ULTIME NOTIZIE Culture
Sogno o son Festival
10 min

Giorgia e Sanremo, parole dette bene

Dal 1993 a oggi, ogni sua apparizione all’Ariston è degna di essere ricordata: ‘Torno per rimettermi in gioco, anche se non ho mai smesso di farlo’
Sogno o son Festival
2 ore

Sanremo s’è desta, Blanco devasta

Prima serata, la lezione di educazione civica di Benigni, quella di diseducazione del rapper (?), che rende meno bella la Festa della Repubblica
Sogno o son Festival
6 ore

Sanremo, comanda Mengoni (le pagelle, prima serata)

Nella notte della Repubblica, alla fine della gara, ‘Due vite’ è in testa, Elodie è seconda, Anna Oxa ultima. I voti e la classifica generale
Gallery
Sogno o son Festival
18 ore

Sanremo dalla A di Oxa alla W di Will (un vademecum)

Cantanti e canzoni dell’edizione che prende il via questa stasera, breve guida all’ascolto
Culture
19 ore

Torna il ‘Weekend di Quartetti’ di LuganoMusica

Da venerdì 10 a domenica 12 febbraio suoneranno l’ensemble Belcea, il Quatuor Diotima e il Quartetto della Scala
Culture
19 ore

Gli appuntamenti di Ticino Musica, in attesa del festival

Domenica 12 e lunedì 13 al Conservatorio a Lugano i primi due eventi di una serie di anteprime alla 27esima edizione, che si svolgerà dal 18 al 31 luglio
Scienze
20 ore

Guardi serie tv? Puoi dormire sonni tranquilli

Secondo uno studio dell’Università di Friburgo, anche maratone da molti episodi con finali carichi di suspense non influenzano il riposo notturno
Spettacoli
20 ore

Sergio Castellitto a Chiasso è ‘Zorro, eremita sul marciapiede’

L’attore riporta sul palco il vagabondo che ripercorre vita e scelte che lo hanno potato a vivere sulla strada. Dal romanzo di Margaret Mazzantini
Sanremo
21 ore

Mattarella in sala, Benigni sul palco: Sanremo apre col botto

Conferenza n. 2: sarà la notte della Repubblica (in senso positivo) ma anche quella di Chiara Ferragni co-conduttrice
animazione
1 gior

Gli effetti psichedelici in ‘The Freakouts’ di Bruno Machado

Insieme a una manciata di musicisti, l’illustratore ha realizzato un progetto indipendente che parla del consumo di sostanze attraverso sei facce
Sogno o son festival
1 gior

Il Festival di Rapallo

Inizia questa sera. Che piaccia oppure no, Sanremo è cambiato. Non ora e nemmeno ieri; comunque, mai quanto quest’anno
Pensiero
1 gior

La lunga crisi della democrazia

Archiviata l’illusione circa la ‘fine della Storia’, avanzano autoritarismo e sovranismo. Se ne parla domani all’Usi
Arte
1 gior

Finisce all’asta un lampadario opera di Giacometti (l’Alberto)

Era stato acquistato per una cifra irrisoria, ma poi si è scoperto che vale una fortuna. La vendita da Christie’s verrà aperta il 28 febbraio
Cinema
28.01.2021 - 19:48
Aggiornamento: 21:00

‘Holy Highway’: Monnier, Tavares e la santa autostrada

Dopo i nonluoghi di ‘Greetings form nowhere’, i due film maker raccontano l'India consegnata al turismo, 'nuova forma di colonialismo'.

holy-highway-monnier-tavares-e-la-santa-autostrada
Il mostro

Avevano descritto parte delle assurdità umane in ‘Greetings from nowhere’, saluti dal nulla del mondo, dai cosiddetti nonluoghi così come teorizzati da Marc Augé, che in quel documentario del 2019 aveva accompagnato le immagini con voce e testi inediti. Gianluca Monnier e Andrée Julikà Tavares tornano a raccontare per immagini, questa volta con voci non fuori campo ma raccolte in loco, mostruosità architettoniche come un raccordo stradale di sette chilometri di cemento che divide a metà villaggi indiani nella provincia turistica di Goa, costa occidentale dell’India.

Dal titolo emblematico ‘Holy Highway’ (Santa autostrada, Parapluie Pictures), il documentario della coppia ticinese è transitato dalle 56esime Giornate cinematografiche di Soletta, amplificando le testimonianze di (tra i non molti disposti a parlare) Mathilde, donna cattolica, Manoj, bramino induista e Yash, tassista, alle prese ognun per sé con i lavori di costruzione dell’arteria di traffico che davanti ai loro occhi – senz’altro davanti a quelli di Mathilde, passando la strada a un palmo di naso da casa sua – si mangia terra e luce.

L'intruso

Il girato di ‘Holy Highway’ copre l’arco di un intero anno: un primo viaggio all’inizio del 2018 e un secondo all’inizio 2019, quattro mesi di riprese concentrati sul cantiere e sulle sue ripercussioni. Prima di entrare nella protesta e nelle storie personali, l’obiettivo inizia a catturare la notte, in quello che pare il normale scorrere del tempo in un posto di mare, per scoprire poco a poco singole sezioni dell’intruso, che un drone riprende dall’alto solo con la luce del giorno in tutta la sua devastante incongruenza. È dall’alto che tutto ha senso. Anzi, che tutto ha nonsense: «Per mostrare l'assurdo abbiamo cercato di entrare progressivamente con le immagini e con i suoni, dal punto di vista a sud rispetto alla donna che parla, una delle zone più belle in assoluto», racconta Gianluca Monnier. Il resto, anche senza le voci dei testimoni, lo fa il contrasto con la quotidianità dell’oasi turistica, cui il tratto di strada è finalizzato: «La grande domanda che volevamo aleggiasse, in collegamento con ‘Greetings from nowhere’, è se il prezzo per un last minute valga quanto visto, e in quale modo noi ne siamo responsabili. Perché si tratta di un raccordo che inizia e finisce, nemmeno di un’autostrada».

La paura

La voce più forte è quella di Mathilde, che conosce il rischio della protesta nella terra in cui vive, che si preoccupa per le ricadute che potrebbero avere le sue parole sulla famiglia, ma non riesce a reprimere l’indignazione: “Ho il diritto di parlare e voglio combattere per i miei diritti“. «Mathilde è una forza della natura, siamo sempre in contatto con lei, ha ricevuto il trailer e poi il link per l’anteprima del film», spiega il film-maker. Mathilde è la voce più forte in un coro che sembrava dovesse essere un’orchestra e che invece s'è ridotto a un ensemble da camera. Perche uno degli elementi di fondo di ‘Holy Highway’ è la paura di chi voleva parlare e poi ha scelto di non farlo. «Alla fine della nostra ricerca abbiamo trovato quattro persone che hanno acconsentito a farsi seguire, che hanno accettato la nostra presenza quotidiana, ma i candidati erano in origine molti, molti di più». Alla fine del ‘casting’, effettuato durante il primo viaggio, «la maggior parte di essi si è ritirata. Ad alcuni nemmeno potevi più sottoporre il tema. Si sono rifugiati in frasi fatte, dicendo che era giusto che si andasse avanti, che non si può frenare il progresso. E altri che apparentemente, almeno davanti a noi, non si ponevano il problema». Fortuna dei registi, la storia è sempre avanzata molto rapidamente: «Nonostante la reticenza abbiamo cominciato a filmare, cercando allo stesso tempo altre voci, altri protagonisti». Fino a individuare Mathilde: «Era la persona giusta, l’avevamo trovata. Al termine del primo viaggio, tornati in Svizzera, abbiamo controllato il rete e lei era sul web e nelle tv locali ancor prima che arrivassimo. Erano mesi che manifestava. Abbiamo sperato con tutto il cuore di averla ancora dalla nostra parte una volta tornati in India».

Nel contrasto tra visioni cattoliche e induiste, in sottofondo il mantra dell’attesa del tassista nella Goa consacrata al turismo «nuovo colonialismo» affrontato come esperienza umana, ‘Holy Highway’ scorre lento e impietoso come il suo predecessore: «Quel tipo di linguaggio filmico ci interessa molto. Ci teniamo che siano le immagini, col loro spazio e col loro tempo, a portare nella assoluta realtà».

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved