Culture

Film Festival Diritti Umani Lugano: il Miglior film è Promised Spaces

L'opera di Ivan Marković ‘crea un’atmosfera straordinaria di società distopica’. A ‘Effondrement’ (Collapse) di Anat Even il Premio ONG. ‘Trop c’est trop’ di Elisé Sawasawa il Premio del Pubblico

Film Festival Diritti Umani Lugano: il Miglior film è Promised Spaces
Dal film di Ivan Marković
(FFDUL)
17 ottobre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

‘Promised Spaces’ di Ivan Marković, film a metà tra finzione e documentario ambientato nella Cambogia contemporanea, è il Miglior film del Film Festival Diritti Umani Lugano 2026. Lo ha deciso la Giuria composta dalla produttrice Gudula Meinzolt (Svizzera, Germania), dal curatore e programmatore cinematografico Dimitris Kerkinos (Grecia) e dalla regista Robin Petré (Danimarca). La motivazione: “Un’opera che crea un’atmosfera straordinaria di società distopica, affrontando lo scontro tra diverse classi sociali e contesti. Questo film ibrido, con grande maestria e senza imporre messaggi semplicistici o univoci, ci invita a riflettere sullo stato delle relazioni umane. Al tempo stesso, ci spinge a considerare come interferiamo con la natura, rendendo interi ecosistemi irriconoscibili. L’alienazione che attraversa tutto il film è sottolineata da un approccio visivo e compositivo” (in replica domani al Cinema Iride alle 14.30).

‘Effondrement’ (Collapse) di Anat Even ha vinto il Premio ONG, assegnato anche quest’anno da Amnesty International Svizzera. La giuria composta da Larissa Mettler (copresidente del Comitato esecutivo di Amnesty International Svizzera), Moira Bubola (giornalista RSI) e Jean-Marie Banderet (storico e giornalista). “Le voci del film e le sue immagini – recita la motivazione – si uniscono come esperienze e prospettive differenti, simili ai pezzi di un puzzle, per mostrare il collasso morale di una società quando il suo esercito porta avanti l’annientamento sistematico di Gaza”. Girato nei pressi della Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023, ‘Effondrement’ documenta le macerie del kibbutz evacuato di Nir Oz e l'annientamento del territorio oltre il confine, raccontando il trauma della guerra (in replica domani al Cinema Iride alle 16.30).

Il Premio del Pubblico è andato a ‘Trop c’est trop’ di Elisé Sawasawa, film incentrato sul conflitto nell’est della Repubblica Democratica del Congo e sulla caduta di Goma. Denuncia gli interessi economici globali dietro al coltan e al cobalto che alimentano la guerra, mostrando al tempo stesso la resistenza e la vitalità della popolazione civile attraverso l’arte.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali