Achille Lauro (Fonte: Rai)
Sanremo
06.02.2019 - 01:060
Aggiornamento : 03:07

Baglioni atto secondo, buon gusto dal tramonto all’alba

La sala stampa canta a memoria ‘Rolls Royce’ come un’anno fa ‘Una vita in vacanza’. Se tanto ci dà tanto…

Il meccanismo del voto viene oliato nel pomeriggio, così scorrevolmente che Alexander della stampa slovena dice “ma non si poteva creare un gruppo in Facebook e fare un bel sondaggio?”. L’acquario dei giornalisti chiamato ‘Roof’ è già affollato come fosse la finale, sedie in più per quella che pare la più riuscita delle feste di compleanno. Apre ‘Via’, con il trio Baglioni-Raffaele-Bisio in pizza a un trampolino nel mezzo delle onde create da una scenografia (davvero) mai vista. Il pistolotto del Claudio nazionale sullo yin e lo yang, più conciso dello scorso anno, è chiuso da un “Buon viaggio, buon viaggio a tutti voi”.

Grande zio (il Festival è giovane)

Nel Roof qualche migliaia di device accesi (“device”, il Festival è giovane, usiamo termnini giovani) e “l’internet” è molto lento. In tutta questa giovinezza, qualcuno ha pensato bene di installare una serie di amplificatori sopra le teste della stampa estera, mentre dalle case di qualche italiano giunge notizia che l’audio in tv non sarebbe granché. Apre Renga con ‘Aspetto che torni’, accolto da un ‘sei bellissimo’, ma la prima ovazione è per Nek con ‘Mi farò trovare pronto’. E così è stato, “grande zio” (il Festival è giovane, usiamo termini giovani). Lo splendido incubo di Zen Circus (‘L’amore è una dittatura’), poi i tre de Il Volo danno baci all’anima e noi rivalutiamo ‘Musica che resta’ (“Non s’interrompe un applauso”, dice Bisio).

Prendi questo chiodo, figlio

Alle 21.39 va in scena un momento da teche Rai, con Bocelli in ‘Il mare calmo della sera’, col Baglioni duettante in un religioso e intonato passo indietro. A margine, babbo Andrea passa il chiodo in pelle del 1994 al figlio Matteo e su ‘Follow me’ (in vetta a tutte le classifiche del globo terracqueo), completando il passaggio di consegne aperto dal brano ‘Follow me’. E poco dopo, insieme al rapper romano Rancore in ‘Argento vivo’, Daniele Silvestri aggiunge un altro mattone alla strada aperta da ‘L’uomo col megafono’. E il Roof scalda le mani. Lo stesso fa Bisio con i testi di Serra: “Passerotto non andare via era un’esortazione agli immigrati, e la cosa grave è che Baglioni l’ha detto trent’anni prima che arrivassero”. E vai con “Migravamo come due gabbiani” e altri calembour tratti dal repertorio baglioniano e calati nel presente. Crozza nel 2014 che invitava gli italiani all’autostima è lontano, ma nemmeno tanto.

I will always love Giorgia

‘Bohemian Rhapsody’ vs ‘Mary Poppins’, con ‘Sister act’ sullo sfondo è il mash-up che mette inseme il talento di Pierfrancesco Favino con quello di Virginia Raffaele, alla ricerca del musical dell’anno. Paola Turci eroica anche giù di voce ne ‘L’ultimo ostacolo’, i BoomDaBash prenotano slot radiofonici con ‘Nemmeno per un milione’ fino all’estate, Patty Pravo e il nipotino Briga sono più forti dei problemi tecnici in ‘Un po’ come la vita’. Un Cristicchi emozionato si prende cura di noi fino a che Giorgia torna nei suoi elementi naturali, l’Ariston e la ballad: omaggia Whitney Houston in ‘I will always love you’, dopo avere messo insieme ‘Le tasche piene di sassi’ e ‘Una storia importante’.

La sala canta ‘Rolls Royce’

Quando arriva Achille Lauro, la sala stampa canta a memoria ‘Rolls Royce’ come un anno fa cantò ‘Una vita in vacanza’, producendosi in danze e sculettamenti da Dj che mette il latino-americano. Si rende omaggio al Quartetto Cetra prima di ascoltare in rapida successione Ghemon, Einar ed Ex-Otago. Mezzanotte e quaranta minuti è un orario troppo in là per apprezzare vestito e avvenenza di Anna Tatangelo nell’esibizione n.2000 della storia del Festival, impeccabile, quasi troppo. Il secondo ascolto ci fa scrivere "che bravo Enrico Nigiotti" e la sua 'Nonno Hollywood'. Lo stesso vale per Mahmood con 'Soldi', che, adesso l'abbiamo capito, è world music.

Chiudiamo con la frase della serata, che vale un biglietto in prima fila. È di Virginia Raffaele: «Salutiamo i Casamonica!».

P.s. Noi andiamo al Dopofestival a vedere che aria tira. Tanto, a questo punto, chi dorme più…

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