'Cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate' (Nunzio Filogamo, 1951)
Sanremo
01.02.2019 - 06:020
Aggiornamento : 05.02.2019 - 08:13

Ma piove piove sul nostro amor (leggendo i testi di Sanremo)

Sentimenti un po' annacquati, ma con alcune (benedette) eccezioni. Da lunedì prossimo, sul cartaceo e online, appuntamento quotidiano dalla città dei fiori


“Vorrei trovare parole nuove”, cantava 60 anni fa Domenico Modugno in ‘Piove (ciao ciao bambina)’. E come accade da qualche anno a questa parte, quando i testi dei brani in gara al Festival sono finalmente svelati, proviamo a trovarle anche noi le parole nuove, per capire se l’amore annacquato letto in questi giorni è umidità che la musica si porterà via, oppure piove davvero “sul nostro amor”. Il fatto è che con la qualità garantita dalla gestione Baglioni, commissione artistica di professionisti, non solo gente famosa, negli ultimi anni si fa fatica persino a fare dell’ironia, rimpiangendo i tempi di ‘Uomo bastardo’ di Marcella, ‘Vasco’ di Jovanotti e ‘Italia’ di Mino Reitano.

Niente paura, il sentimento alberga anche in questa 69esima edizione. C’è l’amore complicato di Anna Tatangelo in ‘Le nostre anime di notte’, quello che “allontanarsi non è mai la fine se si ha il coraggio di ricominciare”, e il “ricominciare” scatenerà il gossip per sapere se si parla di Giggino (inteso non come Di Maio, bensì D’Alessio). C’è l’amore da ultrà dei BoomDaBash in ‘Per un milione’, in cui lui aspetta lei “come il gol che sblocca la partita”; c’è l’amore adolescenziale di Einar, vincitore nei Giovani a dicembre e ora nei Big, che in ‘Parole nuove’ cerca di riscrivere l’amore, pur sotto minaccia (“Se te ne vai cancellerò il tuo nome”). C’è l’amore di Ultimo, che ne ‘I tuoi particolari’ cerca anch’egli parole nuove appellandosi al Divino (“Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore”). Schermaglie d’amore adolescenziale arrivano dall’Amica di Maria Federica Carta con il rapper Shade in ‘Senza farlo apposta’, con liriche da Rosamunde Pilcher come “Sei troppo bella per essere vera, ma anche troppo bella per essere mia”. Suggello amoroso di cotanto sentimento, qualche banalità amorosa in ‘Musica che resta’ de Il Volo, complice Gianna Nannini. Alle voci dei Tre Tenores il compito di elevare il concetto “Siamo sole in un giorno di pioggia”.

Zen Circus, Cristicchi, Renga

E poi ci sono quelli che le parole nuove le hanno trovate. E sono The Zen Circus in ‘L’amore è una dittatura’, affresco di umanità di rara bellezza (da leggere per intero). Una garanzia il Cristicchi che canta di fragilità in ‘Abbi cura di me’ (“La natura è un libro di parole misteriose dove niente è più grande delle piccole cose”), il Silvestri di ‘Argento vivo’ (“Ho sedici anni, ma è già più di dieci che ho smesso di credere che ci sia ancora qualcosa là fuori”) e il Renga che ricorda la madre in ‘Aspetto che torni’ (“Mi manca da trent’anni e vorrei dirle tante cose. Che mio padre adesso è stanco. E forse sta per arrivare”). Si parlerà di Enrico Nigiotti che ricorda ‘Nonno Hollywood’ (magari non proprio alla Prévert, “Mi mancano i tuoi fischi mentre stai a pisciare”) e si parlerà, è certo, del padre di una ‘Ragazza con il cuore di latta’ cantata da Irama, sempre che la crudezza del testo – “Linda sentiva i brividi quando quel verme entrava in casa sbronzo” – non sia mercificazione di sentimenti alla ‘C’è posta per te’ (Irama è Amico di Maria). Nulla di quanto letto ha, per ora, la poesia di ‘Stiamo tutti bene’, il piccolo migrante di Mirkoeilcane, pugno allo stomaco datato 2018.

Un quotidiano in riva al mare

Il Premio “In tutti i luoghi in tutti i laghi’ per la frase più assurda bisogna però assegnarlo. Dopo un testa a testa con “Io resto qui a capire come illuminarmi il cuore” in ‘Un po’ come la vita’ di Patty Pravo e Briga, si è deciso di premiare gli Ex-Otago, band che in ‘Solo una canzone’ produce lo “Scoprire nuove tenebre tra le tue cosce dietro le orecchie” (ognuno ci veda quello che preferisce).
Per chi lo vorrà (anche chi lo guarda di nascosto) di Festival scriveremo con “parole nuove” (il concetto, evidentemente, è trendy) e immagini proprio da Sanremo, ogni giorno in pagina e su www.laregione.ch a partire da lunedì prossimo.
Parafrasando Nunzio Filogamo, primo presentatore nel 1951, cari amici vicini e lontani buon Festival, ovunque voi siate.

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