11.09.2022 - 14:46
Aggiornamento: 17:01

Funziona il farmaco ‘jolly’ contro il cancro

Un nome quasi impronunciabile, larotrectinib, ma starebbe avendo molto successo nella terapia mirata antitumorale

Ats, a cura di Red.Web
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Ha una efficacia rapida e duratura il farmaco antitumorale "jolly" larotrectinib. La terapia mirata antitumorale con indicazione agnostica, cioè indipendente dall’organo colpito dal cancro, e per questo ribattezzata "jolly", offre dunque un beneficio clinico rilevante. In particolare, nel carcinoma del polmone la sopravvivenza globale mediana ha raggiunto 40,7 mesi; nei tumori dell’adulto e pediatrici, esclusi i primitivi del sistema nervoso centrale, la durata della risposta è stata di 34,5 mesi e nel cancro delle ghiandole salivari il tasso di risposta è stato dell’84% con un tasso di sopravvivenza dell’82% a 3 anni.

"Il nuovo paradigma della lotta ai tumori si sta spostando dall’organo colpito dalla malattia all’alterazione molecolare, in grado di predire la sensibilità alle terapie mirate o all’immunoterapia – afferma Saverio Cinieri, presidente dell’Associazione italiana di oncologia clinica –. I farmaci agnostici come larotrectinib possono essere considerati ‘jolly’, proprio perché colpiscono in maniera selettiva alcune alterazioni geniche, indipendentemente dall’organo interessato dalla patologia. L’accesso dei pazienti alle terapie agnostiche inizia con l’esecuzione di un test di profilazione genomica per arrivare alla scelta terapeutica. Il punto chiave è rappresentato dalla profilazione genomica. Da qui deriva la scelta del farmaco e l’indicazione terapeutica, indipendentemente dalla sede del tumore".

I dati più recenti "continuano a dimostrare il solido e duraturo beneficio clinico di larotrectinib, anche nei pazienti adulti con tumore del polmone avanzato con fusione inclusi i pazienti con metastasi cerebrali – spiega Carmine Pinto, presidente della Federation of Italian Cooperative Oncology Groups – e anche in tumori per i quali le aspettative terapeutiche erano molto limitate. Garantire l’accesso ai test è pertanto fondamentale per potere permettere l’utilizzo di questi farmaci". Il finanziamento di 5 milioni per il 2022 e 2023 già previsto nella legge di Bilancio per questo tipo di test NGS (Next Generation Sequencing) e il relativo decreto attuativo in arrivo "sono un primo passo in questa direzione", conclude.

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