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Mariella Cerutti Marocco
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28.05.2022 - 11:42
Aggiornamento: 14:10
di Massimo Cucchi

Mariella Cerutti Marocco, storia di un ‘dono inatteso’

Personalità multiforme, capace di passare nella sua scrittura dal verso al romanzo e da questo al racconto

Un libro particolare, una raccolta di racconti, internamente coerente per stile e tematiche, con un originale intermezzo in versi, che si pone come un raffinato momento di passaggio lirico. Questi alcuni caratteri de ‘Il dono inatteso’ (SEM, p.120, € 16) di Mariella Cerutti Marocco, un libro di cui molto volentieri ho scritto la postfazione, della quale riporto almeno questi passaggi: "In questa nuova opera si incontrano diversi personaggi femminili e maschili, luoghi e situazioni varie, con una sorprendente presenza in molte pagine: quella di una realtà esotica (già evidente dai titoli) di luoghi e paesaggi capaci d’introdurre un lieve, suggestivo tratto di mistero o d’ignoto in cui le vicende vengono a svolgersi, a maturare [...] Un tema rilevante è certo poi quello dell’amore, trattato in vari aspetti e circostanze, anche in alcuni strappi inquieti o dolorosi. Ulteriore specificità rilevante, che possiamo poi trovare in questi racconti di Mariella Cerutti Marocco, è nel sopraggiungere di elementi che turbano, e anche in profondo, un lineare svolgersi dei fatti, increspando fortemente la tessitura delle vicende e dei destini, come tanto spesso è davvero nella nostra umana realtà".

Un’opera che ci offre la possibilità e l’occasione, anche, di ricordare le varie fasi della presenza dell’autrice in campo letterario. Ricordiamo infatti che Mariella Cerutti Marocco (nata a Casale Monferrato e residente a Torino) ha esordito con la raccolta di versi ‘Nuvole di nulla’ (Oscar Mondadori, 2003), seguito da altri due libri di poesia: ‘La verità del dubbio’ (id. 2008), quindi da ‘La devozione e lo smarrimento’ (id. 2012), mentre nel 2018, sempre per Mondadori, ha pubblicato il romanzo ‘Fratelli allo specchio’. Ricordo che alla presentazione di un libro di versi di Cerutti Marocco, uno scrittore e critico che se ne intende, Ernesto Ferrero, aveva pronosticato un futuro della nostra autrice nella narrativa, avendone colto segnali in tracce di racconto dei suoi versi. Confesso che non ero d’accordo, lo dissi, e mi sbagliavo...

Aneddoti a parte, va sottolineato come quello di Cerutti Marocco, in versi e in prosa, sia un lavoro di elegante e sottile attenzione ai movimenti della psiche, in cui il dato della memoria, a cui spesso attinge, viene assunto nei suoi depositi, nella mente e nel sentimento, e rielaborato poeticamente. Importante, a questo punto, è ampliare il discorso ricordando che la nostra è promotrice di poesia da tempo e con successo, essendo dal 2005 l’animatrice di un premio internazionale, il ‘Cetonaverde’, nel quale ha saputo realizzare il felice incontro fra autori affermati in campo internazionale – basterebbe citare i nomi dei vincitori, Mark Strand, Seamus Heaney, Michael Krüger e Adam Zagayewski, e gli italiani Valerio Magrelli, Cesare Viviani, Milo De Angelis, Patrizia Valduga e Vivian Lamarque – e giovani poeti chiamati a scrivere, su una traccia assegnata, e in sole 24 ore, un testo in versi, sottoponendosi poi al giudizio della giuria tecnica e del pubblico. E questo nello splendido scenario toscano di Cetona, un piccolo borgo in provincia di Siena. Insomma, quella di Cerutti Marocco è una personalità multiforme, capace di passare nella sua scrittura, dal verso al romanzo e da questo al racconto. E inoltre è meritoriamente attiva nella diffusione ad alto livello della poesia. Tornando alla sua recente uscita, e dunque al ‘Dono inatteso’, è opportuno sottolinearne la varietà controllata delle misure dei singoli capitoli, quasi oscillanti tra poemetto in prosa e vero e proprio racconto. Nonché ribadirne l’utile alternanza che si manifesta tra quiete e turbamento, nei diversi ambienti in cui le storie hanno svolgimento, in un organico contesto di rimandi interni, in uno svolgersi sulla pagina di limpida grazia e di sicura efficacia comunicativa.


Il libro

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