Musica

Addio ad Afrika Bambaataa, pioniere dell'hip hop

È morto all'età di 68 anni in Pennsylvania per le complicazioni legate a un cancro

(Wikipedia/ArturoAlmanza)
9 aprile 2026
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Era considerato uno dei protagonisti assoluti delle origini dell’hip hop e un innovatore dell’electro‑funk. Afrika Bambaataa, all’anagrafe Lance Taylor, è morto all'età di 68 anni in Pennsylvania per cause riconducibili alle complicazioni legate a un cancro. Era nato nel 1957 nel Bronx, cresciuto in un ambiente difficile, segnato da violenza e marginalità. Fece parte dei Black Spades prima di trasformare quella realtà in un progetto culturale alternativo: la Universal Zulu Nation, collettivo che promuoveva collaborazione, creatività e consapevolezza tra i giovani.

Durante gli anni Settanta animò numerosi block party nel South Bronx, contribuendo a definire l’hip hop come movimento culturale completo, fatto di DJ, MC, breaker e writer. Per lui la musica era un mezzo per cambiare le cose, un modo per offrire ai ragazzi un percorso diverso da quello delle gang. Sul fronte musicale fu un pioniere: con tracce come ‘Planet Rock’ (1982), ‘Looking for the Perfect Beat’ e ‘Zulu Nation Throwdown’, mescolò elettronica, funk e hip hop, dando forma al suono electro e influenzando generi come techno e house. Le sue produzioni degli anni ’80 sono tuttora considerate fondamentali per l’evoluzione del breakbeat e della cultura hip hop internazionale.

La sua storia è però segnata anche da ombre: nel 2016 abbandonò la guida della Zulu Nation dopo accuse di abusi sessuali e negli ultimi anni si era allontanato dalla scena pubblica. Nonostante le controversie, la sua impronta sulla musica e sulla cultura urbana resta profonda.

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