Un esperimento globale che potrebbe modificare la chimica dell'intera atmosfera: è il pericolo delle mega costellazioni satellitari come Starlink.
Ogni 16 ore, rileva il sito specializzato SpaceWeather.com, un satellite Starlink brucia nell'atmosfera e solo nel 2026 la costellazione di SpaceX rilascerà 15 tonnellate di ossidi di alluminio di cui si conoscono ancora molto poco gli affetti sull'ozono e sulle altre molecole degli strati alti dell'atmosfera.
Le nuove costellazioni satellitari come Starlink sono pensate per essere composte da centinaia a decine di migliaia di piccoli satelliti con una breve vita operativa, generalmente non oltre i 2 o 3 anni, e proprio per questo sono composte da molti oggetti con un ricambio continuo. Se da un lato il loro rientro evita il sovraffollamento dell'orbita terrestre, dall'altro sta provocando il rilascio di grandi quantità di metalli nell'alta atmosfera perché ogni satellite si polverizza bruciando al rientro nell'atmosfera a una quota compresa tra i 75 e i 110 chilometri.
"Ogni satellite Starlink che si disintegra rilascia circa 30 kg di ossido di alluminio nell'alta atmosfera - sottolinea SpaceWeather.com - e finora quest'anno, al 28 aprile 2026, 171 satelliti Starlink sono rientrati in atmosfera, aggiungendo più di 5 tonnellate di ossido di alluminio alla stratosfera e alla mesosfera". Ciò vuol dire che nel complesso nel solo 2026 si prevede un rilascio di circa 15 tonnellate. Polveri che si andranno ad aggiungere all'unica fonte di inquinamento naturale degli strati alti dell'atmosfera, ossia le meteore o stelle cadenti che cadono sulla Terra. Si tratta di granelli di polveri presenti lungo l'orbita terrestre che bruciano a contatto con l'aria rilasciando varie tipologie di metalli: studi recenti indicano che questi impatti disperdano nell'atmosfera tra le 40 e 58 tonnellate di ossidi di alluminio.
Solo Starlink porterà nel 2026 ad un aumento di circa il 30% di questi materiali e il problema, sottolineano gli esperti di SpaceWeather.com, è destinato a peggiorare perché si prevede l'arrivo in orbita di decine di nuove mega costellazioni. Nel complesso nel prossimo futuro potrebbero essere immessi negli strati alti circa 360 tonnellate di ossidi di alluminio, ossia il 640% rispetto all'inquinamento naturale dovuto alle meteore. Materiali che costituiscono un pericolo per l'ozono - ricorda SpaceWeather.com - e che potrebbero avere nel tempo effetti collaterali ancora non conosciuti nella chimica dell'intera atmosfera. Ad aggiungere preoccupazione poi non è solo la distruzione dei satelliti ma anche il loro stesso lancio.
La sola SpaceX esegue ormai oltre 100 lanci spaziali ogni anno e l'arrivo di nuove aziende americane, europee e cinesi, porta a stimare che i numeri complessivi di lanci salirà di molto in breve tempo. Lanci che si concludono tipicamente con accensioni dei motori anche negli strati più alti dell'atmosfera dove l'aria è molto rarefatta. Ambienti in cui i motori dei razzi producono vere e proprie tempeste tra le molecole che subiscono complesse reazioni chimiche che ne alterano la carica elettrica.