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26.07.2018 - 17:000
Aggiornamento : 18:42

Fa un gran caldo per via del global warming

Greenpeace: le ondate di calore e gli incendi che colpiscono dalla Svezia al Giappone "coerenti" con ciò che la scienza prefigura

Le ondate di calore e gli incendi che colpiscono in tutto il pianeta, dalla Svezia al Giappone, facendo decine di vittime, sono "coerenti" con ciò che la scienza prefigura in merito al cambiamento climatico. Lo afferma la direttrice esecutiva di Greenpeace International, Bunny McDiarmid, che sottolinea l’urgenza di fermare il riscaldamento globale.

"Sebbene ci siano molti fattori complessi in gioco per gli eventi meteorologici estremi, ciò che stiamo vivendo è coerente con le previsioni sul cambiamento climatico", dichiara McDiarmid.

"La diffusione globale di queste devastanti ondate di calore indica il cambiamento climatico come un chiaro fattore, e ciò accade mentre siamo ancora a 1 grado di riscaldamento terrestre rispetto ai livelli preindustriali", osserva McDiarmid, ricordando che l’accordo di Parigi sul clima prevede di contenere l’aumento delle temperature entro 1,5 o 2 gradi centigradi.

"Abbiamo urgentemente bisogno di tenere a freno il cambiamento climatico, se vogliamo salvare vite come quelle perdute in modo tragico di recente e prevenire eventi estremi ancora più gravi in futuro", conclude.

L'analisi di MeteoSuisse

Anche MeteoSuisse fa riferimento sul suo blog al surriscaldamento globale, sia pure combinato a fattori 'congiunturali': "Le temperature estreme possono essere attribuite alla presenza di sistemi atmosferici ostruenti", si spiega. "In genere, i sistemi depressionari si spostano da ovest a est e sono pilotati dai Jet Stream (correnti a getto, venti molto forti ad alta quota). Secondo Dann Mitchell dell'Università di Bristol, quest'estate il flusso dei getti è estremamente basso, il che può spiegare la persistenza delle alte pressioni per periodi prolungati. Il professor Adam Scaife, dell'Ufficio meteorologico britannico, chiama in causa anche le temperature superficiali dell'Atlantico settentrionale, che variano con una periodicità di diversi decenni, tra i 40 e gli 80 anni (oscillazione atlantica multidecennale). Le condizioni sono simili a quelle in 1976, con effetti più pronunciati che possono essere attribuiti all'aumento dei gas ad effetto serra durante i 40 anni scorsi, secondo il parere di Tim Osborn, direttore di ricerca al reparto di ricerca del clima dell'università di East Anglia. Anche se non è possibile attribuire singoli eventi al cambiamento climatico, gli episodi di forti precipitazioni e di calore estremo diventano più frequenti con l'aumentare dei gas serra".

Record soffocanti

MeteoSuisse offre anche un interessnte riepilogo dei record di caldo registrati nelle ultime settimane: "La Svezia sta vivendo un'insolita siccità dopo mesi senza pioggia. Questa siccità è stata esacerbata da temperature elevate. Si sono sviluppati molti incendi boschivi che hanno richiesto l'evacuazione della popolazione. Le temperature hanno superato i 30° nel Circolo Polare Artico e la Norvegia ha registrato un record di 33,5° a Bardufoss il 17 luglio e anche le temperature minime sono state alte: a Makkaur il 18 luglio non si è scesi sotto i 25,2° C. Anche in Inghilterra sono scoppiati incendi di torba a causa della siccità. Solo 47 mm di pioggia erano caduti dal il 1° giugno fino al 16 luglio. Tutto questo è causato da una situazione di blocco, ossia il mantenimento di un anticiclone stazionario tra l'Africa settentrionale e la Scandinavia. Quanto alla depressione, essa è rimasta ferma sopra il Nord Atlantico".

E ancora: "La temperatura più alta mai misurata sul continente africano è stata raggiunta il 5 luglio a Ouargla, in Algeria, con 51,3° C. Temperature più elevate sono state misurate, ma non da una rete di misura affidabile e omologata. Il record delle temperature notturne più calde è stato stabilito il 25 giugno a Quriyat, sulla costa dell'Oman, dove il termometro non è sceso al di sotto dei 42,6° C. Altri valori estremi sono stati misurati quest'anno: il record di temperatura massima di aprile è attribuito al Pakistan, con 50,2°, mentre la temperatura più calda mai registrata a Taiwan si è avuta il 10 luglio con 40,3°. In media questa è stata l'estate più calda in Nuova Zelanda e altri record sono stati battuti, in Russia, Stati Uniti, Canada, ecc. Anche il Giappone sta vivendo un'intensa ondata di calore, con 20 delle 927 stazioni che registrano valori superiori a 35°. Il 23 luglio le stazioni di Oume e Kumagaya hanno misurato nuovi record di temperatura con 40,8° e rispettivamente 41,1°. Il paese ha inoltre subito le peggiori inondazioni e frane degli ultimi decenni, tra il 28 giugno e l'8 luglio".

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