laRegione
Nuovo abbonamento
ULTIME NOTIZIE Culture
L'intervista
1 ora
Morricone e la morte: 'Consapevole, come tutti i grandi'
L'autonecrologio, 'ulteriore segno di genialità'. Il ricordo di Alessandro De Rosa, con lui a quattro mani in 'Inseguendo quel suono', l'autobiografia
Culture
12 ore
Non devi dimenticare! E non ti dimenticheremo Maestro Morricone
È importante ricordarlo anche per il suo impegno per il mondo, per non far dimenticare il dolore e la bellezza del vivere. Dalla Shoah fino a Genova.
Musica
16 ore
Ennio Morricone, musica delle immagini
Non solo musica giustapposta alle immagini, ma temi e sviluppi la cui sonorità inglobi le immagini. È l’uso metaforico del suono che Morricone ha inventato
Scienze
17 ore
Il campo magnetico terrestre cambia più in fretta del previsto
Simulazioni condotte in Inghilterra gettano nuova luce sulla velocità dei suoi cambiamenti di direzione
Libri
17 ore
'Ragnatele nella...': l'ufficio stampa insulta la blogger
Anche la Gabriele Capelli Editore di Mendrisio prende le distanze dai post sessisti del Taccuino, furioso per una recensione negativa.
Culture
20 ore
Chiasso, il cartellone del Cinema Teatro arriverà a settembre
Il direttore Armando Calvia scrive agli abbonati. Ancora troppe le incognite per molte compagnie teatrali, di danza e agenzie soprattutto italiane
Culture
23 ore
Addio a Ennio Morricone: la sua musica per il cinema
Premio Oscar, autore di alcune tra le più belle colonne sonore, qualche giorno fa era caduto e s'era rotto il femore. Aveva 91 anni. Nel 2018 l'intervista a laRegione
Arte
1 gior
Quando poesia e arte si incrociano e lasciano un segno
Samuele Gabai racconta il suo progetto‘“Quaderni in Ottavo’, con incisioni che si alternano a testi inediti di poeti contemporanei
Arte
1 gior
E il Teatro Sociale di Bellinzona si fa vedere
Lo stabile, monumento storico d'importanza nazionale, apre le porte alle visite gratuite dal 9 luglio al 5 settembre. Un viaggio nelle sue architetture
Culture
1 gior
Claudio Marazzini rieletto alla guida della Crusca
Il linguista è stato nominato presidene dell’accademia per il suo terzo e ultimo mandato che avrà termine nella primavera 2023
Culture
1 gior
Pro Helvetia sostiene 21 autrici e autori
Tra i vincitori delle borse letterarie della fondazione per la cultura, anche i ticinesi Vanni Bianconi, Andrea Fazioli e Giorgio Genetelli
Ritratti
2 gior
Il lungo volo di Biriki
Incontriamo Bruna Ferrazzini e l’uccellino da lei creato: leggero, curioso, contagioso. E libero
Spettacoli
2 gior
Marco Solari: essenziale un Festival in presenza
Locarno 2020 avrà anche delle proiezioni in sala, presentate giovedì. Ma dovrà rinunciare a Piazza Grande e alla Rotonda, “palla al piede necessaria”
Culture
3 gior
Canetta: giudicate l’offerta musicale, non gli organigrammi
Il direttore della Rsi risponde alle critiche del musicologo Carlo Piccardi sulla marginalizzazione della musica all'interno del servizio pubblico
Culture
3 gior
Il doppio Strega di Sandro Veronesi
Dopo ‘Caos calmo’ nel 2006, ‘Il colibrì’: lo scrittore toscano ha conquistato per la seconda volta il premio in una cerimonia con gaffe sessista
Arte
3 gior
I premi svizzeri d'arte e di design 2020
Il Prix Meret Oppenheim è andato a Marc Bauer, Koyo Kouch e la coppia Barbara Buser e Eric Honegger
Scienze
3 gior
L'eccezione diventa la regola
Le estati ritenute 'estreme' sino a trent'anni fa sono ormai la norma
Scienze
3 gior
Un buco nero insaziabile
Il 'cannibale cosmico' scoperto nel 2018 al centro della galassia J2157 è più grande e vorace del previsto
Società
30.05.2020 - 17:000

Tornando a parlare di educazione civica

Una conferenza online dedicata all'educazione civica organizzata da Campus per la democrazia. Intervista a Marcello Ostinelli

È un tema che si apre ad accese discussioni, quello dell'educazione civica. E non potrebbe essere diversamente, coinvolgendo non solo la scuola e la formazione delle future generazioni, ma proprio l'idea di società che vogliamo costruire o mantenere.  Dalla “semplice” conoscenza del funzionamento delle istituzioni ai valori democratici che si spera condivisi ad aspetti invece più controversi della vita comune, è ampio lo spettro di quello che possiamo definire “educazione civica”, come hanno dimostrato i dibattiti che giusto qualche anno fa hanno accompagnato l'ultima votazione popolare sul tema, quella sull'iniziativa “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)”, alla fine approvata da oltre il 60 per cento dei votanti.

È di questi temi che si discuterà – online: per informazioni www.campusdemocrazia.ch –, durante la conferenza “Passato, presente e futuro dell’educazione civica in Ticino” organizzata da Campus per la Democrazia che si svolgerà sulla piattaforma Zoom mercoledì 27 maggio dalle 18.
Dopo il discorso di benvenuto del consigliere di Stato Manuele Bertoli e prima delle sessioni parallele incentrate su alcune esperienze concrete, avremo la relazione di Marcello Ostinelli, docente della Supsi, al quale abbiamo posto alcune domande.

Marcello Ostinelli, si tratta del primo evento in lingua italiana del Campus per la Democrazia: che cosa è questa associazione?

Il Campus per la Democrazia è una piattaforma nazionale che mira a rafforzare la democrazia e a promuovere l’educazione civile e la partecipazione politica in Svizzera. Non si rivolge soltanto a ragazze e ragazzi in età scolastica, ma anche a persone adulte residenti senza cittadinanza svizzera. È patrocinato dalla Fondazione Dialogo, che in passato ha pure sostenuto il progetto La gioventù dibatte, conosciuto anche in Ticino. Gode del sostegno di molti deputati dell’Assemblea federale e della consigliera federale Simonetta Sommaruga, attuale presidente della Confederazione. 

Venendo al suo intervento, mi pare di capire che avrà un approccio storico: come è cambiata l’educazione civica nella scuola ticinese dalla sua creazione nel 1804?

In realtà l’ambizione della mia relazione non è soltanto di ripercorrere la storia dell’educazione civica in Ticino. Considero alcuni episodi significativi del passato per discutere dello stato attuale di questo insegnamento. Inoltre vorrei anche proporre qualche riflessione sul futuro dell’educazione civica in Ticino, considerando le situazioni di emergenza che stiamo vivendo da qualche tempo. Mi riferisco qui all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19; all’emergenza ambientale causata dal mutamento climatico; e all’emergenza migratoria causata dalle guerre e dalla povertà in molte regioni del mondo. La tesi che sviluppo è che oggi c’è una dimensione cosmopolitica della cittadinanza che l’educazione civica non può ignorare.

Ciò contrasta con il carattere patriottico che essa ha avuto in passato e che qualcuno vorrebbe per il presente?

Dipende da ciò che intendiamo con patriottismo. C’è in effetti un patriottismo “geloso”, che non ammette obblighi morali nei confronti degli stranieri, che collide con la solidarietà umana, che esclude l’umanità. C’è però anche un patriottismo “mite”, che per Brenno Bertoni – colui che in Ticino tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento maggiormente si adoperò per l’educazione civica – era il patriottismo “beninteso”. Questo patriottismo “mite” non si oppone alla solidarietà umana e al sentimento di umanità.

Il punto saliente della mia relazione è il carattere controverso dell’educazione civica: controverse sono la denominazione della materia, le sue finalità, la sua dotazione oraria, i rapporti con gli altri insegnamenti. La sua storia lo prova, compresa quella degli ultimi due decenni durante i quali sono state approvate ben due iniziative popolari sul tema.

Quali sono gli scopi dell’educazione civica? Comprendere il funzionamento delle istituzioni o anche ‘criticarle’, mostrandone i limiti?

Se parliamo di educazione civica non possiamo pensare che sia un insegnamento il cui scopo sia circoscritto alla mera conoscenza di nozioni civiche. In questo caso parliamo di istruzione civica o anche, come si usa dire in Ticino, di civica. Se invece il tema è l’educazione civica allora è evidente che essa deve coltivare nell’allievo e nel cittadino i valori politici della convivenza civile e le virtù politiche democratiche (come ad esempio la tolleranza e la lealtà). Entro questo quadro di riferimento, allora ha senso mettere a tema anche la questione dei limiti della democrazia. Non è però una critica ostile; è la critica di chi vorrebbe migliorare il sistema politico vigente.

L’educazione civica può essere un ‘antidoto’ all’antipolitica?

Sì. In fondo l’educazione civica è educazione alla convivenza civile: in classe, nella vita sociale, sul piano locale, cantonale, federale, europeo, mondiale. E ciascuno di noi in tutte le situazioni della vita deve darne prova, concretamente.

Aldo Foglia nel suo ‘Per discutere la civica’ parte dalla tesi che il diritto è gestione della conflittualità e quindi per comprenderlo bisogna partire da quei conflitti. Condivide questo approccio? Se è corretto, ha senso l’educazione alla cittadinanza come materia a sé, separata ad esempio dalla storia?

La mia idea è che “la giustizia è il primo requisito delle istituzioni sociali”. Lo scriveva John Rawls cinquant’anni or sono nella prima pagina della sua ‘Teoria della giustizia’. Suggerirei di partire da lì.

Quanto alla questione del rapporto con gli altri insegnamenti, a me pare che la soluzione attuale di una materia separata con un proprio voto sia stato un passo indietro. La soluzione giusta è l’insegnamento integrato, auspicato già da Brenno Bertoni. Però è opportuno che ci siano verifiche periodiche dei risultati ottenuti. La scuola ha il dovere di render conto di quello che fa (o che eventualmente non fa) e la società civile ha il diritto di sapere.

© Regiopress, All rights reserved