Culture

Si è spenta a Lugano Annalisa Cima, ultima musa di Montale

L'annuncio è stato dato oggi dal marito, la scomparsa risale allo scorso venerdì. L'amicizia con il Premio Nobel durò 13 anni, sino alla morte del poeta

8 settembre 2019
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Addio ad Annalisa Cima, pittrice, poetessa, scrittrice, nota per essere stata l'ultima musa del poeta Premio Nobel della Letteratura 1975 Eugenio Montale (1896-1981), che aveva incontrato nel 1968, nonché di essere "erede" e curatrice del "Diario postumo" montaliano, tanto famoso quanto oggetto di critiche e dubbi sulla sua autenticità, sopratutto da parte del filologo Dante Isella, studioso del grande poeta ligure. Aveva 78 anni.

L'annuncio della scomparsa, avvenuta nella sua casa di Lugano venerdì scorso, è stato dato oggi dal marito Friedrich Glombik.

Nata a Milano il 20 gennaio del 1941, da una famiglia di Lecco che aveva consolidate tradizioni nell'industria della carta, Annalisa Cima a 16 anni si ammalò di tubercolosi. Esordì come pittrice nel 1965 alla galleria il Cavallino di Venezia; seguirono molte mostre in Svizzera, Brasile, Usa e in Giappone dove conobbe il regista Akira Kurosawa che rivede spesso a Cannes e che nel 1965 presentò una sua mostra di disegni a Tokio. In quegli anni conobbe gli artisti Giacomo Manzù, Marino Marini, Aligi Sassu, Max Ernst e Pablo Picasso e frequentò l'avanguardia americana con l'amico critico Alan R. Solomon.

Nel 1968 Cima incontrò Montale ed ebbe inizio una grande amicizia basata su una profonda stima reciproca, con un sodalizio che durò 13 anni, fino alla morte del Nobel. Nel 1969 Cima pubblicò il primo libro di poesie, "Terzo modo" (Scheiwiller), definito da Montale "inquietante", forse riferendosi proprio alla poesia "Contestato il sistema", piuttosto trasgressiva per l'epoca. Seguirono le raccolte di versi "La genesi e altre poesie" (1971) e "Immobilità" (1974).

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