L'appello dell'Art Not Genocide Alliance chiede il blocco della presenza di Israele all'Esposizione inaugurata il 9 maggio; firmatari includono curatori e artisti, alcuni anonimi
Il gruppo di attivisti Art Not Genocide Alliance (Anga) ha diffuso una lettera aperta in cui chiede alla Biennale di Venezia di impedire la partecipazione di Israele alla 61esima edizione dell'Esposizione internazionale d'Arte, che sarà inaugurata il prossimo 9 maggio. La lettera è stata firmata da quasi 200 artisti, curatori e operatori culturali coinvolti nell'evento veneziano.
Tra i firmatari figurano i curatori Gabe Beckhurst Feijoo e Rasha Salti, membri del team incaricato di realizzare la visione della curatrice Koyo Kouoh, scomparsa lo scorso maggio pochi mesi dopo essere stata nominata. Hanno firmato anche decine di artisti presenti nella mostra principale, "In Minor Keys", oltre a curatori e artisti legati ai padiglioni di Belgio, Brasile, Bulgaria, Francia, Perù, Polonia, Spagna, Svizzera e altri paesi. Dodici firmatari, tra artisti e curatori di altri padiglioni, hanno scelto di rimanere anonimi per timore di "possibili danni fisici, politici o legali derivanti da una firma pubblica", come spiegato nella lettera.
"Noi sottoscritti, come artisti, curatori e operatori culturali, ci uniamo nel rifiuto collettivo di permettere che lo Stato di Israele trovi una piattaforma mentre commette genocidio", si legge nel documento. "Lo facciamo a sostegno dei nostri colleghi artisti e operatori culturali in Palestina, in solidarietà con il popolo palestinese, nella speranza profonda di porre fine al genocidio sionista e all'apartheid in corso, e di vedere rinascere una Palestina libera."