Regno Unito

Addio a David Hockney, genio dell’arte contemporanea

Maestro della pop art, è morto a Londra all’età di 88 anni

Bradford, 9 luglio 1937 – Londra, 11 giugno 2026
(Keystone)
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Uno degli artisti più geniali e rivoluzionari degli ultimi tempi si è spento all’età di 88 anni dopo aver esaltato, fino all’ultima intervista, la gioia di vivere. David Hockney, maestro della Pop Art, ma in realtà non etichettabile in nessun modo per la sua capacità di attraversare le epoche e rinnovarsi di continuo, passando dai quadri iconici realizzati in California negli anni Sessanta e Settanta a usare come tavolozza un iPad, è “morto serenamente nella sua casa” a Londra, un mese prima dell’89esimo compleanno. Ad annunciarlo la sua agente, Erica Bolton, che lo ha collocato, a pieno diritto, nel Pantheon dei grandi artisti del XX e XXI secolo. Lascia un’eredità immensa e vibrante di colori, dai paesaggi verdeggianti della sua Inghilterra – era nato a Bradford nel 1937 da una famiglia della working class – alle piscine turchesi della West Coast americana fino a ‘A Year in Normandie’, un monumentale fregio digitale di 90 metri ispirato all’Arazzo di Bayeux e realizzato durante la pandemia da Covid.

Cruciale nella sua carriera fu la decisione di trasferirsi negli Stati Uniti: la luce della California, le piscine, i giardini e l’architettura modernista diventarono il soggetto delle sue opere più celebri, come ‘A Bigger Splash’ (1967) e ‘Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)’ (1972): quest’ultimo è stato venduto nel 2018 per 90 milioni di dollari, diventando il record d’asta per un’opera di un artista vivente.

Hockney si è sempre distinto per la continua ricerca e la sperimentazione, padroneggiando le tecniche accademiche prima di abbracciare le nuove tecnologie, con i suoi lavori di fotografia e digitali arrivati oltre i 70 anni. “Credo di avere qualcosa da dire alle persone”, aveva dichiarato al Daily Telegraph in ottobre, nella sua ultima grande intervista. Per poi aggiungere: “Ma alla fine non mi interessa cosa ne pensi l’altra persona, è quello che penso io che conta”.

Anche il suo carattere ribelle e anticonformista, sempre con la sigaretta in mano e gli occhialini tondi, e a lungo la chioma bionda, ne hanno fatto un personaggio unico e ben distinguibile nel panorama artistico. Apertamente omosessuale fin dalla gioventù, in un’epoca in cui l’omosessualità era ancora reato in Inghilterra, Hockney affrontò il tema nelle sue prime opere, tra cui ‘We Two Boys Together Clinging’ (1961), qualcosa che faceva scandalo nella società di allora. All’inizio degli anni Duemila tornò nello Yorkshire per dedicarsi ai paesaggi collinari e nel 2013, dopo la tragica morte di uno dei suoi assistenti, di anni, si trasferì nuovamente a Los Angeles. Quel lutto venne poi elaborato attraverso una serie di ritratti che hanno rappresentato uno spaccato intimo e profondamente umano dell’artista.

‘Curiosità senza limiti’

La sua inventiva è stata al centro della più grande mostra mai dedicata alla sua opera, realizzata nel 2025 alla Fondazione Louis Vuitton di Parigi, alla quale era riuscito a partecipare nonostante i problemi di salute. Negli ultimi anni viveva tra Londra e la Normandia, afflitto da difficoltà respiratorie e di udito, ma continuava a dipingere per diverse ore al giorno sempre con l’idea in mente di “amare la vita”. “Quando lavoro mi sento come Picasso, mi sento un 30enne”, aveva dichiarato in una rara intervista televisiva. Lascia il compagno di lunga data Jean-Pierre Gonçalves de Lima, due fratelli e numerosi nipoti e pronipoti.

Tantissimi i tributi arrivati per l’artista che aveva ricevuto gli onori più grandi ma ne aveva anche rifiutati tanti, dal titolo di ‘Sir’ all’offerta di fare un ritratto alla regina Elisabetta, per poi ricevere in età avanzata dalla sovrana l’Order of Merit, ritenendo che in quel caso sarebbe stato sgarbato dire di no. Il portavoce di Keir Starmer ha dichiarato che il premier britannico è “rattristato” dalla morte di Hockney, la cui opera “vivida e immediatamente riconoscibile ha influenzato generazioni di artisti”. Le principali istituzioni culturali del mondo lo hanno ricordato, dal Royal College of Art, dove l’artista studiò tra il 1959 e il 1962, per “la sua curiosità senza limiti, la sua maestria nei colori e l’adozione delle nuove tecnologie che hanno ridefinito il corso dell’arte moderna”, al Centre Pompidou di Parigi, fino alla Tate Britain di Londra, che l’anno prossimo gli dedicherà una grande mostra.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali