NJ Devils
2
PHI Flyers
2
3. tempo
(1-1 : 1-0 : 0-1)
CHI Blackhawks
0
SJ Sharks
1
2. tempo
(0-0 : 0-1)
BOS Bruins
1
VAN Canucks
2
2. tempo
(1-1 : 0-1)
ANA Ducks
0
TOR Leafs
0
1. tempo
(0-0)
sergio-emery-miki-tallone-incontro-d-arte-a-mendrisio
Sergio Emery, ‘Legni’, 1988, acrilico su tela
ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
4 ore

The Deep NEsT: è la volta di Doris Femminis

Dopo Aldina Crespi il professor Vecchioni, Diego Passoni e Giulia, tocca alla scrittrice ticinese accomodarsi nel nido di Bandecchi e La Rosa
L’intervista
7 ore

Gardi Hutter, c’è del comico nella catastrofe

‘L’esperta della morte allegra’ in scena il prossimo 3 dicembre al Cinema Teatro di Chiasso in ‘Gaia Gaudi’, spettacolo ‘intergenerazionale’ sul trapasso
Architettura
8 ore

Aurelio Galfetti, ‘Costruire lo spazio’ a Mendrisio

Mercoledì primo dicembre al Teatro dell’Architettura la presentazione dei tre saggi raccolti nel volume edito da Mendrisio Academy Press
Arte
9 ore

Dopo 25 anni, ‘Nudo maschile in piedi’ attribuito a Lucian Freud

Secondo alcuni, il dipinto sarebbe addirittura un autoritratto che l’artista voleva nascondere per imbarazzo, forse destinato a Francis Bacon
Culture
10 ore

Casa della Letteratura, Alberto Nessi con Zeno Gabaglio

È l’evento che giovedì 2 dicembre alle 18.30 chiude a Lugano la stagione 2021. Introduce e modera Fabiano Alborghetti
Covid e Cultura
10 ore

Sì alla Legge Covid-19: ‘La Taskforce Culture è soddisfatta’

Alla fiducia popolare segua, da parte del Parlamento, l’estensione delle misure di compensazione e lo scudo protettivo a sostegno del settore culturale
La recensione
11 ore

Osi al Lac: il romanticismo tedesco

François Leleux non oltre una piatta lettura delle tre opere in programma. Serva da stimolo per un cambiamento di rotta. Ma Sergej Krylov è poesia
Culture
12 ore

Dalla mostra al romanzo, da ‘Real bodies’ a ‘Guasti’

‘Real bodies, i corpi del mistero’, mostra a Lugano dal 16.12, è lo spunto per la lettura del romanzo di Giorgia Tribuiani, nato da un’analoga esposizione
Musica
14 ore

Al Jazz Cat Club le magie musicali di ‘Mr. Beautiful’

George Cables, leggendario pianista, in quartetto lunedì 29 novembre al Jazz Cat Club di Ascona. Con lui, al sax, Piero Odorici, che abbiamo incontrato
Spettacoli
15 ore

Bonomi, Sanzari e la magia del Natale con l’Insubria Brass

Domenica 5 dicembre alle 18 ad Arbedo, nella chiesa di San Giuseppe, per l’ottavo e l’ultimo appuntamento del Festival della musica
Figli delle stelle
16 ore

I pesci sotto ‘The Bridge’ e il pescatore Sting

Sting - ‘The Bridge’ (A&M) - ★★★✩✩ - Anche l’ex Police ha il suo disco della pandemia, nato (ipse dixit) ‘come si pesca’
Culture
17 ore

Parigi: Josephine Baker prima afroamericana nel Pantheon

Ma anche prima figura dello spettacolo nel mausoleo francese insieme a Victor Hugo, Emile Zola e Marie Curie. L’ufficializzazione martedì 30 novembre
Spettacoli
17 ore

Addio a Stephen Sondheim, leggenda di Broadway

Le parole di ‘West Side Story’, e una pioggia di Tony e Pulitzer. Il compositore più influente nella storia del Musical si è spento nel sonno a 91 anni
Letteratura
1 gior

Addio ad Almudena Grandes, ‘voce degli sconfitti’

La 61enne, che conquistò il pubblico con il suo romanzo ‘Le età di Lulù’, ottenne il Premio Nazionale di Narrativa nel 2018
Arte
23.04.2021 - 18:410

Sergio Emery, Miki Tallone: incontro d’arte a Mendrisio

Il Museo d’arte ospita due installazioni site-specific di Tallone e quasi una retrospettiva dedicata a Emery

Due sbarre blu scuro, una curva l’altra dritta: non una presenza ingombrante, ma sufficiente a ridisegnare, insieme a una lastra di ottone con dodici tagli posta al centro, lo spazio del chiostro dell’ex convento ora sede del Museo d’arte di Mendrisio. Così viene accolto il visitatore della doppia mostra che si apre oggi e chiuderà ad agosto, con la prima parte dell’installazione di Miki Tallone. Intitolato [ēx], il progetto appositamente realizzato per il museo dall’artista ticinese è un richiamo all’assenza, aspetto ancora più chiaro nel secondo spazio a lei dedicato, nella grande sala che apre il percorso espositivo vero e proprio (al quale si arriva, val la pena ricordarlo, attraverso un corridoio dove troviamo alcune opere dalla collezione del museo). Miki Tallone torna a quella che con ogni probabilità era la funzione originale della grande sala, cioè il refettorio del convento; l’artista ha quindi posto una grande tavola imbandita con piatti trasparenti e tovaglioli inamidati, una presenza che rimanda all’assenza di cibo e commensali in parte sublimati in alcune matrici fotografiche appese alle pareti.

Lasciato alle spalle il silenzio di Miki Tallone, troviamo la fragorosa pittura di Sergio Emery, secondo protagonista della doppia esposizione. In mostra troviamo, con un allestimento intelligente nello sfruttare gli spazi gli spazi talvolta ristretti del museo, diversi cicli di opere realizzate da Emery negli ultimi vent’anni di attività: le ‘Bambole’, i ‘Vegetali’, i ‘Viadotti’ e gli ‘Interni con tavola’, i ‘Legni’, le ‘Ferite’, le ‘Cadute’, le ‘Acque’, le ‘Terre’,  i ‘Cactus’, le ‘Risaie’. «Già dalla titolazione si capisce che Emery è un artista che parte dal dato reale» ha spiegato in conferenza stampa il direttore del museo e curatore della mostra Simone Soldini. «Un dato reale, riconoscibile nelle opere, che lui poi estrapola, lo isola, ne fa una reliquia, entrando in un processo creativo che porta a inventare tantissime soluzioni, restando al limite tra il reale, l’oggetto e il gesto».

Quella che propone il Museo d’arte di Mendrisio non è una retrospettiva ma, come detto, si sofferma sugli ultimi, intensi, vent’anni. Una scelta, è sempre Soldini a spiegarlo, che trova la sua ragion d’essere nella biografia di Sergio Emery, nel suo «singolare percorso» dell’artista nato a Chiasso nel 1928. «Talento precoce, inizia guardando al Novecento italiano e appena ventenne è in grado di capire e interpretare a modo suo quello che i mastri Carrà, Siloni e Morandi proponevano. Artista di una “generazione di mezzo”, termine non molto gratificante per dire che non è né di qua né di là, Emery è proiettato verso il moderno, capisce il valore della parola avanguardia e prende contatto con questi nuovi movimenti prima a Zurigo, poi a Milano e a Parigi». Ma, prosegue Soldini, «nella metà degli anni Cinquanta il Ticino è una realtà piccola, misera e Emery fa una scelta radicale: smette di dipingere, si dedica al design con un negozio di mobili modernisti, grande novità per Lugano, e poi alla scenografia per la Tsi». All’arte tornerà a metà degli anni Sessanta ma quella parentesi è solo apparentemente un momento di discontinuità: «Dal design e dalla scenografia Emery apprende, fa tesoro di elementi quali la versatilità, la padronanza dello spazio, l’essenzialità del disegno, lo spiccato senso della composizione».

Emery è un artista animato «da una continua curiosità di sperimentazione, rinnovando sempre il proprio discorso artistico, con continue virate» e allora Soldini indica alcuni elementi di continuità in una produzione che rischierebbe di apparire frammentata. «La dinamicità è un aspetto fondamentale dell’opera di Emery, ma questa dinamicità viene controllata e incanalata sia dalla sua perizia, sia dalla sua sensibilità: la sua parrebbe una pittura di getto, istintiva, e invece lui stesso dice che ogni elemento è frutto di un ragionamento, cosa che si percepisce soprattutto andando da ciclo in ciclo». Di questo, come accennato, si ha traccia nell’allestimento che alterna formati grandi e piccoli, disegni e opere. C’è poi un altro aspetto importante che però non è immediato cogliere: «Emery è un grande colorista, anche se non parrebbe perché ha una tavolozza limitata che si fonda sul nero, ma proprio qui sta la bravura e la sensibilità del colorista, basta vedere la modulazione che troviamo nelle ‘Acque’ o nelle ‘Risaie’».

Entrambe le mostre sono accompagnate da un catalogo: per Sergio Emery, troviamo contributi critici di Simone Soldini, del filosofo e figlio dell’artista Nicola Emery, di Matthias Frehner, che colloca il lavoro di Emery nel contesto svizzero, e di Emanuela Burgazzoli; il catalogo dedicato a Miki Tallone, curato da Barbara Paltenghi Malacrida, oltre ad approfondire le due installazioni dell’artista ne ripercorre il percorso artistico attravero i suoi principali lavori.

Ingrandisci l'immagine
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved