All'ANSA difende l'autonomia degli autori, critica derive autoritarie paragonando eventi negli Usa e in Brasile e incontra i lettori
Lo scrittore ha ricordato con entusiasmo la precedente esperienza al festival letterario di Paraty, definendola "un'esperienza unica" per il calore del pubblico brasiliano. "Essere scrittore lì diventava improvvisamente la cosa più bella del mondo", ha raccontato.
Interpellato sulle polemiche che hanno coinvolto la scrittrice brasiliana Ana Paula Maia, criticata da alcuni per non raccontare nei suoi libri temi legati alla propria condizione sociale e razziale, Veronesi ha difeso con forza l'autonomia degli autori. "È un sopruso enorme pretendere di dire agli artisti cosa possono e cosa non possono scrivere", ha affermato. "Quello che conta è la qualità di ciò che si scrive, non l'argomento scelto".
Lo scrittore ha quindi allargato il ragionamento al quadro politico internazionale, criticando quella che ha definito la deriva autoritaria di Donald Trump e paragonando l'assalto al Campidoglio del 2021 agli eventi dell'8 gennaio 2023 in Brasile. Secondo Veronesi, la risposta delle istituzioni brasiliane è stata più efficace di quella statunitense. "Se devo dire quale dei due Paesi è oggi un modello di democrazia, scelgo il Brasile", ha dichiarato.
Parlando di Papa Leone XIV, Veronesi ha sottolineato come il nuovo pontefice stia costruendo il proprio percorso dopo il pontificato di Papa Francesco. "Se Trump lo ha preso di mira, significa che lo considera un ostacolo", ha osservato.
Infine, tornando alla letteratura, ha spiegato che il suo obiettivo come scrittore è sempre stato quello di lasciare qualcosa nei lettori. "Volevo scrivere libri che restassero dentro le persone. Se qualcuno mi dice che una mia storia ha aggiunto qualcosa alla sua vita, allora mi sento realizzato".