Sanremo

Sarà per sempre Sal (Sanremo, terza serata)

Nella notte di Eros Ramazzotti e Alicia Keys, canta il napoletano e se ne scende il teatro. Nella top 5 anche Arisa, Sayf, Luchè e Sal Da Vinci

Sal Da Vinci
(Keystone)
27 febbraio 2026
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Anche la terza serata del Festival ha il suo verdetto. I cinque vincitori di tappa sono i seguenti: Arisa, Sayf, Luchè, Serena Brancale e Sal Da Vinci

Un passo indietro

Ha vinto Nicolò Filippucci, ma una carriera davanti ce l’ha non di meno Angelica Bove, due volte premiata dalla critica, con il Mia Martini e il Lucio Dalla, una specie di plebiscito. Questo è l’esito della gara delle Nuove proposte, ad aprire la terza serata del 76esimo Festival della canzone italiana, rapido nel passare dal futuro al presente della gara con i sempre felici Maria Antonietta e Colombre (‘La felicità e basta’), ad aprire la sfilata dei quindici, sottoposti al voto di televoto e radio. Irina Shayk è il momento bellezza: scala, baciamano, lei bellissima e il presentatore sfigato, gli annunci in italiano in 24 ore e i cambi d’abito (un classico, e anche un poco stantìo). Sdrammatizza Laura Pausini, che è tra gli artisti che la bella Irina ascolta in cuffia: “Ha anche le orecchie perfette!” (fine del momento bellezza).

Da tre giorni leggiamo “la felpa con il nero dell’eyeliner” ovunque e speriamo che sia solo un brutto sogno, e invece è ‘Naturale’ di Leo Gassmann. Gli ruba la scena Giulio Rapetti in arte Mogol, 1'700 canzoni depositate alla Siae, 523 milioni di dischi, uno che la Siae se la potrebbe comperare. Quasi novant’anni, è anche grazie ai suoi testi se siamo tutti qui, cantanti e non. Sfilano i suoi Sanremi da ‘Una lacrima sul viso’ a ‘Se stiamo insieme’, e altro materiale d’archivio, sempreverdi che il pubblico della galleria – siamo saliti lì, per cantare ‘Adesso tu’, ma non è ancora il momento – canta a memoria, anche la signora alle nostre spalle, la cui intonazione precaria dà un senso all’invenzione dell’Auto-Tune.

KeystoneMogol

Virale

Ecco Malika Ayane col microfono a filo, come negli anni Novanta di ‘Animali notturni’, ecco Lapo Elkann (Ubaldo Pantani) a rinverdire, per tempi e capacità d’improvvisare, i fasti di Fiorello. Ecco Laura che canta ‘Heal the World’ tra i bimbi del Piccolo coro dell’Antoniano e gli omologhi di Caivano. Per entusiasmo, Sal Da Vinci fa di Michael Jackson un sol boccone e alla fine di ‘Per sempre sì’, come si dice in questi casi, “se ne scende il teatro”. Sopraffatto, il Da Vinci lascia il palco in lacrime. Il video della canzone, nel frattempo, è già virale.

Ecco Tredici Pietro in ‘Uomo che cade’, è la seconda esibizione e dunque sono Quindici. Ecco Raf che canta Raf (‘Ora e per sempre’), ecco il momento tanto atteso: possiamo finalmente cantare ‘Adesso tu’, ma Eros Ramazzotti ormai anticipa le parole più di Amedeo Minghi e non è proprio un cantare all’unisono. All’unisono è l’entusiasmo, che diventa comicità quando il pianoforte di Alicia Keys fa le bizze. Nel fuorionda: “Credo di avere staccato la spina al piano”, dice Eros. Il tempo della pubblicità e nasce ‘L’aurora’, il duetto. Alicia resta e il salto da ‘Empire State of Mind’ a ‘Meglio di me’ di Francesco Renga è un mezzo inciampo.

KeystoneAlicia Keys ed Eros Ramazzzotti

Tu ci piaci tanto

Ascoltiamo di nuovo ‘Avvoltoi’, il trattato di cacofonia di Eddie Brock, e in un attimo siamo sulle vette più alte con Serena Brancale, dal look morigerato ma la voce sempre in grande spolvero. La ‘Magica favola’ di Arisa consolida la grandezza dell’impianto generale, Michele Bravi conferma la grandezza di ‘Prima o poi’ e dell’esecuzione. Luchè è sempre perso nel suo ‘Labirinto’, Mara Sattei nella progressiva impalpabilità di ‘Le cose che non sai di me’. Con la pregevole canzone e tutte le sue insicurezze da palco, Sayf (‘Tu mi piaci tanto’) ci piace tanto.

Extra musica: Pantani su tutti, i The Kolors con Fru e Max Pezzali, sempre dalla nave insieme all’Uomo Ragno. La promozione del film di turno è uno spreco di talenti, quelli di Virginia Raffaele e Fabio De Luigi, in una cosa musical-comica rimasta solo musical.

È notte ma non troppo fonda. Sanremo si prepara alla serata dei duetti, e sarà di nuovo l'alba. Mario Biondi già gira per la città da ore, Tullio De Piscopo ha partecipato al flash mob improvvisato in suo onore: “Scusi, chi è?”, chiede una giovanissima. “Tullio De Piscopo”, rispondiamo. “Scusi?”. Ma qualcuno accenna ‘Andamento lento’. “Ah, ho capito”. Potere della lirica.