cosa-ne-penso-di-sanremo-e-sicuro-di-volerlo-sapere
Una rara immagine del dottor Betto Covidelli, figura controversa del mondo medico ma anche del mondo delle figure (© laRegione)
ULTIME NOTIZIE Culture
JazzAscona
9 ore

Adonis Rose: ‘Che Ascona diventi un crogiolo, come New Orleans’

Musicista dalla carriera straordinaria, Adonis Rose è il coordinatore musicale delle due città. Tre anni dopo, torna con un’orchestra da Grammy
Scienze
9 ore

Sull’Etna come sulla Luna: Interact si prepara all’esplorazione

Le pendici del vulcano come luogo di allenamento e simulazione del rover in vista della missione sul satellite per prelevare campioni da analizzare
Culture
10 ore

Da Hassler a Chesnokov alla Cattedrale di Lugano

Sabato 2 luglio alle 20.30 il Coro St. John’s Voice, diretto da Graham Walker
Culture
11 ore

‘Brahms, il progressista’ al Montebello Festival

Una conferenza in onore del 125° anniversario dalla morte di Johannes Brahms, alla Biblioteca cantonale di Bellinzona martedì 5 luglio alle 18.30
Scienze
13 ore

La depressione postnatale può colpire i genitori simultaneamente

Una revisione dei dati globali rileva che circa una madre e un padre su 30 soffre del “baby blues”, che colpisce spesso entro l’anno di vita del bambino
Arte
13 ore

Lo Spazio Officina per i ‘Libri d’artista svizzeri’

La presentazione del volume curato da Susanne Bieri farà tappa unica a Chiasso, giovedì 7 luglio, dalle 18
Spettacoli
14 ore

Violoncello solo: concerto di Mattia Zappa

L’appuntamento è per domenica 3 luglio nella chiesa di Santo Stefano a Miglieglia. Il musicista locarnese proporrà fra le altre pagine di Bach
Spettacoli
15 ore

Al JazzAscona un omaggio alle tastiere di Joe Zawinul

Martedì 28 e mercoledì 29 giugno, il festival musicale propone oltre 30 appuntamenti, fra cui un concerto gospel e laboratori di burlesque
Video
Musica
20 ore

Julian Fiorentino Iorio, Lugano’s Got Talent

Dieci anni da compiere, innamorato di Charlie Parker, suona il sax come uno navigato. Sabato scorso la Smum lo ha applaudito
Culture
23 ore

Il coraggio di Lilly, che ad Ascona accolse migliaia di bambini

Intervista a Mattia Bertoldi, autore del romanzo storico sulla donna zurighese che diede rifugio a quattromila giovani in situazioni difficili
Musica
1 gior

A JazzAscona la serata dei canadesi The Dead South

L’energico bluegrass rock della popolare band, i ticinesi Freddie & The Cannonballs, un workshop per trombettisti. Tutto il programma di lunedì 27.
Spettacoli
1 gior

A San Bernardino il Floating Notes Festival 2022

La seconda edizione, il 22 e 23 luglio, firmata da Kety Fusco con diversi artisti svizzeri
Arte
1 gior

L’Fbi sequestra 25 Basquiat da un museo in Florida

Le autorità sospettano che i quadri non siano autentici. Una volta conclusa la rassegna, avrebbero dovuto partire per l’Italia
Scienze
1 gior

Gli esseri umani cercano amici che abbiano il loro stesso odore

Uno studio mostra che le persone che hanno un odore simile hanno maggiori possibilità di andare d’accordo
Estate giallo-nera
2 gior

Attraente e inquietante, la Milano di Giorgio Scerbanenco

‘Traditori di tutti’, una scrittura dinoccolata come la figura dello scrittore, e che non somiglia a nessun’altra
Microcosmi
2 gior

Transiti, nove e dieci

Da Ponte Chiasso terra di mezzo verso Monte Olimpino, poi il lago di Como. Fuggire per tornare a se stessi, così come fugge Travis...
Fotografia
2 gior

Il Monte Generoso di Catania

Istantanee da ‘My Generoso. Una Montagna per Amico’ al Fiore di Pietra, mostra del fotografo italiano Yuri Catania, che dal 2018 vive a Rovio
Letteratura
2 gior

Harry Potter, i venticinque anni di un maghetto bestseller

Oggi è il compleanno della saga di J. K. Rowling che ha cambiato l’universo del fantasy per ragazzi, incantando il mondo intero
Culture
3 gior

La scienza su libreo.ch, piattaforma dell’editoria svizzera

Raggruppa editori che pubblicano lavori nel campo delle scienze umane. Incluse le Edizioni Casagrande, da luglio
Sogno o son Festival
01.02.2022 - 10:16
Aggiornamento: 03.02.2022 - 10:34

Cosa ne penso di Sanremo? È sicuro di volerlo sapere?

Rispondono un regista-autore, un fotografo-scrittore, una giornalista, una arpista, un direttore di teatro e un medico negazionista. Ticinesi

Quelli che non t’aspetti e quelli che Sanremo proprio non lo aspettano. Nomi noti del Ticino legato alla musica – con digressione finale sulla medicina alternativa – si confessano. Ma nemmeno troppo.

Flavio Stroppini (autore, scrittore, regista) – Mi immagino tutti i bacchettoni che scorreranno scocciati queste righe, tra una rilettura di Proust e un Nocturne di Chopin… Eh già, dicono che il manuale del vero intellettuale vieti di guardare tutto ciò che fa 10% in più di share… Dunque Sanremo non esiste. Pop e commerciabilità sono l’antitesi di autorialità e valore artistico. Io invece, ogni tanto, mi metterò in poltrona, e diventerò un po’ critico e un po’ tifoso. Sbadiglierò dalla noia e commenterò con sarcasmo. Tanto sono solo canzonette.


Flavio Stroppini (Ti-Press)

Elisa Netzer (arpista) – Nel mio ambiente (quello classico) si prova un po’ di vergogna ad ammetterlo, ma confesso di seguire Sanremo, anche con un certo diletto. Anzi mi spingo oltre: provo un certo fastidio nel leggere gli inevitabili post sui social media di chi dall’alto della propria cultura insulta cantanti, canzoni e spettatori. Se Sanremo davvero fosse una gara in cui decretare quale cantante e quale canzone incarni il nuovo faro della musica occidentale allora potremmo ridiscuterne e dire che la cometa approdò a Eisenach nel 1685 quando nacque Bach, dopo di lui difficile brillare altrettanto. Ma Sanremo, per me, è invece un racconto sonoro di una fetta di mondo in cui vivo, un festival del costume e l’espressione di un tempo. Come tale, lo guarderò con piacere.


Elisa Netzer (Ti-Press)

Alessio Pizzicannella (fotografo, scrittore, regista) – Se non lo prendi sul serio è molto divertente. Incontri gli artisti, uffici stampa e discografici con i quali lavori durante l’anno. Ceni a orari assurdi a tavolate assortite con i personaggi più improbabili. È voyeurismo spinto. Poi ci sono anche quelli che invece lo prendono maledettamente sul serio. A essere onesti sono proprio loro a farti fare gran risate.


Alessio Pizzicannella (© Giuseppe Toja)

Natascia Bandecchi (giornalista) – Che ci crediate o no adoro il Festival di Sanremo, praticamente da sempre. Avevo 5 anni, era il 1981 e quell’anno Loretta Goggi con la sua ‘Maledetta primavera’ mi rapì. Da allora ne sono passate di edizioni: dalla macchina da spostare di Francesco Salvi alle roteanti chiappe di Elettra Lamborghini passando per il ‘Vento senza nome’ di Irene Grandi (la mia preferita forever) e, come non citare Diodato con la meravigliosa, no, non quella che fa rumore, ma ‘Adesso’? Quest’anno per chi voto? A scatola chiusa: La Rappresentante di Lista. P.s. Il mio sogno nel cassetto è andarci da inviata… così potrò incontrare uno dei miei idoli: “Dirige l’orchestra… il maestro Beppe Vessicchio”.


Natascia Bandecchi (Facebook official)

Gianfranco Helbling (direttore del Teatro Sociale) – Naturalmente del festival di Sanremo penso e soprattutto dico tutto il male possibile: è nazionalpopolare, quindi banale, piatto, un condensato di luoghi comuni. Salvo poi canticchiarne quasi tutto il repertorio degli anni della mia adolescenza (“ma che orrore!”, pensavo allora), oltre a molti brani degli anni precedenti e molti meno degli anni seguenti. Oggi ancora giuro e spergiuro che Sanremo non lo guardo, se non magari per vedere qualche abito di scena. Ma certamente non per le canzoni. Salvo consumare il tasto replay per andare a sentire questo o quel brano che parrebbe imperdibile. Sono certo però che le canzoni sanremesi della mia adolescenza erano di tutt’altro livello, ad eccezione ovviamente di ‘Zitti e buoni’ dei Maneskin. Me lo confermano i miei figli adolescenti. Che infatti, giurano, il festival della canzone italiana, “papi ma che orrore!”, proprio non gli interessa. Salvo accorgersi che i Maneskin sono a Sanremo. E scoprire così, oh onta!, di condividere un inconfessabile segreto con il papà. Oltre a un piccolo repertorio di canzoni da canticchiare assieme quando nessuno ci vede.


Gianfranco Helbling (Ti-Press)

Dott. Betto Covidelli (figura controversa del mondo medico ma anche del mondo delle figure) – Da quando un complotto internazionale sabotò la mia candidatura – la canzone era ‘Grazie dei fiori di Bach’, vi ricorderete – boicotto il Festival: mi ripugnano le big star, il red carpet, gli special guest, il mainstream, i green pass, le big pharma, il lip sync, l’autotune… Guardi, in questa settimana preferisco chiudermi in ambulatorio, al buio, e mugolare motivi d’amore, un po’ Tenco un po’ Povia. Quest’anno però sono combattuto. Da una parte non voglio darla vinta ai grandi registi del terrore pandemico, ai burattinai del controllo globale, ai direttori d’orchestra dell’oppressione! Dall’altra… – ‘spetta, cosa stavo dicendo? Ah sì, la grappa! – No, cioè, dicevo: dall’altra parte quest’anno c’è Donatella Rettore, e questo ovviamente cambia tutto. Abbiamo speso un sacco di soldi dell’Associazione che presiedo, Stagnola 22, per riuscire a portare sul palco qualcuno che finalmente possa dire la verità: che il vaccino non è un vaccino, il cobra non è un serpente e Covidelli non è un demente. Ma ora basta, i poteri forti ci ascoltano! P.S. Comunque quest’anno bruciano la Zanicchi al primo scrutinio poi vince Mattarella, me l’ha detto mio nipote che fa la scuola dei corazzieri.


Il dottor Betto Covidelli (© laRegione)

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
betto covidelli festival sanremo
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved