L'Ufficio presidenziale risponde alla richiesta dell'Mps di inserire all'ordine del giorno della seduta parlamentare del 26 una trattanda sulla sentenza del Consiglio della magistratura. ‘LUp non proporrà l'urgenza’

“La nota giuridica esclude, sulla base di solide argomentazioni giuridiche, la legittimazione del Gran Consiglio a impugnare la decisione del Consiglio della magistratura. Alla luce di tali conclusioni, l’Ufficio presidenziale non ritiene giustificato farsi promotore di una proposta d’urgenza finalizzata a sottoporre al Gran Consiglio una deliberazione sull’eventuale impugnazione della decisione in questione”: l’Up “conferma pertanto la propria posizione”. Così i vertici del parlamento evadono la richiesta a loro indirizzata la scorsa settimana dai deputati dell’Mps Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi di inserire all'ordine del giorno della prossima seduta del Gran Consiglio, quella del 26 ottobre 2026, una trattanda sulla decisione o meno, da parte del parlamento, di impugnare davanti alla Commissione di ricorso sulla magistratura la sentenza, datata 21 settembre, con cui il Cdm ha stabilito di non procedere disciplinarmente nei confronti del procuratore generale Andrea Pagani in relazione alla gestione della querela del 2021 contro l’allora consigliere di Stato Claudio Zali, sporta, e in seguito ritirata, dalla donna che nel luglio di quest'anno aveva postato alcune registrazioni di conversazioni telefoniche con il ministro leghista e che il 18 agosto è stata rinvenuta morta (per gli inquirenti non vi sarebbe stato l’intervento di terzi) nel lago a Melide, dove abitava.
Il parere giuridico del 2 ottobre, afferma l’Up nella comunicazione inviata ieri ai due granconsiglieri, “è stata elaborata dai Servizi giuridici del Gran Consiglio su richiesta dell’Ufficio presidenziale. Essa ha natura interna e consultiva ed è destinata a supportare le valutazioni dell’Ufficio presidenziale, che ha comunque deciso di metterla a disposizione di tutti i deputati, affinché ciascuno possa conoscere le considerazioni giuridiche prese in esame”. Ciò premesso, “per quanto concerne la vostra richiesta, rileviamo che l’oggetto proposto non rientra nelle modalità ordinarie di iscrizione all’ordine del giorno previste dall’articolo 116 capoverso 1” della Legge sul Gran Consiglio. Un’eventuale trattazione “potrebbe pertanto avvenire secondo la procedura d’urgenza disciplinata dal capoverso 4 del medesimo articolo, che consente al Gran Consiglio di deliberare su un oggetto non figurante all’ordine del giorno, previa approvazione dell’urgenza. In tale ambito, l’Ufficio presidenziale potrebbe proporre il voto d’urgenza, ma spetterebbe comunque al Gran Consiglio decidere se ammettere la trattazione dell’oggetto”. Alla luce della nota giuridica, l’Up fa comunque sapere che non si farà promotore di una proposta d’urgenza.