La Fondazione Leenaards ha attribuito oggi due premi scientifici per un totale di quasi 1,4 milioni di franchi a gruppi di ricerca attivi nella regione del Lemano. Il primo a un progetto di sviluppo di una terapia contro l'epatite E e il secondo destinato a ripristinare il senso dell'orientamento dopo un trauma cranico o un episodio epilettico.
I riconoscimenti saranno consegnati il prossimo 28 ottobre all'Università di Losanna (Unil), si legge in un comunicato odierno.
L'epatite E infetta ogni anno oltre 20 milioni di persone nel mondo e provoca almeno 44'000 decessi. Particolarmente vulnerabili al virus, responsabile di epidemie legate all'acqua contaminata, sono le donne incinte. Nonostante questi dati allarmanti, la malattia rimane poco studiata.
La professoressa Isabella Eckerle, del Centro per le malattie virali emergenti dell'Ospedale universitario di Ginevra (HUG), in collaborazione con il professor Jérôme Gouttenoire, del Servizio di gastroenterologia ed epatologia di quello di Losanna (CHUV), dirige i lavori volti a trovare una terapia in grado di aiutare le persone affette da forme gravi della malattia.
Il team di ricerca ha utilizzato campioni di sangue prelevati durante un'epidemia in Sud Sudan per ricreare una versione infettiva del virus in vitro. Si tratta di un passo avanti che dovrebbe consentire di valutare l'efficacia degli anticorpi e di testare molecole in grado di arrestare la diffusione del virus.
Elena Beanato, dell'HUG, e il professor Friedhelm Christoph Hummel, del Politecnico federale di Losanna (EPFL) intendono, dal canto loro, migliorare la vita delle persone che, a seguito di un trauma cranico o di una crisi epilettica, perdono il senso dell'orientamento. Per loro, azioni come orientarsi in città o memorizzare i percorsi diventano difficili da realizzare.
Per porvi rimedio, un team di ricercatori interdisciplinare ha sviluppato un approccio non invasivo che consiste nello stimolare regioni profonde del cervello tramite correnti elettriche. L'obiettivo è stimolare l'attività dell'ippocampo, centro della memoria e dell'orientamento.
"I primi test sembrano confermare che, grazie alla stimolazione elettrica, i nostri pazienti migliorano la loro capacità di orientarsi nello spazio", osserva il professor Hummel, citato nel comunicato della Fondazione Leenaards. A lungo termine, l'ambizione è quella di proporre nuovi approcci terapeutici grazie a questo metodo.