Il governo risponde a Roncelli (Avanti con T&L): ‘In corso di consultazione un nuovo Regolamento per esercitare a carico dell’assicurazione malattia’

Infermieri indipendenti e organizzazioni di cure e d’aiuto a domicilio, è in corso di consultazione un nuovo Regolamento sui requisiti di qualità per esercitare a carico dell’Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (Aoms). A rendere noto l’avvio dell’approfondimento è lo stesso governo rispondendo a un’articolata interrogazione del deputato di Avanti con Ticino&Lavoro Evaristo Roncelli. Atto parlamentare in cui il granconsigliere pone delle domande in merito alla trasparenza economico-finanziaria dei servizi di assistenza e cura a domicilio pubblici e privati, ai meccanismi di finanziamento e alle possibili distorsioni che ne derivano, sollecitando chiarimenti sui controlli all’appropriatezza delle prestazioni, sulle remunerazioni e sulla governance degli operatori privati.
Il settore dell’assistenza e cura a domicilio, evidenzia nella sua interrogazione Roncelli, ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale nella presa a carico sociosanitaria della popolazione, anche in relazione all’invecchiamento demografico, alla riduzione delle degenze ospedaliere e alla crescente pressione sulle strutture di lunga degenza. Evoluzione particolarmente significativa evidenziata anche dai dati dell’Ufficio federale di statistica: “Nel 2024, i servizi di assistenza e cura a domicilio hanno fornito 25,6 milioni di ore di cure (+10,2% rispetto al 2023) a circa 424mila beneficiari, registrando il maggiore aumento dal 2011. Tale crescita è stata trainata in larga misura dalle imprese commerciali private, che hanno aumentato in modo marcato sia le ore erogate (+23,4%) sia la clientela (+20,5%)”, rileva sempre il deputato. In merito, premette dal canto suo il Consiglio di Stato rispondendo all’interrogazione, le cure a domicilio sono in larga misura disciplinate dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LaMal). Ragione per cui il Cantone dispone di margini di intervento definiti dal diritto federale. Attualmente, indica ancora il governo, sono attivi sul territorio ticinese sei servizi d’assistenza e cura a domicilio d’interesse pubblico, i cosiddetti Sacd, settanta spitex privati e circa seicento infermieri indipendenti.
Nel mirino di Roncelli, eventuali utili particolarmente elevati o con margini significativamente superiori alla media degli operatori sia pubblici sia privati. “Nel settore privato – replica il governo – sono piuttosto rari gli operatori con utili particolarmente elevati. Un solo caso eccezionale rilevato nel 2024 ha portato le autorità cantonali a modificare il testo del contratto, introducendo delle decurtazioni del contributo” in alcuni casi. Ovvero: qualora “l’utile ecceda il 15% del costo totale degli stipendi e oneri sociali del personale operativo non direttivo”, nonché “per l’importo dei salari del personale direttivo (direttore amministrativo e direttore sanitario) eccedenti l’importo del salario massimo della prima classe del contratto collettivo di lavoro di settore moltiplicato per 3,5”. Modifiche, certamente molto tecniche, che mirano “a evitare che, in un settore sostenuto anche da risorse pubbliche, si generino utili eccessivi riconducibili a scelte salariali non equilibrate, in particolare a fronte di salari mediani del personale operativo che, nel sottosettore privato, risultano piuttosto contenuti”, rimarca il Consiglio di Stato. Per quanto concerne i Sacd d’interesse pubblico, continua il governo, “in alcuni casi si osservano da anni risultati d’esercizio positivi, anche importanti”. Ma c’è un ma, proprio perché “la situazione è diversa rispetto al settore privato”. E questo dato che “il contratto di prestazione prevede che tali utili confluiscano in fondi il cui utilizzo è in larga misura vincolato. Qualora questi fondi raggiungano importi rilevanti, è inoltre previsto un meccanismo di restituzione parziale all’ente finanziatore”. E ricorda inoltre l’Esecutivo: “Alcune misure di risparmio decise nell’ambito degli ultimi Preventivi hanno inciso proprio su questi fondi, confermando che non costituiscono utili liberamente disponibili, ma riserve sottoposte a regole e controlli specifici”. Più nello specifico, spiega in aggiunta il governo, “nel caso in cui emergano risultati economici positivi o particolarmente positivi, gli uffici competenti procedono a un’analisi puntuale delle possibili cause”, in modo da “capire se questi risultati siano riconducibili a una gestione efficiente oppure a scostamenti significativi rispetto ai parametri considerati nel finanziamento”.