Spettacoli

Giornate fotografiche di Bienne registrano 15'000 visitatori e bilancio "estremamente positivo"

Tre settimane in 14 siti sul tema della vulnerabilità, con quattro assi tematici; il festival guarda al 30° anniversario e ai 200 anni della fotografia

31 maggio 2026
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Le Giornate fotografiche di Bienne si sono concluse oggi con un bilancio definito "estremamente positivo" dagli organizzatori. Nel corso di tre settimane circa 15'000 visitatori hanno potuto scoprire le mostre, le installazioni, le proiezioni e gli eventi proposti in 14 siti della città bernese, con il tema della vulnerabilità come filo conduttore.

La vulnerabilità non era intesa come una debolezza individuale, ma come una condizione condivisa, sociale e politica. La programmazione si è articolata attorno a quattro assi: i racconti della migrazione e dell'ospitalità, i femminismi e le politiche del corpo, le ecologie affettive e le relazioni con il vivente e infine i gesti artistici riparatori in cui l'immagine è uno spazio di resistenza.

Secondo gli organizzatori, le Giornate fotografiche di Bienne si sono affermate come una piattaforma impegnata, attenta alle forme contemporanee del documentario, alle politiche della memoria e alle narrazioni emergenti che caratterizzano la nostra epoca. Lo affermano in un comunicato diramato stasera.

Questa edizione ha inoltre ricordato quanto i festival indipendenti svolgano un ruolo cruciale nel mantenere spazi di dialogo, di pensiero critico e di creazione, nonostante le condizioni economiche sempre più fragili per il settore culturale.

L'anno prossimo, in occasione dei 30 anni del festival e dei 200 anni della fotografia, le Giornate fotografiche di Bienne si concentreranno sulle questioni del tempo, della memoria e della stratificazione delle immagini, affrontando temi quali gli archivi, le sparizioni, le trasmissioni, le riattivazioni o ancora gli immaginari futuri.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni