Dal Roof

Sanremo, Marco Masini: ‘Ancora qui dopo trentasei anni, è un sogno’

Il grazie a Fedez, con lui nel Roof dell'Ariston. Il rapper: ‘Un onore condividere l'esperienza con un mostro sacro’. E intanto ‘Male necessario’ vola

(Keystone)
28 febbraio 2026
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Le facce sono quelle di chi ha dormito un paio d’ore. Masini ha barba e occhiali che possono mitigare, Fedez no, e arrivano scuse dal buon tasso ironico. L’incontro era previsto nel pomeriggio di ieri, ma le prove della serata delle cover scombinano ogni anno gli incontri pubblici. Il ‘Male necessario’ di Fedez & Masini vola alto nelle classifiche e nei pronostici. Marco: “Dopo 36 anni (‘Disperato’, 1990, primo nelle Nuove proposte, ndr), per me è un sogno essere ancora in un Festival di Sanremo con tutta l’evoluzione che hanno subìto la musica, la tecnologia e il mondo. Salire su un palco con ragazzi di vent’anni è come se tutto tornasse indietro. Ringrazio Federico per avermi dato la possibilità di farlo con lui. Questa cosa mi ha riempito gli occhi, il cuore, e mi ha aiutato a scoprire di nuovo la musica”.

Fedez: “È un onore condividere questa esperienza con un mostro sacro come Marco. Sin da ‘Bella stronza’ (lo scorso anno nella serata dei duetti, ndr) abbiamo trovato una complementarietà. All’interno di questo brano c’è un pezzo di ognuno di noi due. Il suo contributo è stato fondamentale per dare struttura a questa canzone che, senza di lui, sarebbe stata molto diversa”. E ancora: “Sono colpito dalla calma serafica di Marco dietro le quinte, di fronte a me che ho sempre sentito la pressione del palco. Ha una tecnica per stemperare che ha fatto breccia su di me, ed è il parlare di calcio. Oggi sono un esperto di Fiorentina.

Nessuna voglia di riscatto

Storia comune per certi tratti quella dei due in gara, amati e odiati, a volte ripudiati. Masini: “Ho iniziato a fare questo mestiere quando nemmeno esisteva il mezzo di comunicazione più importante oggi per mettere in chiaro le cose o difendersi da qualcuno. Bisognava prenotare spazi in tv, a volte te li negavano. Ora vedo tutto in maniera diversa”. Ma la coppia Fedez & Masini, dice il secondo, non è nata per voglia di riscatto. Fedez: “La cosa non è comparabile. In passato Marco ha subito vessazioni indicibili (la stessa vessazione subita da Mia Martini, quella di portare jella, ndr), io invece sono stato il peggior nemico di me stesso. Una cosa che mi ha insegnato lo scorso Sanremo è come la musica riesce molto spesso a spegnere il rumore di fondo. Sono contento di come anche quest’anno si possa andare oltre il parlare delle mie responsabilità al di fuori della musica”. Musica che Fedez sta cercando di rimettere al centro, “consapevole degli errori fatti in passato”. Sulla sua assenza in sala stampa lo scorso anno, quando in piena separazione dalla ex moglie venne a Sanremo a presentare ‘Battito’: “Mi sono sottratto al confronto perché non avrei retto. Ora lo scopo è godere dell’esperienza in pieno”.

Sin dal primo ascolto, ‘Male necessario’ deve caricarsi del peso dei pronostici. A chi gli chiede se non abbiano paura di entrare papi e uscire cardinali, Fedez risponde: “Non siamo mai nemmeno entrati in seminario. Nel momento in cui il brano arriva alle persone è già una vittoria. Non nego che saremo contenti di qualsiasi cosa arrivi”. Masini: “Cercate di guardarla dalla mia parte: con Fedez sono primo nella classifica FIMI e ieri ero primo su Spotify. A 61 anni posso essere triste solo perché non ho figlio da far sentire orgoglioso di me. Io arrivo dall’aver registrato la traccia guida di ‘Si può dare di più’, ero il garzone di Giancarlo Bigazzi, nel cui studio vedevo arrivare tutti i più grandi, da Mia Martini a Morandi, Ruggeri e Tozzi, Raf. Essere stato primo su Spotify è stato un miracolo, mi sento l’uomo più felice del mondo”.