Scienze

Fossili di pesci antichi e oltre 20 specie sconosciute scoperti nel deserto orientale egiziano

Un sito di circa 62,2 milioni di anni tra Nilo e Mar Rosso rivela comunità ittica di Percomorfi e il rapido recupero dei mari dopo il Cretaceo

4 giugno 2026
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Fossili di pesci antichissimi e finora sconosciuti, i primi comparsi dopo l'estinzione dei dinosauri, sono stati trovati nel deserto orientale egiziano, tra il Nilo e il Mar Rosso, dall'Università di Mansoura.

Una sua équipe, guidata dal Centro di Paleontologia dei Vertebrati, ha documentato un eccezionale sito fossilifero, fornendo nuove prove che ridefiniscono la comprensione della vita marina dopo una delle più grandi estinzioni di massa nella storia della Terra.

Il sito risale a circa 62,2 milioni di anni fa, meno di quattro milioni di anni dopo l'estinzione di massa che ha segnato la fine del periodo Cretaceo e ha spazzato via circa il 75% delle forme di vita sulla Terra, compresi i dinosauri non aviani. Si tratta di uno dei pochi giacimenti fossiliferi di tipo Lagerstätte al mondo, caratterizzato dall'eccezionale conservazione di organismi antichi. Ciò ha permesso al team di ricerca di documentare centinaia di fossili completi di pesci marini, tra cui oltre 20 specie precedentemente sconosciute, rendendo questo sito una delle più importanti testimonianze fossili del Paleocene inferiore.

Il fondatore del Centro di Paleontologia di Mansoura, Hesham Sallam, ha evidenziato che l'importanza di questa scoperta risiede non solo nel numero di fossili, ma anche nella natura della comunità ittica rinvenuta. I risultati hanno mostrato che la maggior parte dei pesci appartiene al gruppo dei Percomorfi, uno dei gruppi più importanti di pesci ossei che attualmente dominano gli oceani del mondo e che comprende specie ben note come tonno, sgombro, cavalluccio marino e pesce luna.

Lo studio ha rivelato che i pesci marini moderni sono comparsi e si sono diffusi più rapidamente di quanto gli scienziati pensassero in precedenza e che gli antichi mari tropicali che un tempo ricoprivano parte dell'Egitto hanno probabilmente rappresentato un importante punto di partenza per la dispersione di questi gruppi moderni in tutto il mondo. Le scoperte hanno anche rivelato l'assenza di molti antichi pesci predatori, a sostegno dell'ipotesi che le estinzioni di massa abbiano profondamente rimodellato gli ecosistemi marini.

Lo studio evidenzia che il sito era un ambiente marino aperto, a differenza della maggior parte dei siti fossiliferi noti di questo periodo. Inoltre, i suoi strati risalgono a un periodo di riscaldamento globale, offrendo agli scienziati una preziosa opportunità per comprendere l'impatto dei cambiamenti climatici sul recupero degli ecosistemi marini dopo grandi disastri.

Lo studio ha richiesto più di sei anni di lavoro sul campo e analisi di laboratorio, grazie a una collaborazione scientifica tra l'Università di Mansoura e l'Università del Michigan. È stato condotto con il supporto e il finanziamento dell'Università di Mansoura, dell'Autorità per il finanziamento della scienza, della tecnologia e dell'innovazione del Ministero dell'Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica, dell'Università del Michigan e del National Geographic, attraverso collaborazioni di ricerca internazionali che hanno contribuito all'implementazione e al completamento delle diverse fasi scientifiche dello studio.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni