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15.12.2020 - 17:11
Aggiornamento: 18:06

250 anni dopo, a sale chiuse Beethoven è ovunque

Nei giorni del compleanno del grande compositore, si celebra anche online con un progetto di Google Arts & Culture

250-anni-dopo-a-sale-chiuse-beethoven-e-ovunque
Foto keystone

Il compleanno cade in questi giorni: 250 anni nasceva Ludwig van Beethoven e se le celebrazioni dell’anno beethoveniano sono monche causa pandemia, a parziale consolazione delle sale da concerto chiuse c’è una ricca offerta fruibile da casa. I dischi, i servizi di streaming musicale, le proposte della Rsi e in particolare di Rete Due. E poi ‘Beethoven Everywhere’, un progetto di Google Arts & Culture realizzato grazie alla collaborazione tra istituzioni culturali importanti, dalla Carnegie Hall alla Deutsche Grammophon e alla Karajan-Akademie, dalla Chineke! Orchestra alla Biblioteca di Stato di Berlino e alla Secessione di Vienna. Musica classica, ovviamente, ma anche pop, animazione, fumetti, arte, cinema, letteratura: il grande compositore tedesco ha lasciato il segno in molti campi.

Disponibile online su artsandculture.google.com/project/beethoven, si tratta di lavoro multidisciplinare che viene lanciato proprio a ridosso del 17 dicembre, il giorno in cui nel 1770 Ludwig fu battezzato, per raccontare quanto sia diffusa l' impronta del pilastro della musica. Malte Boecke, direttore della Beethoven House di Bonn e direttore artistico del Comitato per l'anniversario beethoveniano, spiega i motivi di questo particolare “buon compleanno” ricordando di essere rimasto colpito alla fine del 2019, quando cominciò la collaborazione con Google, “dalla gamma incredibile di possibilità che il digitale ha dato alla nostra collezione 'classica', che avrebbe dovuto vedere il suo culmine in un tour virtuale a 360 gradi all'interno del museo appena rinnovato. Poi il 2020 ha preso una strada completamente diversa e con essa il corso delle numerose mostre dal vivo e degli eventi previsti per l'anno dell'anniversario della nascita di Beethoven. Improvvisamente il nostro programma di celebrazioni erano diventate impossibili”.

Il viaggio digitale che ora si apre vuole dare a tutti la possibilità di arrivare a Beethoven seguendo percorsi diversi. A partire dal ritratto 'iconico' del musicista che accoglie i visitatori della Beethoven Haus, opera di Joseph Karl Stieler. Un capitolo riguarda la raccolta di video 'Inno alla gioia globale' chiesti ai musicisti e agli utenti di tutto il mondo. La direttrice Marin Alsop che ha lanciato l'idea, ne ha parlato pochi giorni fa in un evento ufficiale alla Carnegie Hall insieme con grandi artisti come Yo-Yo Ma e Daniel Hope. La musica di Beethoven ha toccato anche eroi della tv come i Simpson ma il campione delle strisce resta il pianista Schroeder, l' amico di Charlie Brown travolto dalla passione ossessiva per Ludwig.

Divertente e pieno di curiosità il capitolo dedicato alla musica pop, dal rock anni Cinquanta di Chuck Berry 'Roll over Beethoven' a John Lennon che scrisse 'Because', incisa nel celebre album dei Beatles 'Abbey Road', prendendo ispirazione e non solo dopo aver sentito Yoko Ono impegnata al pianoforte nella famosa 'Sonata al chiaro di luna', per proseguire con Billy Joel e altri fino a Beyoncè e Alicia Keys. La Deutsche Grammophon ha digitalizzato alcune delle più antiche testimonianze di Beethoven mai realizzate, utilizzate dal musicista elettronico Christian Löffler come base per un remix di piccoli gioielli musicali. Pescando qua e là, ecco anche la storia poco conosciuta del virtuoso del violino George Bridgetower, per il quale Beethoven nel 1802 compose la musica che sarebbe poi diventata famosa come la Sonata a Kreutzer.

Nella galleria digitale figurano anche gli oggetti che hanno caratterizzato la vita del compositore, gli apparecchi acustici, la scrivania e il violino, gli autografi, le lettere. La scoperta dei segreti musicali di Ludwig è affidata agli interpreti delle sue composizioni, come i Wiener Philharmoniker, il direttore d' orchestra Yannick Nézet-Séguin o il soprano Karita Mattila. E ancora la pagina della perdita dell'udito di Beethoven, cominciata sul finire dei suoi 30 anni e peggiorata fino a renderlo quasi del tutto sordo. Un limite gravissimo che non impedì al musicista di continuare a comporre e a essere anche oggi fonte di ispirazione di artisti, come la campionessa di danza hip hop sorda Kassandra Wedel che, sottolinea Boecke, “ha interpretato in modo commovente la Quinta Sinfonia in occasione della Giornata Mondiale dell'Udito di quest'anno”.

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