Culture

Addio al giornalista Giulietto Chiesa

Dagli anni come corrispondente a Mosca raccontando la caduta dell'Urss, alla politica alle cadute nel complottismo

Giulietto Chiesa nel 2013 (foto di Sergio D’Afflitto)
26 aprile 2020
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I baffi emblematici, lo sguardo tagliente, l'eloquio brillante e mai banale di chi il Novecento lo aveva attraversato in prima persona: Giulietto Chiesa, giornalista e politico, è morto oggi e a darne la notizia è stato l'amico di sempre Vauro Senesi sulla sua pagina Facebook. "Non riesco ancora a salutarlo", scrive il disegnatore. "Ricordo ancora i suoi occhi lucidi di lacrime a Kabul, davanti ad un bambino ferito dallo scoppio di una mina. È morto un uomo ancora capace di piangere per l'orrore della guerra. I suoi occhi sono un po' anche i miei".

Giulietto Chiesa era nato il 4 settembre 1940 ad Acqui Terme (Alessandria). Giornalista e politico incarnava la passione in entrambe gli ambiti. A Mosca arrivò nel 1980 per seguire le Olimpiadi con la compagna Fiammetta Cucurnia, e lì rimase come corrispondente per L'Unità e La Stampa, ma anche il Manifesto, Tg5, Tg1 e Tg3, per raccontare i grandi cambiamenti del Novecento che da Mosca sono passati e la trasformazione dall'URSS comunista alla Russia moderna. Negli anni si è occupato di diversi temi, dalle guerre in Medio Oriente fino alla globalizzazione cui ha dedicato anche diversi volumi come La guerra infinita e la globalizzazione (Feltrinelli 2002), fino a Putinfobia del 2016.
Si era sin da ragazzo impegnato politicamente in prima persona: dirigente nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana, dal '70 al '79 dirigente della Federazione di Genova del Pci e dal 1975 al 1979 capogruppo del partito nel Consiglio provinciale di Genova. Nel 2003 è stato eletto al Parlamento Europeo con la lista Di Pietro-Occhetto-Società civile.

Negli ultimi anni il suo spirito contro corrente lo aveva portato ad abbracciare alcune tesi complottiste, in particolare sugli attentati dell'11 settembre ai quali ha dedicato Zero. Perchè la versione ufficiale dell'11 settembre è un falso, un volume collettivo che fece molto discutere.

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