won-t-get-fooled-again-la-musica-contro-boris-johnson
Anche la rockstar, nel suo piccolo...
ULTIME NOTIZIE Culture
Arte
13 ore

‘Sotto la lampada’, la famiglia Giacometti alla Rtr

Diretto dalla regista engadinese Susanna Fanzun, il film segue le tracce misteriose che hanno portato al successo questa famiglia originaria di Stampa
Spettacoli
14 ore

Adele in lacrime cancella tutti i suoi concerti a Las Vegas

‘Metà della mia squadra ha il Covid ed è stato impossibile finire di preparare lo spettacolo’
Culture
14 ore

Sonnenstube, creare cultura attorno al luogo comune

Il collettivo e spazio d’arte luganese è alla ricerca di una struttura in Ticino per sviluppare il progetto vincitore degli Swiss Art Awards 2021
Teatro Sociale
15 ore

Il mondo di Thomas e il suo ‘Libro di tutte le cose’

Domenica 23 gennaio alle 16 al Sociale, dal romanzo di Guus Kuijer, con Lorenzo Bassotto, Roberto Maria Macchi, Cinzia Morandi e Viviana Gysin
Cinema
18 ore

Woody Allen, ‘Un giorno di pioggia a New York’ esce in Cina

Il film scaricato da Amazon, flop al botteghino negli Stati Uniti durante la pandemia, supera lo scoglio della censura
Cinema
19 ore

Disney al lavoro su live-action degli ‘Aristogatti’

Non si sa se in sala o in streaming. Sceneggiatura affidata a Will Gluck, regista di ‘Peter Rabbit’, e Keith Bunin di ‘Onward’
Cinema
20 ore

Nel 2024 See-1, primo studio cinematografico spaziale in orbita

Accordo tra Axiom Space e Space Entertainment Enterprise, società dei produttori che stanno organizzando le riprese in orbita del film di Tom Cruise
Scienze
23 ore

Omicron è più dura a morire: vive fino a 8 giorni nell’ambiente

Uno studio svela una peculiarità della variante che potrebbe aiutare a spiegarne la rapida diffusione: resiste all’esterno più a lungo delle altre
Cinema
1 gior

‘Atlas’ di Niccolò Castelli distribuito in Germania e Austria

Matilda De Angelis, nel frattempo, premiata come miglior attrice al festival indiano di Jaipur 2022, dove il film ha vinto per miglior suono e montaggio
Spettacoli
1 gior

È morto Meat Loaf

La trilogia milionaria di ‘Bat Out of Hell’, il Grammy per ‘I’d do anything for Love’, indimenticato Eddie nel ‘Rocky Horror Picture Show’. Aveva 74 anni
Animali
1 gior

Ora è chiaro come le balenottere mangino senza strozzarsi

È grazie a un salvifico ‘tappo’ carnoso che va a chiudere e proteggere le vie respiratorie, scoperto dall’Università della British Columbia, Canada
Musica
1 gior

Rettore-Ditonellapiaga, una questione spudoratamente ‘Chimica’

No-vax, suore, Lucio Dalla, muri da abbattere e parità: nella conferenza di presentazione del duetto sanremese è Rettore show
Musica
1 gior

Addio a Elza Soares, la cantante brasiliana del millennio

Così la definì Bbc Radio. Per il Rolling Stone, tra le cento più grandi voci della musica brasiliana. Si è spenta a 91 anni a Rio de Janeiro
Festival di Sanremo
1 gior

Sanremo: i duetti del venerdì, da De André a... Britney Spears

In un range che va da ‘Nella mia ora di libertà’ (ospite Capossela) a ‘Baby One More Time’ (sic), a tema ’60, ’70, ’80 e ’90
Culture
1 gior

A ‘Storie’ le ragioni del respingimento di Liliana Segre

La vicenda è al centro del documentario di Ruben Rossello prodotto dalla Rsi, in programma domenica 23 gennaio
Culture
1 gior

Referendum Lex Netflix, ‘una pugnalata alle spalle’

Lo sostiene cinésuisse, secondo cui combattere la revisione della legge sul cinema è un attacco alla cultura e all’economia della Svizzera
Cinema
1 gior

Addio Camillo Milli, presidente della Longobarda e Megadirettore

Formatosi con Strehler, poi a fianco di Fo, è stato uno dei protagonisti della commedia italiana. Recitò ne ‘Il marchese del Grillo’ di Monicelli
Culture
1 gior

La cultura ticinese nel cinema svizzero ha un nuovo alleato

Presentato alle Giornate di Soletta un fondo nazionale per sostenere i film legati al Sud delle Alpi. Ne abbiamo parlato col regista Niccolò Castelli.
Locarno Film Festival
1 gior

Locarno75, la Retrospettiva è dedicata a Douglas Sirk

Una rilettura del regista tedesco a 35 anni dalla sua scomparsa avvenuta in Ticino. A colloquio con Roberto Turigliatto, co-curatore della retrospettiva
Scienze
2 gior

La resistenza agli antibiotici uccide 1,2 mln di persone l’anno

Il rapporto è stato pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet
Culture
2 gior

Usi, una storia lunga tre secoli

Intervista a Pietro Montorfani, autore con Mauro Baranzini di un libro sulla storia dell’Università della Svizzera italiana
Teatro Sociale
2 gior

‘Volar cantando’, Rossana Taddei alle radici del suo folklore

Sabato 22 gennaio il nuovo spettacolo, celebrazione dei 15 anni di sodalizio con Gustavo Etchenique e momento di riscoperta di nuovi classici
Spettacoli
2 gior

La Santippe di Lella Costa, una santa vedova Socrate

Al Teatro Sociale l’attrice italiana ha ripreso il monologo di Franca Valeri dedicato “alla moglie più insopportabile dell’Antichità”
Spettacoli
2 gior

Sfogliando ‘Se questo è un uomo’ a teatro

Magnifica prova di Valter Malosti, martedì scorso al Lac, nel portare in scena il testo di Primo Levi
Spettacoli
2 gior

L’attore francese Gaspard Ulliel è morto in un incidente di sci

Aveva 37 anni. Noto per aver interpretato Yves Saint Laurent e lo psichiatra cannibale di ‘ Hannibal Lecter - Le origini del male’ e
Società
2 gior

Addio a André Leon Talley, gigante nero della moda

A lungo direttore creativo di ‘Vogue’, Leon Talley aveva 73 anni. Suo il servizio che reinterpretava Via col vento con Naomi Campbell
Conservatorio
2 gior

Scuola di Musica del Csi, Concerto di Gala è in presenza

Nell’Aula Magna del Conservatorio della Svizzera italiana venerdì 28 gennaio alle 19, anche in streaming
Culture
2 gior

Eventi letterari, Premio Filippini alla casa editrice Diogenes

Nel suo settantesimo anniversario, l’editore zurighese indipendente riceverà il riconoscimento intitolato a Enrico Filippini
Società
2 gior

Addio a André Leon Talley, ‘gigante nero’ della moda

A lungo direttore creativo di Vogue, aveva avuto un ruolo chiave nell’aprire il mondo della moda a stilisti e modelle di colore
Cinema
2 gior

Festival ticinese del film non commerciale, concorso aperto

In attesa del 27 marzo, data del festival, il termine per l’invio dei filmati è martedì primo febbraio. La partecipazione è gratuita
Cinema
2 gior

Anche Totò e ‘Star Wars’ tra i 42 film preferiti da Fellini

Accanto ad Antonioni, Kurosawa, Bergman, Rossellini, Kubrick e Hitchcock. La ‘playlist’ del maestro in un documento originale custodito da Cineteca Rimini
Musica
2 gior

Fasolis sul podio del Maggio Musicale Fiorentino con Cherubini

È il debutto per il leader dei Barocchisti. Sabato 22 gennaio va in scena ‘Lo sposo di tre e marito di nessuna’, mai rappresentata a Firenze
Spettacoli
2 gior

A Morcote ci sono i Beatles sul tetto

Domenica 30 gennaio al via la nuova stagione allo Spazio Garavello 7 con ‘The Beatles’ rooftop concert’ affidato ai ticinesi Nowhere Land
Jazz in Bess
2 gior

Boggini-Boltro poi Andrina Bollinger per Suisse Diagonales

Aperto da un local hero insieme a un grande della tomba, il terzo e ultimo appuntamento luganese è in programma sabato 22 gennaio dalle 20.30
Archeologia
2 gior

Un anfiteatro romano scoperto a Kaiseraugst

La struttura muraria a forma di anello sarà mantenuta. È il secondo anfiteatro romano in Argovia e il terzo nella città romana di Augusta Raurica
Rock e Brexit
 
21.01.2021 - 06:050
Aggiornamento : 11:21

‘Won’t get fooled again’, la musica contro Boris Johnson

Sting, Elton, Ed Sheeran, e anche il pro-Brexit Roger Daltrey (The Who) contro i visti per suonare in Europa. Ne parliamo con due inglesi del settore.

Il rock è fermo in Ticino, che non è la patria del rock. Ma il rock non se la passa molto meglio nemmeno in patria. Questione di punti di vista. Punto di vista inglese n.1: “Sono nauseato dalla Brexit. Io sono un europeo, non sono uno stupido colonialista, imperialista, idiota inglese qualsiasi. Mi vergogno per quanto ha fatto la mia nazione. Ne ho abbastanza dei politici, soprattutto dei politici britannici”. Punto di vista inglese n.2: “Ma cos’avrebbe a che fare la Brexit con il business della musica rock? Come se prima non avessimo mai viaggiato in tour nella f****** Europa. L’Europa è la mafia, è come essere governati dalla FIFA”. Gli eventi cambiano così rapidamente che l’europeo e pressoché londinese Elton John, che da Verona (anno 2019) s’indignava per quanto deciso in patria, e il pienamente londinese Roger Daltrey, voce e asterischi degli Who, che ai microfoni di Sky News, nello stesso anno, si proclamava orgogliosamente a favore della Brexit, si ritrovano uniti in una stessa lettera aperta in difesa della categoria, pubblicata dal Times.

Il documento, pubblicato dal ‘Times ’, è firmato da un centinaio di artisti, tra cui alcuni Cavalieri della Regina come Sir Elton Hercules John o come Sir Bob Geldof (quest’ultimo più per meriti umanitari che musicali) e altri meno titolati come Sting, Ed Sheeran, Judith Weir, Midge Ure, Robert Plant, Peter Gabriel, vari Bryan (Adams, Eno, May), Dave Stewart, Gary Newman, Jim Kerr dei Simple Minds, gli Iron Maiden e i Radiohead tutti, Liam Gallagher senza Oasis, Mark King senza Level 42, Mick Hucknell dei Simply Red, altri Queen viventi come Roger Taylor, e poi Joss Stone, Rag’n’Bone Man, Roger Waters senza Pink Floyd, il cofondatore degli stessi Nick Mason. L’oggetto del contendere: tra i molti problemi già causati a più categorie professionali, la fine della libera circolazione tra il continente e il Regno Unito obbligherebbe i musicisti britannici a procurarsi visti individuali (visa) prima di mettere piede in uno qualsiasi degli Stati dell’Unione Europea. Il non poter viaggiare più liberamente per portare il proprio lavoro oltre i confini del Regno Unito è una scelta “vergognosa”, si legge nel documento pubblicato dal ‘Times ’.

Scartoffie

A inizio settimana, Caroline Dineage, Minister of State for Digital and Culture in the Department for Digital, Culture, Media and Sport (per dirla in breve, il ministro della cultura inglese), comunicava che l’offerta “assai ampia” dell’Unione Europea non sarebbe stata compatibile – si cita testualmente dalla Bbc – “con l’impegno del manifesto del governo”, e cioè il “riprendere il controllo dei nostri confini”. Dineage rassicurava comunque che l’Unione Europea era disposta “a prendere in considerazione la proposte del Regno Unito al fine di raggiungere un accordo per i musicisti”. Risposta dei musicisti, via Incorporated Society of Musicians, l’ente professionale di musicisti del Regno Unito: “La realtà è che musicisti, ballerini, attori e il relativo staff di supporto britannici sono stati vergognosamente traditi dal loro governo”; “L’accordo concluso con l’UE ha una falla laddove dovrebbe stare la promessa di libera circolazione per i musicisti”; “Tutti coloro che vorranno andare in tour in Europa avranno d’ora in poi bisogno di costosi permessi di lavoro e una montagna di documenti per l’attrezzatura”. L’associazione chiede al governo di “negoziare viaggi senza scartoffie in Europa per gli artisti britannici e le loro attrezzature”. La richiesta è, naturalmente, quella di un accordo reciproco: per il bene di chi da Londra va a suonare a Roma, citando a caso tra capitali, e “per il bene dei fan britannici che desiderano vedere artisti europei nel Regno Unito e nei luoghi britannici che desiderano ospitarli”.

Non siamo noi che siamo inglesi, sono loro che sono europei (e viceversa)

Inserendo la categoria dei musicisti in una più generale regolamentazione dei viaggi d’affari temporanei, il governo britannico giura di avere avanzato proposte anche “ambiziose” all’Unione Europea, che si sarebbe defilata. L’Unione Europea risponde che se mai qualcuno s’è defilato, quella è la Gran Bretagna. E che se qualcuno ha avanzato proposte di mobilità ambiziose, quella è l’Unione Europea. Nel batti e ribatti tipicamente italiano, ‘The Independent’ accusa Downing Street di avere rifiutato la proposta; Downing Street accusa il quotidiano di dire ‘bullshits ’ (stupidate, edulcorando). Mentre le responsabilità si chiariscono e un mercato da billions of pounds è fermo per altri ben noti motivi e difficilmente manderà giù ulteriori restrizioni, la petizione che chiede l’esenzione dai visa per artisti e professionisti della musica (senza i secondi, i primi suonerebbero in streaming per il resto della propria vita) viaggia verso le 300mila firme.

L'organizzatrice

Angela Curiello: ‘Nessuno è in chiaro, nemmeno le ambasciate’


Angela Curiello

«Ho iniziato come tramite di compagnie italiane, portando artisti internazionali in Italia e artisti italiani all’estero». Ora, a Londra, Angela Curiello lavora per artisti di qualsiasi calibro all’interno di una delle due big internazionali, la Aeg Presents, colosso dell’intrattenimento live che produce e promuove concerti, eventi musicali, festival anche jazz, dal nord dell’America all’Europa, all’Asia. I suoi uffici supportano gli spostamenti di Taylor Swift, dello Zio Elton, di Paul McCartney, degli Stones, di Ed Sheeran e anche quelli di Katy Perry e Justin Bieber, l’ultimo dei grandi eventi curati prima che il virus se la prendesse anche con il pop. Tra un tour e l’altro, Angela gestisce anche una venue a Londra, l’Indigo, «la sorellina dell’O2», dove l’O2 è l’O2 Arena, attuale tempio dei concerti indoor (e anche dei Masters di tennis).

La Brexit, per Angela, è l’ultimo dei problemi. Nel senso che arriva dopo il Covid. «Ho visto migliaia di concerti cancellati, rinviati più volte», racconta. «Si riponeva qualche speranza nella primavera 2021, ma sappiamo che nulla accadrà». E per una nazione in cui la musica muove miliardi di sterline, che sia l’O2 o l’ultimo dei pub in cui si suona l’ennesima versione di ‘Wonderwall ’, lo stop è uno shock: «L’unica misura seria sono stati i fondi andati a sostenere aziende, artisti e strutture che hanno fatto la differenza in Gran Bretagna. Ma si parla di mesi fa. Qualcosa ha fatto il furlough (cassa integrazione, ndr), ma anche in questo caso l’ultimo stipendio arriverà ad aprile e poi non si sa cosa succederà». Alle prese con problemi che sono (o sono stati) anche ticinesi – «Ridurre, per garantire il distanziamento sociale, un locale di 2’800 persone come l’Indigo a 400 persone rende impossibile solo aprirlo» – il futuro, quando arriverà, dovrà anche fare i conti con gli impicci della Brexit: «Le cose non sono chiare. Se l’accordo è stato rifiutato dalla Gran Bretagna, temo si tratti di orgoglio. Ma è solo una mia idea. Si dice che prenderemo accordi con le singole nazioni, ma preoccupano i costi aggiuntivi. Non tanto per i più grandi, ma per gli artisti più piccoli da portare in Europa per farli conoscere». Tanto per girare il dito nella piaga: «Ieri in parlamento si doveva decidere di questo». E il parlamento era vuoto

Parafrasando il luogo comune, tutto il mondo è Ticino: «Purtroppo sì, è come se si fossero dimenticati che l’uomo è anche musica, scrittura, dialogo. Fa specie vedere un settore che porta così tanti soldi a livello di Pil completamente ignorato». Premesso che Sting potrebbe pure restarsene a Figline Val d’Arno a produrre vino, conforta il muoversi dei grandi nomi in modo compatto. Incluso il pro-Brexit Roger Daltrey, che ripropone il classico degli Who ‘Won’t Get Fooled Again’, non ci fregherete di nuovo, che sa di dietrofront: «Io credo che molti pro-Brexit di settori diversi si stiano rendendo conto di come questa sia un’enorme cavolata, di quanti problemi una decisione come questa porterà. Un accordo approssimativo, non discusso nei dettagli. Tutti hanno problemi, anche i pescatori che non possono portare il pescato in Europa». E il Covid, scegliendo un apparecchio a caso dal palco, fa da amplificatore: «Nemmeno le ambasciate sanno cosa dire. Non c’è chiarezza per noi e nemmeno per l’artista, che soffre il non potersi esibire».

Il musicista

Luca Fiore: ‘Spero non sia solo orgoglio politico’


Luca Fiore

Gli artisti, a proposito. Primo italiano a vincere il Mayor of London’s ‘Gigs ’, la competizione di musica più grande del Regno Unito, ‘Miglior musicista di strada dell’anno’ per il London Evening Standard e altre cose – dalla Bbc alla Rai, fino al singolo ‘Ithaca’ con docu-video sul lockdown della capitale inglese –, Luca Fiore è un singer songwriter italiano naturalizzato britannico che di casa sta proprio a Londra, metropoli che ha – dice Luca – «sempre orgogliosamente difeso il suo titolo di città dinamica, sia nei concerti più grossi che in quelli ‘comuni ’, per chi come me fa il musicista di professione qui da otto anni e ha sempre vissuto in un’abbondanza di posti in cui suonare». Almeno prima del virus. «Se vogliamo riferirci alla domanda vecchia come il mondo “Ma a parte il musicista, cosa fai di lavoro? ”, nel Regno Unito esistono istituzioni consolidatissime di tutela dei musicisti per cui già a inizio pandemia si è subito potuto attingere a un fondo come Help Musicians, un’associazione che si avvicina molto all’idea di sindacato. In generale, l’aiuto per i liberi professionisti del Regno Unito è sempre stato molto chiaro, tecnicamente parlando»

Venendo alla Brexit, però, le cose cambiano: «I firmatari sono nomi enormi, band che adoro come Iron Maiden e Who, lo stesso Ed Sheeran. Aspettando di vedere l’evoluzione, il fatto che artisti così grossi abbiano deciso di metterci la faccia, in questo rimbalzarsi di responsabilità, fa pensare che a complicare le cose sia stato il Regno Unito». Mettici anche Tommy (Roger Daltrey, protagonista dell’omonima opera rock): «Se un pro-Brexit come lui si espone così, prendendosi anche le accuse di essere un ipocrita, vuol dire che forse abbiamo sparato un po’ troppo in alto». In questa «gara a pestarsi i piedi tra Unione Europea e Regno Unito», come negli ultimi mesi di trattative, in questo contendere in cui «la musica viene strumentalizzata, ingigantendo per questioni di schieramento un problema che così grande non sembra», una speranza c’è. Ed è che il fatturato annuo nel mondo della musica nel Regno Unito, secondo Luca, è così grande che una soluzione si troverà per forza. Anche se «rimane questo amaro in bocca per una transition senza problemi, e invece ci si trova a dover battagliare per preservare le condizioni di base per poter fare il nostro lavoro». Perché la musica «non è solo Ed Sheeran, ma anche dell’autista del tir che porta l’attrezzatura per il suo concerto. Sarebbe un vero peccato se questa diatriba diventasse irrisolvibile per mere questioni di orgoglio politico».

Guarda le 2 immagini
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved