazione con Clara Jourdan (Libreria delle Donne di Milano, 2025).
"Luisa è stata per molte e molti una fonte di orientamento, con il suo pensiero ci ha rese capaci di esserci davvero, di andare a fondo nel presente", scrive Laura Colombo sul sito della Libreria delle Donne. Lea Melandri, altra storica attivista, ricorda che dopo il decennio degli anni ‘70 che le ha viste insieme "una divergenza sulle posizioni del femminismo" le ha "allontanate senza per questo interrompere un dialogo critico alla distanza".
"Il filo conduttore della lunga storia che abbiamo condiviso non è mai venuto meno". Per la scrittrice Chiara Valerio i libri di Luisa Muraro le hanno "insegnato molte cose, la più importante di tutte, è che si può non essere d'accordo".
"Grazie per il pensiero della differenza": così la ricorda Piera Detassis, presidente e direttrice artistica della Fondazione Accademia del Cinema Italiano. È stata "una delle teoriche e delle protagoniste, tra le più importanti del femminismo della ’seconda ondata' in Italia, in Europa e nel mondo", osserva la senatrice del Pd Valeria Valente.
Monica Romano, consigliera comunale di Milano e vicepresidente Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili, ricorda Luisa Muraro come "una delle voci più autorevoli del pensiero della differenza sessuale in Italia, una donna che ha saputo trasformare la filosofia in pratica viva di relazione, libertà e autorità femminile".