18.02.2022 - 14:43
Aggiornamento: 17:34

Con 1,2 ore di sonno in più si assumono meno calorie

È il risultato di uno studio condotto dall’Università di Chicago dal 2014 al 2020

Ats, a cura de laRegione
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Nonostante le diete efficaci – dal low carb al digiuno intermittente – l’incidenza dell’obesità è in aumento. Gli scienziati americani hanno ora dimostrato che 1,2 ore di sonno in più equivalgono a 270 kcal in meno di assunzione di energia al giorno.

"Ci sono prove concrete che dormire regolarmente meno di sette ore per notte è associato a effetti negativi sulla salute. In particolare, è sempre più riconosciuto che il sonno insufficiente è un fattore di rischio significativo per l’obesità", dice lo studio. Ma questo non è stato ancora quantificato.

I ricercatori dell’Università di Chicago hanno condotto uno studio tra l’inizio di novembre 2014 e la fine di ottobre 2020 con 80 soggetti, 41 dei quali uomini. Tutti i partecipanti avevano un indice di massa corporea (Bmi) tra 25 e 29,9. Un Bmi superiore a 30 è considerato obesità. I partecipanti, con un’età media di 29,8 anni, di solito dormivano meno di 6,5 ore per notte.

La metà del gruppo è stata incoraggiata ad avvicinarsi il più possibile alle 8,5 ore di sonno per notte. Peso, calorie assunte, dispendio energetico e durata del sonno sono stati monitorati con strumenti tecnici. Le persone sottoposte al test hanno condotto la loro normale vita e non hanno seguito alcuna dieta.

"Il gruppo con più sonno ha mostrato una riduzione significativa dell’assunzione di energia (meno 270 kcal al giorno) rispetto al gruppo di controllo. Non c’era alcun effetto significativo di questo ‘trattamento’ sulla spesa energetica (...). Migliorare o assicurare una durata sana del sonno per periodi di tempo più lunghi potrebbe far parte dei programmi di prevenzione dell’obesità e di perdita di peso", afferma la valutazione.

Lo studio di Esra Tasali dell’Università di Chicago, pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine dell’American medical association, è uno degli studi scientifici attuali più letti dai medici negli Stati Uniti.

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