28.11.2021 - 23:02
Aggiornamento: 29.11.2021 - 09:04

The Deep NEsT: è la volta di Doris Femminis

Dopo Aldina Crespi il professor Vecchioni, Diego Passoni e Giulia, tocca alla scrittrice ticinese accomodarsi nel nido di Bandecchi e La Rosa

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‘La diversità è il nostro punto di partenza. L’arrivo lo scopriamo insieme’. Ora anche su Spotify. È lo slogan che accompagna The Deep NEsT nella sua nuova forma di podcast, che va ad aggiungersi a quella video nella quale, a intervalli più o meno regolari di tempo, Natascia Bandecchi ed Elizabeth La Rosa portano i propri incontri sul tema della diversità. In principio fu Aldina Crespi, poi il professor Vecchioni, Diego Passoni, Giulia.

Dallo scorso 24 novembre tocca a Doris Femminis, infermiera psichiatrica e scrittrice, che si accomoda nel nido delle due ticinesi e si racconta, aprendo al suo percorso intergenerazionale tra donna, figlia, compagna, madre e nipote. Partendo dalla prima storia d’amore con una collega di lavoro, lei 21 enne a nascondersi da tutto e da tutti, e ancor prima l’adolescenza nella Cavergno negli anni 70, un posto in cui “si capiva cosa pensasse la gente da piccole frasi”. Frasi come “se ho un figlio così lo ammazzo”, detta da qualcuno davanti alla tv, commentando un programma che parlava di gay.

È intensa la testimonianza di Femminis, che nei primi minuti del suo Deep NEst regala uno spaccato di medioevo nemmeno troppo lontano da noi: “Ho quasi cinquant’anni e ho l’impressione che le cose siano talmente cambiate che vale la pena dire com’erano anche solo quarant’anni fa. Quando arrivò l’Aids ero alle scuole medie e un professore ci annunciò la buona notizia, dicendo che era appena arrivata la malattia che avrebbe liberato il mondo dai froci e dai drogati. Ecco, questo era il mondo in cui io vivevo e in cui mi sono scoperta lesbica».

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