ULTIME NOTIZIE Culture
recensione
7 ore

La mafia? Va spiegata ai più giovani

Ottavia Piccolo è Elda Pucci sul palco del Teatro di Locarno dove, nel fine settimana, è andato in scena lo spettacolo ‘Cosa Nostra spiegata ai bambini’
Scienze
8 ore

È la notte della Miniluna, la più piccola dell’anno

In questo caso la Luna piena è vicina al punto della sua orbita più distante dalla Terra (apogeo) e appare leggermente più piccola rispetto al solito
classica
9 ore

Incontro con il compositore Francesco Hoch

In occasione dei suoi ottant’anni, l’associazione Ricerche musicali nella Svizzera italiana propone l’appuntamento martedì 7 febbraio, al Conservatorio
Scienze
10 ore

Nello spazio, come uno scoiattolo ibernato

I segreti circa le funzioni vitali durante il letargo potrebbero aiutare gli astronauti nelle missioni spaziali di lunga durata
Società
11 ore

Da Catania al Ticino, oggi è il giorno di Sant’Agata

Ricorre oggi la festa della giovanissima martire catanese, morta nel 252 d.C. e venerata, fra l’altro, come protettrice delle donne con patologie al seno
recensione
11 ore

L’Osi in Auditorio per una splendida ‘Ramifications’

Il concerto dell’Orchestra della Svizzera italiana diretta per l’occasione dal violoncellista Jean-Guihen Queyras ha registrato il sold out
Scienze
1 gior

Giove fa il record di lune: altre 12 scoperte, ora sono 92

Il grande pianeta strappa il primato a Saturno che ne ha 83. I nuovi satelliti hanno un diametro compreso fra 1 e 3 chilometri
Culture
1 gior

A Bologna come a Pompei, anzi meglio

Una grande mostra al Museo di archeologia dedicata alla pittura romana, dalla ‘più grande pinacoteca dell’antichità al mondo’
Società
1 gior

Diabolik, Eva Kant compie 60 anni

L’esordio dell’affascinante compagna del protagonista nel terzo numero del fumetto nel ’63. La Zecca italiana emetterà una moneta da collezione
Libri
23.01.2023 - 15:51

La Val Calanca nelle fotografie del dottor Sergio Luban

‘Val Calanca – Selvaggia Autentica Armoniosa’ (Salvioni) è l’ultimo suo libro di fotografie, col titolo che si rifà alla canzone del padre Boris

di Claudio Guarda
la-val-calanca-nelle-fotografie-del-dottor-sergio-luban
Salvioni

"Dicono che la Calanca povera e selvaggia sia…": così le prime parole della celebre canzone scritta dal compianto dottore e psichiatra Boris Luban, il quale per anni ha vissuto e operato come medico in quella valle: la amava, lo so per avermelo detto lui stesso. Lì, prima di lui, aveva operato suo padre Salman Luban, fuggito al tempo della rivoluzione dalla Bielorussia, laureatosi poi a Berna nel 1918 e subito dopo approdato come medico condotto in una Mesolcina infestata dalla tragica epidemia ‘spagnola’: una figura di grande spessore umano e per questo commemorato da una targa affissa sulla Casa comunale di Augio. Paese in cui da qualche anno si è trasferito e opera pure il dottor Sergio Luban, figlio del primo e nipote del secondo: medico di professione e fotografo per passione, con alle spalle alcune raffinate edizioni d’arte.

Da pochi mesi, edito da Salvioni (e reperibile nelle librerie), è apparso il suo ultimo volume di fotografie: "Val Calanca – Selvaggia Autentica Armoniosa", titolo che palesemente si rifà alle prime parole scritte dal padre: prolungandone l’eco e, con l’eco, anche la memoria. Come dire che per lui quel suo lavoro fotografico è anche un rimettersi in cammino sulle orme dei padri, un ritrovare la continuità di quel filo che passa di generazione in generazione nello specchio di una valle rimasta fedele a sé stessa e alle sue tradizioni (autentica) grazie a una popolazione che ancor oggi vive in stretto rapporto con la natura (armoniosa).

È noto il detto di Oliviero Toscani per cui "fotografare è diverso dallo scattare fotografie". Scattare fotografie, diceva, lo fanno tutti, ‘fotografare’ è altra cosa, anche rispetto al saper usare bene lo strumento tecnico: ci vuole un di più. Nelle fotografie di Sergio Luban ci sono entrambe le cose: c’è l’indubbia perizia tecnica nutrita dalla pazienza del grande camminatore che si apposta e attende il momento della rivelazione o l’incontro giusto: quello con lo stambecco che sembra rivolgersi direttamente a lui o con quel piccolo corvo che da solo osa sfidare l’immensità di un mondo ovattato fatto di cime lontane che si perdono nelle nebbie. Vi si percepisce però anche il sentimento di affetto per la natura selvaggia e potente della Calanca, non meno di quella lavorata e modellata nei secoli dalla sua gente: per le case e i villaggi che occhieggiano tra i prati o nelle conche del bosco, per gli animali che vi pascolano tranquilli, per la laboriosità di un popolo umile e operoso, per gli interni ‘poveri’ delle loro vecchie case, ma di una dignità e compostezza che la fotografia esalta. Si tratta di immagini tutte rigorosamente in bianco e nero: ciò che, nella varietà dei suoi toni e nei suoi grigi, acuisce il fascino per una valle, ancor oggi, di incontaminata bellezza.


Salvioni

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved