Sogno o son Festival

Peppe Vessicchio e il bene necessario

Storie di musica e amicizia in ‘A te… Peppe’, il ricordo del Maestro scomparso lo scorso novembre, ospitato nella sua Casa Sanremo

(Keystone)

La figlia Alessia è rimasta due giorni nella ‘Casa Vessicchio’, luogo temporaneo in riva al mare intitolato al Maestro, che gira in forma di fumetto sulle portiere dei van neri che attraversano la città dei fiori durante il Festival. A Casa Sanremo, un tiro di schioppo da Piazza Manzoni, è programmato ‘A te… Peppe’, il ricordo di “Peppe e non Beppe” Vessicchio, specifica Vincenzo Russolillo, che di Casa Sanremo è presidente. “Ha vissuto questo posto come il suo rifugio, pure nei giorni in cui non dirigeva, viveva qui passioni anche non legate alla musica, come il cibo, il vino e i pomodori”. L’autobiografia di Peppe Vessicchio s’intitola, non a caso, ‘La musica fa crescere i pomodori’ (Rizzoli), uscì nel 2017 con al suo interno un piccolo trattato sull’influenza delle vibrazioni sonore sul metabolismo delle piante.

“Ci siamo conosciuti che ero ‘piccolo’, io produttore musicale di ‘Amici’ e lui direttore”, ricorda commosso Andrea Rizzoli, manager e socio del Maestro, tra gli ospiti dell’incontro. “Una delle sue caratteristiche era la curiosità, da giovane lo chiamavano ‘l’anziano Vessicchio’, come se il suo esser saggio gli avesse tolto di torno ogni distrazione terrena, per farlo andare in profondità. Peppe era un gigante della conoscenza ma, allo stesso modo, si metteva al livello e in ascolto di chiunque, musicista o contadino, affascinato dalla cultura della singola persona. Ci siamo interrogati spesso su questo suo successo, in un’epoca nella quale tutti ostentano una presenza, una conoscenza”. E quanto alla presenza: “Camminare per Sanremo durante il Festival mi sarebbe stato più facile se fossi stato a braccetto con Freddie Mercury. A volte scappavamo dalle uscite di sicurezza dei negozi, ma Peppe non ha mai detto di no a una foto”.

All Night Long

A Casa Sanremo, per parlare del napoletano Vessicchio, la musica è rappresentata da due suoi conterranei. “Avevo vent’anni”, dice Enzo Campagnoli, che quest’anno dirige l’orchestra per Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini e Samurai Jay. “Mi mandò a chiamare attraverso Maurizio Pica, l’amico di tante battaglie che gli disse ‘ci sta uno scugnizzo...’, e Peppe rispose ‘portamelo’. Da quel giorno per 37 anni non ci siamo più separati”.

L’aneddoto: “Eravamo a Milano, a Canale 5 per ‘Note di Natale’. Ci dissero che il giorno dopo sarebbe arrivato Lionel Richie per cantare ‘All Night Long’. Lavorammo tutta la notte per far sì che all’indomani, sui leggii dell’orchestra, ci fosse la partitura di quella canzone. Peppe sapeva coinvolgere i suoi collaboratori e rispettarli, mettendoli davanti a sé nei ringraziamenti pubblici quand’era il caso, una cosa che non tutti farebbero”. E ancora: “A vent’anni, a Roma scrivevo le musiche per lui, e lui mi dava in mano l’orchestra. Diceva ‘le hai scritte tu, provale tu’, e mi faceva verificare in tempo reale se tutto funzionasse”.

Cosa farò da grande

“Anche io avevo vent’anni”, racconta Adriano Pennino, quest’anno sul podio per Sal Da Vinci e Luchè. “Ho vissuto con lui il momento del cosa farò da grande, come la canzone che arrangiò per Paoli. C’era chi giocava a biliardo e andava in discoteca e chi come me viveva praticamente con Peppe in uno studio a Posillipo tra mille progetti. Stavi lì dentro per ore e non ne venivi a capo, poi alle quattro del mattino lui ti suggeriva due note e ti si apriva il mondo”. Pennino parla di “cerchio magico”, quello che Vessicchio ha saputo creare intorno a sé, “un insieme di persone che ognuna a modo suo ha fatto carriera”.

Nel chiudere l’incontro, Russolillo parla di proposte per mantenere il Maestro in vita. “Un momento da definire, che possa essere a Sanremo o in Campania, non necessariamente un premio”. Nell’attesa, lasciamo Casa Sanremo in direzione del Roof. Sul palco di Piazza Colombo, di pomeriggio festosa come di notte, ci sono Masini e Fedez. È solo suggestione ma ci pare di sentire qualcuno che annuncia ‘Il bene necessario’. “Dirige il Maestro Peppe Vessicchio”.

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