Chiasso

So what?!… E allora? Chiasso fa il punto sul jazz

Festival di cultura e musica jazz, 27esima edizione, dal 12 al 14 marzo con il Cinema Teatro trasformato in elegante jazz club

18 febbraio 2026
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“Nel 1959 Miles Davis abbatte muri armonici, apre lo spazio, lascia respirare i suoni. Meno mattoni, più aria. Meno corsa agli accordi, più libertà di restare, fluttuare, raccontare. Anche qui da noi oggi nulla sarà ‘finito’: ponteggi, polvere creativa, idee che rimbalzano. Perché le cose migliori nascono così – tra un’impalcatura e un’intuizione. Lo dice la storia del jazz”. Parole di Jurij Meile, direttore di un Cinema Teatro Chiasso trasformato in elegante jazz club per la 27esima edizione del Festival di cultura e musica jazz, dal 14 al 14 marzo accompagnato da un ‘So what?!…’, e allora?, che è un fare il punto del jazz in tempi di “incertezze perigliose e identità evanescenti”, prendendo in prestito l’espressione con cui nel 1959 Miles Davis diede una scossa provocatoria al jazz. Anche per questo 2026, l’intento è il medesimo di sempre: affiancare interpreti prestigiosi del panorama internazionale – nel Cinema Teatro, dalle 20 in poi – a nomi nuovi e orizzonti musicali ancora da esplorare – nel foyer, intorno alla mezzanotte, caratterizzato da nuova scenografia.

Giovedì 12

Eccoli i nomi dell’edizione n.27. Il 12 marzo alle 20, palco al Francesco Pierotti Quintet, con il contrabbassista e compositore affiancato da Cosimo Boni (tromba), Giovanni Benvenuti (sassofono tenore), Francesco Zampini (chitarra) e Bernardo Guerra (batteria). Pierotti, di formazione classica, si è diplomato in contrabbasso jazz al Conservatorio di Santa Cecillia di Roma nel 2018. Ha dato vita allo Zenith Trio (Enrico Zanisi al pianoforte, Fabio D’Isanto alla batteria) e collabora da tempo in duo e in quartetto con il sassofonista Giovanni Benvenuti. Ha collaborato con Fabrizio Bosso, Enrico Rava, Roberto Gatto, Seamus Blake. Il quintetto formato di recente ha pubblicato alla fine dello scorso anno il proprio debutto discografico ‘Strange, Slightly Romantic Memories’ (Wow Records).

Alle 21.15 sarà la volta di Bro-Henriksen-Rossy, ovvero il trio composto da Jakob Bro (chitarra), Arve Henriksen (tromba, elettronica) e Jorge Rossy (batteria). Bro è un chitarrista e compositore jazz danese attivo dalla fine degli anni Novanta, che ha collaborato con Paul Motian, Lee Konitz, Tomasz Stánko, Thomas Morgan e Joey Baron, e da una decina d’anni pubblica i propri dischi da leader per ECM. Arve Henriksen è considerato un ‘trasformista’ della tromba, per il fondere jazz, elettronica, musica antica e contemporanea e tradizioni nordiche. Innumerevoli le sue collaborazioni: da Arild Andersen, Jan Bang e Maria Schneider fino al gruppo elettronico Supersilent. Il batterista catalano Jorge Rossy ha scritto alcune pagine storiche del jazz contemporaneo in ‘The Art of the Trio’ del pianista Brad Mehldau. Ha collaborato con Wayne Shorter, Lee Konitz, Carla Bley e Joe Lovano. I tre si sono riuniti nel 2020 per dar vita al progetto ‘Uma Elmo’, sulla base di materiale scritto da Bro durante la pandemia. L’album di riferimento, pubblicato da ECM nel 2021, è stato registrato allo Stelio Molo, in collaborazione con Rete Due.

Venerdì 13

James Brandon Lewis (sassofono tenore), arriva a Chiasso venerdì 13 marzo alle 20.45 con il Trio che porta il suo nome. Con lui Josh Werner (basso elettrico) e Chad Taylor (batteria). In ambito mainstream ha collaborato, Lewis ha lavorato con Benny Golson e Wallace Rooney. Suoi mentori sono stati Wadada Leo Smith, Matthew Shipp e, una volta a New York, il contrabbassista William Parker. Tutto questo dopo avere interiorizzato, da teenager, la musica e la cultura hip hop che permeano ‘Days of FreeMan’ (2015), fra i primi album pubblicati. Con musicisti legati all’indie-rock, al funk, al reggae e alla musica etnica ha pubblicato ‘No Filter’ (2016), è passato attraverso il Covid con il Red Lily Quintet per tornare al trio, quello che sarà al Festival di Chiasso, con l’album ‘Apple Cores’.

Sempre di venerdì, ma alle 22.15, un altro trio, quello di Daniel Karlsson (pianoforte, tastiere), completato da Christian Spering (contrabbasso) e Fredrik Rundqvist (batteria e percussioni). Le referenze pianistiche di Karlsson, classe 1973, vanno da Esbjörn Svensson e Bobo Stenson al jazz elettrico, aperto a suggestioni groovy, pop ed elettroniche. In produzioni recenti, come nell’album ‘Sorry Boss’ del 2023, il pianista svedese ha ulteriormente enfatizzato l’ibridazione con altri generi.

E siamo al primo afterhour nel foyer, dove dalle 23.45 opereranno il tedesco Philipp Schlotter (tastiere, elettronica, Fx) e il bernese Fred Bürki (batteria, elettronica), insieme per ME&MOBI, progetto nato una decina di anni fa per combinare ritmiche hip-hop, ambient music, elettronica e improvvisazione. Due gli album pubblicati: ‘AGGLO’ (2018) e ‘Gysenstein’ (2022), quest’ultimo registrato in quattro giorni di isolamento sulle Alpi svizzere.

Sabato 14

Apre, alle 20.45, il Tilo Weber Quartet, formato da Laure Boer (voce, elettronica, noise), Mathilde Vendramin (violoncello), Lucas Leidinger (clavicembalo, synthesizer) e colui che al quartetto dà il nome, Tilo Weber (batteria, contrabbasso), bandleader nato ad Aquisgrana nel 1990, erede della scuola della musica improvvisata tedesca nata negli anni ’60. A Chiasso presenterà in quartetto lo sviluppo del suo progetto ‘Tesserae’, un incontro tra antico e moderno testimoniato già dalla strumentazione: il clavicembalo accanto alle odierne tastiere e ai controller elettronici.

Alle 22.12 spazio a Mammal Hands, ovvero Jordan Smart (sassofoni, elettronica), Nick Smart (pianoforte, elettronica) e Rob Turner (batteria, elettronica), trio che insieme a GoGo Penguin, Matthew Halsall, Portico Quartet e altre compagini britanniche sta ampliando i confini del jazz. Formatosi a Norwich nel 2012, il gruppo ha pubblicato nel 2025 il suo sesto album, ‘Circadia’, per la tedesca ACT.

Alle 23.45 l’ultimo afterhour, affidato a Elf Traps, e cioè a Rob Turner (batteria, elettronica) e Liviu Gheorghe (synth, tastiere, elettronica), duo britannico di elettronica e jazz nato a Manchester per fondere ritmi elettronici, spiritual jazz, breakbeat, texture ambientali e bassi jungle.

Rete Due registrerà tutti i concerti sul palco del Cinema Teatro. Info: www.centroculturalechiasso.ch.

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